Home » Rebuild of Evangelion » Archive by category "RoE: Teorie" (Page 2)

Indovina Q: è una donna? Ha gli occhiali?

C’è stato un tempo in cui credevamo che Q ci avrebbe fornito delle risposte. C’è stato un tempo in cui, nella nostra ingenuità, ci illudevamo che avremmo scoperto lo scopo della Chiave di Nabucodonozor, la ragione del cambio di nome di Asuka e, soprattutto, da dove salta fuori Mari e qual è la sua utilità – ammesso che ne abbia una.
Quel tempo, però, è ormai passato. Il camrip di Q è arrivato all’improvviso una mattina di gennaio, ci ha mindfuckati come mai nella nostra vita e poi ci ha abbandonati, confusi e smarriti, in balìa di interrogativi ancora più grandi e senza uno straccio di soluzione a nemmeno uno degli enigmi che ci tormentano.
Ma noi siamo evafags, e non demordiamo. Dopotutto, siamo ancora qui a parlare di un anime del 1995, e se c’è una cosa che abbiamo imparato in tutto questo tempo è che la tenacia, l’ossessività e l’ostinazione ad analizzare ogni dettaglio, per quanto piccolo e apparentemente insignificante, pagano.
Per questo non c’è nulla di cui sorprendersi se, già prima della diffusione del camrip, tra i fan si vociferasse di un particolare molto interessante. Ora che disponiamo di un supporto visivo, finalmente, possiamo discuterne anche qui con voi.

Di certo ricorderete la foto che Fuyutsuki mostra a Shinji durante la loro allegra chiacchierata al tavolo da shogi, e sicuramente avrete notato almeno un paio di cose. Prima di tutto, che Shinji da piccolo è ommioddio la cosa più carina del mondo ommioddio; e poi, naturalmente, la donna con gli occhiali.

[3.0] In una mossa, Fuyutsuki traumatizza Shinji…

[3.0] …e scatena le folli teorie dei fan.

La misteriosa signora compare per appena una manciata di secondi, ma è quanto basta per scatenare le fantasie più selvagge dei fan, e il motivo è lampante: fuck, somiglia un sacco a Mari! E anche ad Asuka!
Sarà solo una coincidenza? E’ possibile (anche se, beh, dai. E’ pur sempre di Eva che stiamo parlando…), ma non esiste che un evafag degno di questo nome si lasci scappare un’occasione per scervellarsi. Qui di seguito vi offriamo una carrellata delle teorie più o meno folli che sono fiorite attorno a quest’enigmatica figura, e naturalmente non vediamo l’ora di scoprire cosa ne pensate. Chi sarà mai la donna con gli occhiali?

È la madre di Asuka o di Mari.

Iniziamo con qualcosa di plain and simple, tanto per scaldarci. Abbiamo già parlato di come la genetica, negli anime, segua necessariamente una serie di convenzioni tutte sue. Lo stratagemma grafico più semplice per indicare la parentela tra due personaggi sono indubbiamente i capelli, più altri segni caratteristici vari ed eventuali.

Ora, la pettinatura della donna misteriosa è praticamente identica a quella di Asuka, con tanto di fermaglio rosso. Anche il colore dei capelli, castano-rossiccio, potrebbe richiamare quello della nostra redhead preferita.
Tuttavia, è indubbiamente più simile a quello di Mari. E poi, naturalmente, ci sono gli occhiali, che guarda caso hanno la montatura rossa.

In conclusione, ci sono più o meno le stesse probabilità che si tratti della madre dell’una piuttosto che dell’altra, con un leggero vantaggio per Mari.
Anche l’età della donna, che sembra pressappoco la stessa di Yui, sarebbe perfettamente compatibile. Inoltre non va dimenticato che nella serie la madre di Asuka era un membro della Nerv. Nel Rebuild non abbiamo informazioni sulle famiglie o sul passato delle due ragazze, ma nulla esclude che la madre dell’una o dell’altra fosse una collega di Yui. Se non altro, spiegherebbe perché Mari sia una pilota di Evangelion a dispetto della sua incapacità: è una raccomandata!

È la madre di Asuka e di Mari.

Una variazione della teoria precedente vorrebbe che le due pilote fossero sorelle, forse senza nemmeno saperlo.
La cosa non ci convince troppo, ma è bene tenere a mente che, fin dai tempi della preproduzione di 2.0, per Anno è sempre stato molto importante stabilire un legame tra Asuka e Mari. Per esempio, in una versione provvisoria della sceneggiatura avrebbero dovuto essere amiche di vecchia data ed essersi conosciute in Europa, mentre in un’altra pilotavano insieme l’Eva-02 (già).

È la madre di Mari e la matrigna di Asuka.

Sì,  come nel manga di Sadamoto. Questa possibilità non ci esalta particolarmente, un po’ perché a nostro avviso Sadamoto non ha fatto per niente un buon lavoro nel trattare la backstory di Asuka, un po’ perché una storia del genere ci azzecca poco o niente col Rebuild.
A sostegno di questa tesi, comunque, ci sarebbero diversi elementi. Prima di tutto, la matrigna di Asuka viene raffigurata con i capelli lunghi e gli occhiali:

[Evangelion manga] Personaggi di cui nessun sentiva il bisogno

Inoltre, fra gli schizzi di prova per il design di Mari realizzati da Sadamoto, ce ne sono alcuni che la ritraggono con lunghi capelli lisci e frangetta, come la sorellastra di Asuka:

[Groundwork di 2.0] Una delle tante prove del design di Mari

Noi, comunque, speriamo proprio che non sia così. Per riciclare un’idea di Sadamoto, il Maestro dovrebbe essere proprio arrivato alla fine.

È Mari.

Questa ipotesi è senz’altro la più assurda, e proprio per questo è anche quella che ci piace di più.
Oltre ai soliti occhiali (un paio più stylish dell’altro, ma sempre rigorosamente con la montatura rossa) e capelli, gli altri ingredienti di questa teoria sono:

  • una non meglio precisata Maledizione che colpisce tutti i piloti di Evangelion ritardandone l’invecchiamento, se non addirittura bloccandolo del tutto
  • il sospetto che tale Maledizione sia il risultato dell’esposizione prolungata al brodo primordiale dal quale hanno avuto origine le forme di vita umane, ovvero la placenta di Lilith, anche nota col più rassicurante nome di LCL
  • l’ apprezzamento di Mari per l’odore del suddetto liquido (ew!)
  • il fatto che Mari si prenda la confidenza di chiamare Gendo per nome, con tanto di suffisso amichevole, come se fossero conoscenti di vecchia data

[3.0] Mari, come osi rivolgerti in questo modo al Re dei Lilin?!

Insomma: e se Mari fosse molto più vecchia di quanto credessimo? E’ possibile, magari, che sia stata usata come cavia per testare le miracolose proprietà cosmetiche dell’LCL? Questo forse spiegherebbe perché, nonostante la sua palese incapacità, Mari si comporti sempre come se la sapesse lunga.
Ovviamente possiamo solo congetturare, ma ehi, è un sacco divertente!

È Mari e la madre di Asuka

Sì, è stato detto anche questo. A dire il vero l’idea ci inquieta un poco, considerando che qui siamo tutti grandi sostenitori della coppia Mari/Asuka (e qui si potrebbe obiettare che c’è chi da più di dieci anni insiste a far accoppiare Shinji con il clone di sua madre, ma meglio soprassedere), ma bisogna riconoscere che si tratta di una possibilità intrigante. Indubbiamente getterebbe tutta un’altra luce sul fatto che Mari chiami Asuka “Principessa” e che le guardi costantemente le spalle in battaglia (anche se con risultati che potremmo eufemisticamente definire scarsi), e stabilirebbe un parallelo interessante con la situazione di Rei e Shinji.
Quanto ad Asuka, indubbiamente in questo caso sarebbe ignara di tutto. Del resto, è praticamente certo che Shinji sia stato sottoposto al lavaggio del cervello per rimuovere dalla sua mente il ricordo di Yui, e non vediamo perché Asuka non dovrebbe essere stata sottoposta allo stesso trattamento.

È una trollata.

Naturalmente, esiste anche questa possibilità: la donna è semplicemente un’amica/conoscente di Yui, del tutto priva di importanza ai fini della storia. Questo significherebbe che gli autori, coscienti di averci ormai condotti sull’orlo della paranoia, hanno ben pensato di gettare benzina sul fuoco e sedersi comodi per assistere allo spettacolo. Stronzi.

mindFACKTS: il logo della Seele negli occhi di Lilith (Rebuild of Evangelion)

Sette occhi disposti asimmetricamente su due lati di un triangolo rovesciato, è il logo della Seele e il marchio stampato sulla maschera che nasconde il volto di Lilith. Sappiamo che è una maschera perché non sbatte gli occhi e, beh, cade quando Lilith assume la sua vera forma durante il Third Impact.

Il logo della Seele e la maschera di Lilith

La cosa può essere interpretata in molti modi, è possibile che quella maschera l’abbia messa la Seele nel momento in cui ha scoperto Lilith per delimitare il territorio, come quei deficienti che commentano sui blog più popolari solo per scrivere “primo”, o che fosse lì fin dall’inizio e che sia questo il motivo per cui la Seele l’ha scelto come proprio simbolo.

Il fatto che tale logo non comparisse anche sul volto della nuova Lilith, quella del Rebuild, che invece sfoggia una “faccia” simile a quella degli Angeli, aveva dato il via a mille e più teorie (su tutte: alla Seele non interessa perché non è la vera Lilith), almeno finché non è emerso, grazie agli screencap in alta qualità e ai disegni preparatori, che quel simbolo c’è ancora.

Scan dal groundwork di 1.0 — thanks to Reichu @ Evageeks

Nel Rebuild, il logo della Seele è negli occhi di Lilith.

Cosa significa questo?
Quella di Lilith è ancora una maschera o si tratta di una “faccia” come per Sachiel e agli altri Angeli? (O è una maschera anche quella di Sachiel e degli altri angeli?) E il logo della Seele cosa ci rappresenta? È naturale o si tratta di una benda? Fa parte della maschera o della faccia? E se, per la teoria del loop, la vera Lilith fosse morta/indisposta e questa fosse una copia, un fantoccio, e il trademark della Seele servisse a ricordarci che non è l’originale? SO MANY THEORIES. (Tutte ugualmente fallibili, e col 120% di probabilità che non avremo mai una risposta chiara.)

Inoltre:

Schizzi preparatori di Rebuild!Lilith by Anno (clicca per ingrandire) — sempre via Reichu @ Evageeks

Da altri disegni preparatori (sempre dal groundwork di 1.0, sempre grazie al forum di Evageeks) si evince che l’idea di piazzare il logo da qualche parte c’era fin dall’inizio, solo non si riusciva a mettersi d’accordo su dove, segno che si tratta di un dettaglio importante.
Ma perché?

Evangelion 3.0: teoria del loop

Conoscete tutti questo poste in caso non lo conosciate andate subito a conoscerlo: non ha nemmeno spoiler, a differenza della pagina presente, dalla quale fareste meglio a scappare se non volete anticipazioni. Avete fatto? Bene, perché chi sapeva lo stava aspettando, e quindi eccolo qui: l’aggiornamento ad Evangelion 3.0 degli elementi in favore alla teoria del seguito o “del loop”. Ammesso che possiamo ancora definirla una teoria. 

Elencherò qui soltanto gli elementi più palesi, quelli emersi dallo script. Per  le osservazioni dettagliate aspetteremo il dvd, perché è inutile farsi castelli in aria con un rip del quale l’ultima mezz’ora è tutta un “oh ma che sta succedendo?” “non lo so, una cosa grossa sta sbattendo contro un’altra cosa grossa” “oddio, quell’altra cosa grossa si sta avvicinando!” “nah, quello è un giapponese che va in bagno”.

Pronti? Iniziamo a fare il punto della situazione.

Il silenzio della Seele

FUYUTSUKI: “Così, la Seele mantiene il silenzio?”
GENDO: “Il Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo andrà avanti seguendo le Pergamene del Mar Morto. Non abbiamo più bisogno di tessere la storia.”

Davanti ai monoliti della Seele, Gendo e Fuyutsuki hanno un dialogo che cita chiaramente il titolo B dell’episodio 14, Weaving a story (appunto “Tessendo una storia”). Questo salta all’occhio in particolare nella traduzione inglese, dove le parole precise sono “we no longer need to weave a story”. Non so voi, ma questa battuta mi dà sempre un fangasm. È ovvio che un riferimento simile può essere soltanto una strizzata d’occhio, non è necessario che abbia un senso nella trama. Tuttavia, rispetto a Q e in particolare alle affermazioni di Kaworu, può assumere un suo significato: volta dopo volta la Nerv ha raccolto gli elementi necessari, e adesso che ci sono tutti la storia non deve più essere tessuta, è intera e pronta a scivolare verso il suo finale.  

Kaworu, invece, ha voglia di parlare

D’altra parte, poverino, è stato solo molto a lungo.
Con l’arrivo di Kaworu i riferimenti al loop aumentano, da quelli più espliciti a quelli solo suggeriti. Lo stesso associare il personaggio alla musica evoca l’idea di una ripetizione, tant’è che ha con Shinji il seguente dialogo:

SHINJI: “Mi chiedo come potrei suonare meglio.”
KAWORU: “Non importa che suoni bene, è sufficiente produrre un suono piacevole.”
SHINJI: “Allora se volessi migliorare il suono che produco, come potrei fare?”
KAWORU: “Devi esercitarti a ripetere. Farlo e rifarlo finché non ti sembra che vada bene.”

A proposito, a molti il fatto che Kaworu suoni il piano ricorderà il manga di Sadamoto. In realtà l’idea compariva già in una bozza molto vecchia dell’episodio 24 (brutta assai, tra l’altro) dalla quale Sadamoto ha attinto a piene mani per i suoi capitoli, segno che l’idea di legare Evangelion alla musica fosse presente dall’inizio. Altri riferimenti musicali – oltre che nella struttura del Rebuild, ma questo spero lo ricorderete – sono sia nei titoli di The End of Evangelion (“Air” e “One more Final”) che nelle scene estemporanee di Death&Rebirth, ambientate nella fantomatica Neo Tokyo-2.

Il fatto stesso che Kaworu e Shinji suonino così bene insieme è fortemente simbolico. È come se significasse che per loro “dialogare” è ormai naturale. Inoltre la facilità con cui Shinji impara a suonare ci ricorda che, nella serie, era già un musicista. Forse per questo gli viene spontaneo?

3.0] Kaworu tanto per cambiare si dichiara a Shinji, non prima di aver assunto pose da modello.

Ci sono altre due affermazioni, nella prima parte del film, che ci fanno riflettere.
Una è quando i due ragazzi stanno guardando insieme le stelle, e le loro posizioni rispecchiano perfettamente quelle che avevano assunto nell’episodio 24, quando dormivano nella stessa stanza. In quell’occasione Kaworu gli aveva detto “Chissà, può darsi che io sia nato proprio per incontrarti” che adesso è diventato “Allora sono davvero nato per incontrarti”. “Chissà” e “può darsi” che si trasformano  in “davvero” hanno per forza un significato: per dire “davvero” è perché Kaworu si era posto il dubbio del “chissà”.
In fine, quando restituisce l’S-DAT a Shinji, gli spiega che la ragione per cui sa fare un mucchio di cose è che “sono stato su questo mondo per un po’ più di tempo di te”. Questo può voler dire che, in quanto ad Angelo, Kaworu sia stato creato in tempi antichi (anche se questo, a meno di non considerare una ripetizione degli eventi, significherebbe negare del tutto il suo background nella serie — il che è possibile, non escludiamolo), oppure che si riferisca ai 14 anni appena trascorsi…ma per uno come lui, che sembra sapere tutto e aver vissuto tutto, che cosa sono 14 anni? Meno di un battito di ciglia. Di sicuro non un tempo significativo in cui imparare molte cose. A giudicare da questa intervista di Akira Ishida (che rincontreremo più avanti, in un paragrafo a lei dedicato), però, significa senza dubbio che Kaworu ha vissuto molte vite, e in ognuna di queste ha incontrato Shinji.

Il primo spiegone di Kaworu

[3.0] La luna è “tagliata”, come l’uovo di Lilith in EoE.

Mostrando a Shinji lo stato in cui versa il mondo, Kaworu spiega:

KAWORU: “L’estizione di massa non è una cosa insolita, su questo pianeta. Piuttosto, è l’elemento che determina l’evoluzione. Perché la vita, fondamentalmente, è qualcosa che cambia per adattarsi al mondo. Tuttavia, i Lilin non cambiano loro stessi, ma il mondo che li circonda. Perciò hanno applicato a loro stessi il rito dell’evoluzione artificiale. Le vecchie vite vengono offerte in sacrificio, così che possano essere creati nuovi esseri benedetti dal Frutto della Vita. Questo fatale ciclo di distruzione e rinascita è la conseguenza di un programma arcaico. La Nerv lo chiama il Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo.”

Non mi sembra di dovermi dilungare. In breve: gli Impact capitano spesso (non ci sono stati soltanto il Second e il Near Third), gli umani sono soliti evolversi artificialmente (il Perfezionamento non è una novità) e quello di distruzione e rinascita (Death&Rebirth anyone?) è un ciclo, che quindi per definizione si ripete. Se non sono indizi questi, non so che cosa lo sia.

Inoltre, poco dopo, apprendiamo che ancora una volta Gendo sapeva che cosa sarebbe successo.

Si può “resettare” il mondo

KAWORU: “Quello che è stato cambiato da un Eva può essere riportato indietro da un Eva.”

Con queste parole, Kaworu restituisce la speranza a Shinji. In pratica gli sta dicendo che quello che ha fatto può essere disfatto. Perché questo accada servono due lance, la Lancia di Longinus e quella di Cassius, impugnate da due anime. La loro unione può “aggiustare il mondo” riportandolo, o almeno così parrebbe, a prima del Third Impact.
Noi sappiamo benissimo che questa soluzione si rivela uno specchietto per le allodole (e che Shinji è l’allodola più grossa di tutte), ma esclusivamente per colpa di Gendo. Quello che interessa a noi, però, non è tanto che le parole di Kaworu siano vere, ma piuttosto che lui abbia un motivo concreto per crederci. In questo caso non importa la modalità, sappiamo almeno che è possibile “riportare indietro il mondo”. È già stato fatto, oppure è stato fatto qualcosa di simile? E in quale modo?
Certo, sarebbe divertente se il fatto che il piano fallisca fosse in realtà un messaggio diretto a noi, tipo “ragazzi, rinunciateci, non è possibile” (You CAN NOT Redo). Ma ehi, c’è sempre speranza, no?

Il secondo spiegone di Kaworu

Che, come tutti gli spiegoni di Kaworu, ti lascia soltanto più confuso. Non per niente la risposta fissa di Shinji è “Kaworu, io non capisco, non capisco quello che mi stai dicendo!”, e ha tutte le ragioni. Kaworu, tesoro, noi ti adoriamo e sei la fatina più scintillante di tutto il reame, ma una nota per il prossimo ciclo: appena incontri Shinji, anziché fargli serenate, spiegagli tutto per bene. Con calma e con frasi legate tra di loro, grazie.

KAWORU: “Così, l’inizio e la fine sono uguali.”

Kaworu pronuncia queste parole nel momento in cui scopre che, da primo Angelo, è stato retrocesso a Tredicesimo. Una curiosità è che il titolo di Final, come spiegato in questo post, opera proprio un ritorno all’origine: i caratteri coi quali è scritto “Evangelion“, che erano cambiati, torneranno quelli della serie. Inoltre il titolo provvisorio del film, come saprete, è il segno :|| che in musica, considerato coi due punti, sta a indicare una ripetizione, mentre senza i due punti segna invece la fine del brano. Ancora una volta, quindi, “l’inizio e la fine sono uguali”.

SHINJI: “Cosa devo fare? Kaworu-kun, dimmi qual è la cosa giusta da fare!”
KAWORU: “Anche se le anime scompaiono, speranze e maledizioni rimarranno in questo mondo. Gli intenti vengono assimilati dal mondo sotto forma di informazioni e continuano a cambiare. Nel tempo, persino l’essenza di una persona può venire interamente riscritta. Mi dispiace. Questa non è la felicità in cui speravi.”

Non è difficile capire che cosa Kaworu stia dicendo, la difficoltà piuttosto è collocarlo nel contesto e stabilire quali conseguenze avrà o stia già avendo sulla trama. Per fortuna abbiamo anni, per pensarci, quindi per adesso limitiamoci a parafrasare:

  • Le anime che tornano alla Camera del Guf lasciano al mondo qualcosa di loro, quelle che Kaworu definisce “speranze e maledizioni”. In pratica possiamo considerare il mondo come un nastro, che pur tornano indietro reca ancora le tracce di quanto già in precedenza inciso. 
  • I desideri degli esseri umani sopravvivono, ma mutano col mondo per adattarsi al suo assetto. Questo è un concetto molto semplice, in realtà: noi ci adattiamo all’ambiente, ed è così che ci evolviamo. Le anime, quindi, conservano sì le intenzioni, ma non è detto che queste si ripropongano identiche, in quanto una variazione anche minuscola può causare un profondo cambiamento.
  • E infatti, col tempo, una singola esistenza può essere interamente riscritta. Il principio è semplice: un nastro troppo inciso sovrappone un numero infinito di suoni, che daranno come risultato una melodia diversa da quella che era in partenza. Alcuni personaggi, nel corso dei cicli di distruzione e rinascita, potrebbero essere cambiati di molto. Questo ce lo abbiamo sotto agli occhi, e in particolare ci viene in mente Asuka, che ha addirittura (come Yui) cambiato cognome.
[3.0] "Non fare quella faccia. Ci incontreremo ancora, Shinji-kun."

[3.0] “Non fare quella faccia. Ci incontreremo ancora, Shinji-kun.”

SHINJI: “Kaworu-kun…Kaworu-kun, che cosa stai dicendo? Non capisco!”
KAWORU: “Shinji-kun, devi trovare un luogo di pace in cui essere te stesso. Il destino ti guiderà di certo. Non fare quella faccia. Ci incontreremo ancora, Shinji-kun”

Non credo che serva sottolineare le parole “ci incontreremo ancora”, tra l’altro strazianti.
Riflettiamo invece sulla risposta che, finalmente, Kaworu dà a Shinji prima di morire: quello che deve fare è trovare un luogo in cui essere se stesso, e il destino lo guiderà. Non ci sfugge che, alla fine del film, è Asuka a “guidare” Shinji in “un luogo”. Questo in qualche modo ripristina parte degli equilibri del finale di The End of Evangelion, in cui Shinji si ritrova solo con Asuka, che in questo caso assume il ruolo di “destino”.

A ritmo di musica

A proposito di Asuka, Kaworu suggerisce a Shinji di pensare a quando hanno suonato insieme, per sincronizzarsi con l’Eva 13. Questo ci ricorda l’episodio 9. Già nell’articolo sui Testi Apocrifi avevo ipotizzato che, per creare il doppio sistema di pilotaggio, la Nerv potrebbe essersi servita dei dati raccolti in quella occasione.

L’intervista ad Akira Ishida

Per chi l’ha già letta è un ripasso, ma vale la pena di farlo.
L’intervista ad Akira Ishida (il doppiatore di Kaworu) contenuta nel Q Book è piuttosto esplicita riguardo il tema loop. Innanzi tutto dovete sapere che Hideaki Anno tiene molto all’immedesimazione dei doppiatori, per questo rivela a ognuno quello che ritiene necessario ad arricchire la sua interpretazione. Ishida ha raccontato che, già dopo 1.0, Anno lo prese da parte con un laconico “adesso dobbiamo parlare di quello che succederà” e gli rivelò cose di cui il resto del cast era all’oscuro. Recitò in 2.0 con tutte queste informazioni in mente, senza rivelarle mai. Solo per il doppiaggio di Q gli altri membri sono stati messi “in pari” con lui, che poverino, chissà che liberazione a poterne finalmente parlare.
Una cosa simile vale anche per Yuko Miyamura, che dichiarò di aver ricevuto la direttiva di doppiare Asuka in modo diverso perché lei “era un’altra cosa”, ma (almeno così diceva) senza ricevere spiegazioni. In prossimità dell’uscita di Q ha detto che, adesso, sa perché. 

ISHIDA: [Ma] anche se stanno parlando di cose diverse, i sentimenti che Kaworu prova per Shinji Ikari… Quelli non cambiano. Sapevo che il mondo era diverso, questa volta, e mi preoccupavo per come renderlo attraverso il mio modo di avvicinarmi a Shinji. È stato un bell’ostacolo. Ho pensato a come superarlo sin dall’inizio. Come sarebbe stato Kaworu Nagisa, dopo aver accumulato parecchi cicli del suo passato? […] Non importa quante volte [la storia] succeda, finisce sempre nello stesso modo. Sarebbe dovuto essere diverso, in questo ciclo, ma gli stessi errori si sono ripetuti.

Come vedete, Ishida insiste moltissimo sull’idea dei “cicli”, della “ripetizione del passato”. Per leggere tutta l’intervista, andate qui.

Conclusioni

Conoscendo Evangelion, queste sono la cosa più vicina a una conferma che avremo mai. D’altra parte, rispetto al passato, si tratta quasi di un info-rigurgito. Sinceramente a me ha stupito, non mi aspettavo tanto. Sembra invece ormai chiaro che sì, gli eventi del mondo di Evangelion sono tutti collegati, continuano a ripetersi nella consapevolezza di alcuni personaggi, e quello che accade in un ciclo influenza il successivo. Chiariamoci: nessuno sa in che modo questo succeda, se avrà o no delle conseguenze, né quali siano le modalità con cui accade e a quali cavilli debba sottostare. Insomma, i giochi sono ancora tutti aperti. Una ripetizione, però, c’è. Per il resto, non possiamo che simpatizzare con Megumi Ogata: se Anno rivela ai doppiatori solo quello che sanno i loro personaggi, allora la doppiatrice di Shinji sarà l’unica che ne sa meno di noi.

Mari e gli animali

Durante la lavorazione di You can (not) advance, Hideaki Anno affida al suo team di autori e al responsabile del character design, Yoshiyuki Sadamoto, la creazione di  un nuovo personaggio.
Le linee guida che fornisce loro sono a dir poco vaghe. La nuova ragazza (perchè dovrà essere una ragazza, questo è fuori discussione) sarà «una studentessa di scuola privata inglese, con un’aria un po’ da sorella maggiore». E gli occhiali, naturalmente: nella sconfinata produzione di porno ispirato a Eva c’è un’imperdonabile carenza di meganekko.
C’è un aspetto della personalità di Mari, però, sul quale il regista insiste da subito in modo particolare: la sua connessione con gli animali.
Le possibilità vagliate in corso di sceneggiatura (raccontano gli autori nella Records Collection di 2.0) sono molteplici, ma tutte hanno questo elemento in comune.
Inizialmente, Mari prende forma come la rampolla di una facoltosa famiglia inglese che possiede molti cani e gatti, con i quali ha stabilito un rapporto simbiotico, forse per compensare le scarse attenzioni ricevute dai genitori.
Si ipotizza anche di inserire una scena di nudo, in cui si scoprirà che il corpo di Mari è ricoperto di tatuaggi dei nomi di tutti i suoi animali domestici che sono morti. «E’ un modo per essere sicura di non dimenticarli, perché continuino a ‘vivere’ con me», dovrebbe spiegare la ragazza.
Questa strada verrà poi definitivamente abbandonata (anche se gli autori troveranno comunque una scusa per propinarci le tette di Mari) e  si opterà invece per incorporare tratti tipicamente animaleschi nel personaggio stesso.

[2.0] Mari, please. Come se quel ragazzo non avesse già abbastanza problemi.

Il risultato lo conosciamo bene: un’esaltata col sorrisetto da gatto, che miagola senza motivo e se ne va in giro ad annusare ragazzini indifesi.
La tentazione di liquidare i tratti felini di Mari come semplici tocchi di colore è forte, ma qui mi sforzerò di prendere sul serio questa disgraziata almeno per un momento.

Il fiuto

Prima di tutto, ci sono le sue frequenti osservazioni sugli odori, che le hanno valso la reputazione di pervertita e feticista dell’LCL.

[Studio Zero – Shikinami Note] Le doujinshi che ironizzano sul feticcio di Mari per gli odori, naturalmente, si sprecano. Questa vignetta è tratta dalla meno zozza di tutte.

Mari si lascia andare a bizzarri commenti di natura olfattiva in ben tre diverse occasioni:

  • durante il suo primo incontro con Shinji, quando gli riconosce addosso l’odore dell’LCL (e gli affibbia il soprannome di “cagnolino”. Mari, non so se te ne sei accorta, ma non è Shinji che se ne va in giro ad annusare la gente come un cane da punta…);
  • a bordo dell’Eva 02, all’interno del quale avverte l’odore di Asuka e commenta che «anche l’Eva con l’odore di un’altra persona non è niente male»;
  • nel corso della battaglia contro Zeruel, quando incontra di nuovo Shinji e commenta che il suo odore è “diverso”.

Si tratterà davvero di una semplice eccentricità, o c’è sotto qualcosa di più? Il fatto che Mari faccia tanto affidamento sull’olfatto, e che questo sia sviluppato al punto da permetterle perfino di carpire fantomatiche variazioni (l’odore di Shinji è diverso da cosa, Mari? DIVERSO DA COSA?!)… beh, un po’ ci puzza.

L’Eva-05

Torniamo un attimo indietro, alla prima apparizione di Mari a bordo dell’Eva-05. Si tratta di un modello di Evangelion totalmente unico che, a differenza del resto della famiglia, ha ben poco di antropomorfo: è munito di ben quattro gambe che, più che a un umanoide, lo fanno somigliare a un insetto o a un animale.

L’Eva-05, coltellino svizzero della famiglia degli Evangelion

E’ presumibile che, per pilotare un’unità del genere, sia necessaria una tecnica almeno parzialmente diversa. Ora, sappiamo per certo che Mari è alla sua prima esperienza su un Eva, ed è probabile che sia riuscita a salirvi grazie ai loschi maneggi di Kaji, ma resta il fatto che sembra trovarsi perfettamente a suo agio nel gestire le molteplici “zampe” dello 05. Che poi sia un’incapace in combattimento, è tutta un’altra storia.

Za Beasto

Il lato bestiale di Mari, naturalmente, si manifesta in tutta la sua portata durante la battaglia contro Zeruel, quando pilota l’Eva-02 in modalità The Beast Za Beasto.
Mari attiva il famigerato Codice 777 in seguito a un fallimentare e neanche troppo convinto tentativo di usare il Pallet Gun (leggi: spara due colpi totalmente a caso e decreta che l’arma “è inutile”). Lo stesso staff della Nerv, ad esclusione di Ritsuko, sembrerebbe all’oscuro dell’esistenza di un assetto di combattimento simile — o forse, visti i suoi trascorsi nella serie come spia di Misato, alla Nerv nessuno dice più niente al povero Hyuga?

[2.0] Mari se la crede tanto, ma in realtà si è appena fatta amputare il braccio per la seconda volta

Ricollegandoci alla teoria secondo cui Mari sarebbe un falso pilota, o comunque un pilota appositamente introdotto da Kaji e dall’IPEA con un motivo ben preciso, sorge spontaneo domandarsi se questo non risieda proprio nella sua capacità di utilizzare la modalità Za Beasto, o quantomeno nel fatto che sia al corrente della sua esistenza.
Ad ogni modo, è impossibile non notare che Mari si trova evidentemente molto più a suo agio a quattro zampe – e non solo perché nelle doujinshi fa sempre la parte della ninfomane. Nel combattimento tradizionale, la poveretta è palesemente negata: il suo istinto, piuttosto, è quello buttarsi nel corpo a corpo, di saltare e azzannare, di battersi con le unghie e con i denti. Certo, poi le prende comunque, ma sorvoliamo.
Se l’associazione di Mari con gli animali abbia un senso o meno resta un mistero. Sta di fatto, però, che non è affatto passata inosservata…

Mari in Evangelion: Anima

Neon Genesis Evangelion: Anima è un light novel pubblicato in Giappone a partire dal 2008 (quindi, indicativamente, tra l’uscita di 1.0 e 2.0) a opera del trio Yamashita–Utatane–Kageyama.
Non è questo il luogo per dilungarsi sulla trama, vi basti sapere che la storia parte dal presupposto che gli episodi 25 e 26 della serie non abbiano mai avuto luogo, e propone una prosecuzione degli eventi in cui la Nerv è affidata alle mani di Misato e alle sue strategie assurde, le Rei spuntano dappertutto come funghi e Asuka è diventata un Eva. Quanto a Shinji, come al solito gli è toccata la sorte peggiore ed è condannato a sfoggiare un improponibile codino à la Kaji. I know.
Con questi presupposti poteva forse mancare un nuovo, improbabilissimo personaggio? Naturalmente no.
Ebbene, lasciate che ve lo presenti:

[NGE: Anima] Salutate Mari, alle prese con la sua toeletta quotidiana

Eh già. La somiglianza è palese, il nome è esattamente lo stesso e sì, quelle sono orecchie da gatto e una coda. Mari dimostra circa sette anni ed è un pilota della divisione statunitense della Nerv, creato in laboratorio combinando tra loro geni umani e di varie specie animali, dei quali ha conservato l’istinto e (come potete vedere) alcune abitudini. All’occorrenza, può nascondere le orecchie pelose sotto la sua fascia per capelli.
Non sappiamo con esattezza che ruolo giochi Mari nella storia, ma se non altro le informazioni sulle sue origini e la sua vera natura sono molto chiare, cosa che non si può proprio dire del Rebuild.
Non è da escludere che anche nella saga cinematografica verrà adottata una soluzione simile (nel qual caso il miagolare molesto di Mari assumerebbe una parvenza di senso), esattamente come non è possibile escludere nessuna delle altre mille ipotesi assurde che circondano questo enigmatico personaggio, per il puro e semplice fatto che NON SI SA UN CAZZO di lei. C’è da dire, però, che non si tratterebbe della prima analogia tra la saga cinematografica ed Evangelion: Anima. (Basti pensare alla presenza simultanea di diverse Rei attive e funzionanti: in Q sono prodotte in serie dalla Seele, e si parla addirittura di diversi lotti!)

Insomma: il legame di Mari con gli animali è evidente, ma qual è il suo scopo (se ne ha uno)? Si tratta semplicemente di un metodo per ravvivare un personaggio che avrebbe altrimenti rischiato di risultare insulso, o questa scelta nasconde un significato più preciso? Si rivelerà un elemento influente ai fini della trama? A Final l’ardua sentenza.

ROE: Second Impact, Near Third Impact

Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la fine del mondo

Secondo un calendario maya che non contiene immagini succinte di Asuka, Rei e Misato – e quindi per quel che ci riguarda NON ESISTE – oggi 21 dicembre 2012, dovrebbe essere la fine del mondo. I veri motivi per cui questo non è possibile sono due:

1) Marty McFly ha viaggiato nel 2015;
2) l’attacco del Terzo Angelo è previsto per il 2015.

Nel presunto giorno dell’Apocalisse, però, noi Magi non potevamo esimerci dal presentarvi una pagina ricca di dati, analisi e fatti sulle nostre fini del mondo preferite: gli Impact.
Nei programmi questo sarebbe dovuto essere un breve post riassuntivo, invece sono diventati tre e incasinati come poche altre cose al mondo: la fatica che farete voi a leggere non è nemmeno la metà di quella che abbiamo fatto noi a scrivere, se vi consola. Ma bando alle introduzioni, estendete al massimo i vostri AT-Field (che se cadono è un problema, specie in questa circostanza) e avviate una qualche musica carina: non è la fine del mondo, senza un’estraniante musica carina.

REBUILD OF EVANGELION: SECOND IMPACT

[2.0] L’epicentro del Second Impact visto dallo spazio, a quindici anni dal suo verificarsi

Datazione:  quindici anni prima degli eventi narrati nel Rebuild. Basandoci sulla serie, la data dovrebbe essere il 2000, ma recenti scoperte ci spingono a prendere in considerazione anche il 2002.

Coordinate: presumibilmente, Polo Sud. Si tratta di una supposizione avanzata sulla base della serie, visto che dialoghi non lo confermano mai esplicitamente, ma non abbiamo motivo di credere che il punto d’origine sia cambiato.

Quando lo vediamo: in 2.0, quando Kaji informa Shinji del passato di Misato, un flashback ci mostra ciò che è avvenuto in quel terribile giorno. Sempre in 2.0 è  visibile anche l’epicentro dell’Impact, quando Gendo e Fuyutsuki sorvolano la Terra di ritorno dalla base lunare di Tabgha.

Cause: a innescare il Second Impact è il risveglio di quattro divinità, note come “Adams” (il nome non viene mai pronunciato dai personaggi, ma appare in una scritta nel preview di 2.0), che si presentano sotto forma di giganti luminosi dotati di ali. Vista la presenza sul posto della spedizione guidata dal professor Katsuragi, è evidente che il risveglio sia stato provocato dall’intervento dell’uomo, proprio come nella serie. Lo stesso Gendo, nel corso di un dialogo con Fuyutsuki, conferma che “c’è stato chi anelava a raggiungere questa condizione catastrofica”, ma non disponiamo di informazioni più precise su cosa esattamente sia stato fatto per raggiungerla, e se dietro a tutto ci sia la Seele come nella serie – anche se ci sembra probabile.

Cosa succede: Vorrei poter dire che si sa poco o niente sulla dinamica degli eventi, ma la cruda realtà è che non ne sappiamo assolutamente nulla. Le cause dell’innesco sono sconosciute, tutto quello che possiamo fare è provare a decifrare le immagini che scorrono nel flashback:

[2.0] Il Second Impact nel suo stadio iniziale

Un enorme globo nero emerge dalla Terra e attorno ad esso sorgono quattro croci, seguite dai quattro Adams. Dall’epicentro dell’Impact si estende un vortice di luce multicolore e nel suolo si apre una frattura a forma di croce.
Quanto alla sfera nera, possiamo ipotizzare che si tratti dell’uovo all’interno del quale sono stati rinvenuti gli Adams. La fenditura a forma di croce è identica a quella che si spalancherà al di sopra del Geofront nel corso del Near Third Impact, dunque anche il Second Impact ha probabilmente preso avvio nel sottosuolo, all’interno della cavità sferica formatasi attorno all’uovo degli angeli.

[2.0] Second Impact: la sortita degli Adams

Il vortice arcobaleno dovrebbe indicare l’estensione dell’Anti A.T. Field prodotto dagli Adams, che provoca la scomparsa degli A.T. Field e l’estinzione di tutte le vite umane comprese entro quell’area.
Nessuna forma di vita generata da Lilith sarà più in grado di sopravvivere nella zona colpita: non a caso, Gendo la definisce “un mondo purificato del peccato originale, il cui accesso è precluso perfino all’uomo”.
Il processo viene probabilmente bloccato grazie all’impiego di quattro Lance di Longinus, ma la sostanza rossa secreta dagli Adams contamina la quasi totalità dei mari, causando l’estinzione di massa di tutti gli organismi che li popolano.

Aftermath: si suppone che le conseguenze corrispondano a quelle della serie, ovvero lo spostamento dell’asse di rotazione terrestre col suo bravo corredo sconvolgimenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente innalzamento del livello del mare, e così via. Nella serie, però, l’area in cui il mare è inanimato e tinto di rosso è circoscritta al Polo Sud. Nel Rebuild non solo l’espansione dell’Impact è decisamente più ampia, ma le conseguenze operano su una scala molto più larga: gli oceani vengono contaminati da una sostanza tossica di colore rosso che provoca l’estinzione di tutti gli organismi marini, con conseguenze disastrose sull’ecosistema. Il liquido, simile a sangue, ricorda la sostanza in cui si tramutano i corpi degli Angeli quando vengono annientati.

[2.0] Quindici anni dopo il Second Impact, all’epicentro è ancora chiaramente visibile un vortice di luce arcobaleno

Quando Gendo e Fuyutsuki sorvolano l’epicentro dell’Impact è possibile notare come il processo, più che estinto, sembra in uno stato di congelamento: il cratere a forma di croce è ancora aperto, l’anello di luce arcobaleno è ancora presente e così anche le quattro croci. Solo gli Adams mancano all’appello.

Quattro giganti, quattro lance: perchè non diamo un’occhiata più da vicino ai nostri amici Adams? Tutti quanti presentano delle lunghe ali luminose e un’aureola, ma ognuno si differenzia dagli altri per dei piccoli particolari.
Passiamoli in rassegna, da sinistra a destra:

[2.0] Gli Adams sono tutti diversi, ognuno con la sua personalità. Collezionali tutti!

  • due occhi, un singolo nucleo circondato da sei puntini;
  • due occhi, un singolo nucleo, plain and simple, privo di segni distintivi;
  • due occhi, un singolo nucleo circondato da una specie di anello (due nuclei concentrici?);
  • tre occhi, nucleo convenientemente tagliato fuori dall’inquadratura.

Inutile dire che l’ultimo è quello che ci impensierisce più di tutti. Potrebbe essere privo di nucleo — come appare nel preview di 2.0 — oppure… beh, io vi consiglio di andare a rileggervi l’articolo sull’IPEA, prestando particolare attenzione al logo.

[2.0] In ogni confezione troverai inclusa una lancia!

Compaiono anche quattro lance, evidentemente rinvenute assieme agli Adams. Due si esse sono inequivocabilmente Lance di Longinus, mentre delle altre vediamo solo il manico.

REBUILD OF EVANGELION: NEAR THIRD IMPACT

[2.0] Il Third Impact emerge in superficie, aprendo una breccia a forma di croce nel suolo

Datazione: stando alla serie, 2015. Stando alle recenti scoperte di cui sopra, prima metà del 2018.

Coordinate: Neo Tokyo-3, Giappone. L’epicentro corrisponde al Geofront.

Quando lo vediamo: occupa la sequenza finale di 2.0 e prende avvio quando Shinji riesce a sconfiggere il decimo Angelo, Zeruel, e a trarre in salvo Rei all’interno dell’Eva-01.

Cause: la versione breve è che Shinji provoca il Risveglio dell’Eva-01, la cui fusione con Rei conduce alla nascita di una nuova divinità. La versione lunga e inquietante è che non solo Gendo aveva previsto il ritorno di Shinji – che al momento dell’attacco di Zeruel sta lasciandola città, fermamente convinto a non pilotare mai più un Eva – ma sapeva anche che avrebbe innescato il Risveglio dell’Eva-01, condizione da lui auspicata e necessaria all’adempimento del famigerato Patto con Lilith.
Anche la fusione dell’Eva-01 con Rei fa parte del piano: l’avvicinamento dei due, favorito con ogni mezzo da Gendo, aveva proprio lo scopo di fare in modo che Shinji la salvasse e che la loro unione risultasse nel Risveglio dell’Eva e nella nascita del nuovo Dio.

Cosa succede: Zeruel si pappa in un sol boccone l’Eva-00, con Rei al suo interno, e si fonde con esso. In questo modo i segnali di identificazione dell’Angelo si trasformano in quelli dell’Eva: ora può entrare nel Dogma e raggiungere Lilith senza rischiare l’autodistruzione. L’essere ibrido risultato dall’unione assume le sembianze di una gigantesca Rei (simile a Lilith!Rei di EoE), salvo per il capo, che resta immutato.

[2.0] Zeruel si pappa lo 00 con Rei e ci guadagna un paio di tette

Zeruel/Rei distrugge le corazze che proteggono il Dogma e riesce a farsi strada fino al ponte di comando, dove viene intercettato dall’Eva-01 pilotato da Shinji (ormai l’unico in grado di attivarla), deciso a salvare Rei a tutti i costi.
Quando la riserva di energia dell’Eva si esaurisce, sono la rabbia e la forza di volontà di Shinji a risvegliare l’unità 01. Al suo feroce grido “Restituiscimi Ayanami”, gli occhi di Shinji e quelli dell’Eva si accendono di rosso, l’unità si riattiva e sostituisce il braccio perso nel corso della battaglia con un arto di puro AT Field.

[2.0] Lo 01 in god-mode

Non a caso, il berserk dello 01 in 2.0 è noto tra i fan anche come “godmode”: l’Eva presenta tutte le caratteristiche di una divinità. Gli occhi e la corazza brillano di luce rossa, sopra il capo gli compare un’aureola, la corazza costrittiva viene infranta. Tra l’Eva e il pilota avviene una fusione totale: l’entry plug penetra sempre più a fondo nel nucleo, fino a toccare il punto di non ritorno entro il quale Shinji rischia di non riuscire più a recuperare la propria umanità.
Neutralizzato il suo AT Field, l’Eva-01 impone le mani di fronte al nucleo dell’avversario, cercando di penetrarlo.
La corazza dell’Eva si infrange all’altezza del petto, rivelandone il nucleo pulsate, come se a causa della vicinanza i due fossero entrati in risonanza. Dal nucleo scaturiscono dei lunghi fasci di luce simili alle ali degli Adams, benché appaiano molto più deboli, mentre l’aureola inizia ad irradiare cerchi concentrici di energia: è l’epicentro da cui sta prendendo avvio il Third Impact.

RITSUKO: L’Eva che volevamo imprigionare nei limiti umani sta ritornando al suo stato originario. Spezzando le catene che gli abbiamo imposto, sta mostrando una natura superumana vicina a quella di un Dio. Collegando il cielo, la terra e il creato dentro a gigantesche onde di complementarità, si trasforma in una massa concentrata di pura energia, all’unico scopo di soddisfare un desiderio umano. Solo per quello.

Lo 01 riesce ad aprirsi una breccia nel nucleo del gigantesco essere e ad estirparne la componente angelica: un nucleo più piccolo, risultato dalla fusione di Zeruel  con l’Eva-00. E’ il momento in cui Shinji riesce ad afferrare la mano di Rei e trarla in salvo.

[2.0] Shinji afferra Rei e la trae in salvo

[2.0] Lo 01 estrae il nucleo di Zeruel

Il corpo della creatura esplode in un ammasso di materia rossa che però, invece di disperdersi come avviene solitamente quando un Angelo viene annientato, si ricompone immediatamente nel corpo di una gigantesca Rei. Il suo aspetto, rosso e luminescente, ricorda da vicino quello di un nucleo.

[2.0] La mega Rei si fonde col nucleo dell’Eva-01

Rei si fonde col nucleo dello 01 e ne viene completamente assorbita.
Un’incisione a croce infrange la superficie terrestre: dall’interno del Geofront, il Third Impact ha raggiunto la superficie e l’anello di energia si sta estendendo sul pianeta.
La corazza si dissolve, e l’Eva-01 assume l’aspetto di un gigante luminoso dotato di tre occhi, due nuclei e lunghe ali del tutto simili a quelle degli Adams.

[2.0] Ecco cosa succede quando Shinji si avvicina troppo a Rei.

RITSUKO: è nata una nuova vita che trascende la ragione di questo mondo. Per compensazione, le antiche vite si estingueranno […] La prosecuzione del Second Impact condurrà al Third Impact. Verso la fine del mondo.

Ora, nel Rebuild non abbiamo nessuna informazione certa circa l’origine dell’Eva-01, né abbiamo mai ricevuto una conferma chiara e inequivocabile che Rei contenga l’anima di Lilith come nella serie. Se la situazione fosse rimasta la stessa, però, il motivo dell’innescarsi dell’Impact sarebbe evidente: lo 01, clone di Lilith, si sarebbe riunito con la sua anima e questo condurrebbe inevitabilmente al suo risveglio che sfocia nel Perfezionamento.

Il Third Impact viene però bruscamente interrotto quando Kaworu, a bordo del Mark.06, scaglia una lancia contro l’Eva-01. L’effetto dell’attacco è quello di neutralizzare l’elemento S²: il braccio rigenerato scompare, la corazza ritorna al suo posto e lo 01 precipita al suolo.
In 3.0 si scoprirà che il nome dell’arma è Lancia di Cassius.

Aftermath. Stando a quanto si vede in 2.0, i danni sembrerebbero di entità relativamente lieve. Il Geofront è in gran parte distrutto ed è stato praticamente scoperchiato, ma lo staff della Nerv si trovava al sicuro nell’occhio del ciclone. Per quanto riguarda i civili, invece, non si ha nessuna notizia.
In 3.0 scopriamo invece che le conseguenze dell’Impact sono state gravissime: a causa degli sconvolgimenti ambientali, la popolazione mondiale è stata ulteriormente decimata e quel che resta di Neo Tokyo-3 è un ammasso di macerie. La città è inoltre invasa di quelli che sembrerebbero Eva-01 in miniatura. Per le immagini e informazioni più dettagliate vi rimando al riassunto del film.

Mari: un Eva?

Teoria: Mari è un Eva

Da dove viene Mari? Cosa sa sugli Eva che gli altri piloti non sanno? Come fa a pilotare lo 02 privo di nucleo? Qual è il suo ruolo nel grande schema? Chi cazzo è? Il mistero che la avvolge, la totale mancanza di informazioni sul suo conto e la generale assurdità del personaggio legittimano le teorie più assurde, e questa — velocemente derubricata come “cagata senza senso” non appena sono arrivate le prime info su Q e relativo carico di roba presissima, ma pur sempre col suo fascino — è una di quelle che mi frulla per la testa da più tempo: e se Mari non fosse un essere umano, ma un Evangelion?

Spiegazione

Nei primi due film abbiamo fatto, più o meno approfonditamente, la conoscenza di tutte le unità Eva, dallo 00 allo 06 (ricapitolando: 00, 01, 02 sono a Neo Tokyo 3; lo 03 viene collaudato in Giappone, infettato dal nono Angelo e distrutto dallo 01; lo 04 “sparisce” durante il test di attivazione in America; lo 05 è quello della base di Betania che Mari distrugge nel combattimento col terzo Angelo; dello 06 assistiamo all’assembraggio nel corso di 2.0 e lo vediamo in azione, pilotato da Kaworu, nella scena finale del film), eppure, nell’anticipazione di Q, ci viene fatto intendere che il prossimo Eva a fare il suo ingresso sarà lo 08. Che ne è dello 07? Noi diciamo che lo 07 è già comparso, perché lo 07 è Mari.

Quest’idea strampalata si sposa particolarmente bene con la nostra causa perché la Gainax l’ha già usata. In Punta al Top 2! Diebuster (il reparto legale ci obbliga a informavi che seguono spoiler, anche se, andiamo, è una serie del 2004, se volevate vederla l’avevate già vista) seguiamo le avventure di Nono, ragazza apparentemente normale che sogna di diventare una pilota di Buster Machine (i robottoni che difendono il genere umano da un’invasione aliena) sebbene tutti gli indizi portino a pensare che sia assolutamente negata per questo ruolo; tutto procede come una commedia sci-fi, fino al clamoroso colpo di scena in cui scopriamo che Nono è essa stessa, a sua insaputa, una Buster Machine, un modello talmente sofisticato da essere indistinguibile da un essere umano.

[Punta al Top 2! Diebuster] Nono scopre di essere la Buster Machine #7

Figata, no? Io un’idea così la riciclerei immediatamente.

Perché questa roba ha senso

Mettiamo le mani avanti, indizi veri e propri qui non ce ne sono, e sono io il primo a dire che si tratta di una teoria assolutamente campata per aria; ma come quasi qualunque teoria su Eva non è difficile trovare qualche argomento a favore e un paio di misteri insoluti che inizierebbero magicamente ad avere un po’ più di senso qualora si dovesse rivelare esatta. Vediamoli.

1. Un pilota ideale

Come dimostra l’esperienza del Dummy, la Nerv è da sempre alla ricerca di una soluzione che permetta di controllare gli Eva senza doversi affidare ai piloti: perché non un Eva che si piloti da solo, allora, un Eva che è già il proprio pilota, un Eva in grado di pilotare altri Eva?

Pensate poi a che razza di personaggi è costretta ad affidarsi la Nerv: Shinji, Asuka e Rei sono degli schiodati con palesi pulsioni suicide che scelgono di pilotare delle macchine da guerra per colmare i propri vuoti affettivi. Mari, invece, sostiene di avere un piano (quale sia, ancora non lo sappiamo), uno scopo, e sale sull’Eva unicamente per perseguirlo, senza cazzi emozionali di sorta; inoltre, affronta le battaglie con atteggiamento giocoso, considera il pilotare gli Eva un divertimento.

In una serie “realistica” come Eva, è plausibile che una 14enne affronti situazioni mortali per il gusto di divertirsi?

Questi tratti si possono anche interpretare come cattiva caratterizzazione o spavalderia, ma aprono la porta a una terza ipotesi: Mari sembra nata per pilotare un Eva.

2. Una “berserker”

E ancora: in mano a Shinji, Asuka e Rei, gli Eva non sono niente di più che soldatoni alti 60 metri. Shinji spara e pugnala più o meno a casaccio mentre Asuka si muove con l’eleganza di una ballerina, ma entrambi non fanno fare agli Eva niente che non sarebbe in grado di fare un essere umano: uno spreco, considerando il loro vero potenziale. Mari, all’opposto, appare in seria difficoltà con le armi degli esseri umani (contro il terzo Angelo lo 05 è equipaggiato con una lancia che praticamente non viene usata, contro Zeruel lo 02 abbandona dopo poco sia i pallett gun che un fucile con baionetta, e nello spazio, durante l’operazione di recupero dello 01, lo 08 non riesce nemmeno di fare fuoco di copertura), ma predilige combattimenti corpo a corpo, dove può sfruttare a pieno la forza e l’agilità sovrumana degli Eva: lo 05 spacca a mani nude il nucleo del terzo Angelo, mentre con lo 02 abbiamo la tristemente nota modalità Za Bisto.

Spalancare la bocca: il segnale universale che un Eva si è rotto il cazzo.

Un Eva che trascende ogni limite, che abbandona la propria umanità e tutte le altre baggianate che già conosciamo, una modalità di cui, oltre a Ritsuko, solo Mari sembra essere a conoscenza.

L’operatore Hyuga non nasconde la propria perplessità.

Più che una modalità “studiata”, sembra un berserk autoindotto, qualcosa di molto simile a quello che accade con lo 01 nell’episodio 19 della serie: l’Eva si libera dei propri sigilli, l’armatura costrittiva, e il tasso di sincronia con il pilota raggiunge livelli impossibili. Eppure Mari, che sembra sapere tante cose, non pare minimamente preoccupata dai rischi di contaminazione, quella contaminazione che aveva portato, nella serie originale, l’assimilazione di Shinji all’interno dello 01.

Ritsuko è l’unica professionista qua dentro.

Forse Mari sa di non avere niente da temere, e infatti a battaglia terminata esce dall’Eva assolutamente incolume. Com’è possibile?

3. Mari e gli Eva

E’ sempre difficile capire dove finiscano le “pose” e dove inizi la reale consapevolezza di un personaggio (Kaworu nella serie pensava di saperla tanto lunga ma alla fine pure lui si è preso una bella inculata), certo è che Mari, unica tra tutti i piloti (ricordiamo il “tu non sei nient’altro che la mia bambola” di Asuka), sembra rendersi conto che gli Eva sono entità vive e senzienti. Si rivolge a loro come a dei compagni, li ringrazia, li sprona, li esorta a fare uno sforzo in più. Più che di sincronia, con lei si dovrebbe parlare di empatia.

Dopo il “sacrificio” dell’unità 05 e durante il combattimento contro Zeruel con l’unità 02.

È la prova schiacciante che anche Mari è un Eva? Certo che no, eppure il suo modo di rapportarsi alle unità assomiglia molto di più a quello di Kaworu nella serie (“fratelli”, in quanto entrambi discendenti di Adam proprio come lui), che non a quello degli altri piloti.

Indizi che non lo erano

1. Occhi verdi

Quando lo 02 entra in modalità Za Bisto, gli occhi di Mari, da azzurri, si illuminano di verde. Memore dell’esperienza Gurren Lagann (l’atmosfera si fa così awesome che i contorni diventano schizzati e sparisono i colori — non significa che succeda veramente) sul subito l’avevo liquidata come una licenza poetica, dopodiché ho pensato “ahah, no, in Evangelion non succede niente per caso”. D’altra parte la stessa cosa accade a Shinji (i suoi occhi si illuminano di rosso) quando lo 01 entra in God-mode, per cui si direbbe più una cosa che ha a che fare con la sinconia con gli Eva (in entrambi i casi il colore è lo stesso degli occhi degli Eva) che non con una presunta natura non-umana di Mari in particolare.

Mari e lo 02 in modalità Za Bisto / Shinji e l’unità 01 in God-mode

2. Guarda mamma, senza nucleo!

In conformità al Trattato del Vaticano (che impone che nessuna nazione abbia in dotazione più di tre unità Eva), prima del test di attivazione dello 03, lo 02 viene privato del nucleo, bloccato con ceppi ai piedi e alle mani e “sigillato” in una gabbia sotterranea. Quando all’arrivo di Zeruel a NT-3 Mari ci sale a bordo, bypassando — chissà come — tutti i controlli della Nerv, avevo dato per scontato che L’eva fosse rimasto in quelle condizioni. Com’era possibile che Mari pilotasse un’unità priva di nucleo? Forese perché il nucleo era lei stessa.

La “messa in sicurezza” dell’eva 02; è possibile vedere che il nucleo viene estratto dall’Eva.

D’altra parte, riascoltando la scena in cuffie, ho notato (non è che sia così difficile da sentire, sono io che mi distraevo guardandole le tette) che mentre Mari sale sullo 02 si sentono in sottofondo le voci di alcuni operatori che parlano: se uno staff tecnico ha permesso a Mari di salire sull’Eva (all’inizio pensavo l’avesse tirato fuori da sola) non è improbabile che si sia anche preso la briga di rimontarne il nucleo. Rimane da chiedersi chi siano questi operatori e perché agiscano sotto il naso ma all’insaputa della Nerv (la Nerv è stupita quanto noi quando lo 02 si mette in moto). Probabilmente si tratta dell’IPEA (International Project Evangelion Agency — l’ente che si suppone si occupi della messa in sicurezza degli Eva), agenzia di cui non sappiamo quasi niente e di cui avremo modo di parlare più avanti, ma questo non ha nulla a che fare con la natura di Mari, che a questo punto sembra semplicemente un normalissimo pilota associato a questo gruppo (che potrebbe essere il motivo per cui non è identificata quale “child” come i piloti della Nerv).

3. Un Eva rosa!

Alla luce di tanti ragionamenti, poi rivelatisi fallaci, non appena uscito il trailer del dell’1 novembre, il primo in cui si vede un inedito Eva rosa che corre e spara, la prima cosa che ho pensato è stata: non è l’Eva di Mari, è Mari! È il vero aspetto dell’unità 07! È dello stesso colore del suo plug suit, è lei trasformata, per quale altro motivo qualcuno dovrebbe voler costruire un Evangelion rosa?

Mari, in un’illustrazione ufficiale di Yoshiyuki Sadamoto, con il plugsuit indossato nella seconda parte di 2.0, e l’Eva 08 alpha, tratto dal Q-book

La risposta a questa domanda — perché diavolo qualcuno potrebbe voler dipingere una macchina da guerra di rosa — ce la porteremo nella tomba, d’altra parte, è stato successivamente specificato che l’Eva in questione è l’unità 08, non la 07, e, come visto nei primi 6 minuti di Q, Mari è al suo interno, col suo bravo plug suit rosa, che lo pilota in maniera assolutamente “normale”.

Conclusioni

Rimango fondamentalmente convinto che in Mari ci sia qualcosa di anormale: semplicemente, si comporta in modo troppo strano, sa fare ed è al corrente di troppe cose per essere una pilota normale (notoriamente tenuti all’oscuro di tutto). Che si tratti di un essere artificiale come Rei e (presumibilmente — non è che sia mai stato troppo chiaro) Kaworu? Possibile, ma da qui a decidere che si tratta di un Eva il passo è lungo e privo di qualunque base (poi magari in Final si scopre di sì e mi offrite tutti da bere). Resta da chiedersi dove sia l’Eva 07 (simpatica coincidenza: Nono di Diebuster scopriva di essere la Buster Machine numero 7), perché non sia ancora comparso, e che rapporto abbia veramente Mari con la Nerv, con l’IPEA e con gli Eva, ma sono tutte domande che lascio volentieri alle prossime teorie.

mindFACKTS: arcobaleni

Difficile non notarlo, è uno di dettagli più pittoreschi del Rebuildverse: ogni volta che un Angelo viene sconfitto, compare un arcobaleno.

[2.0] Mari sconfigge il terzo Angelo, sacrificando l’unità 05 (per questo le fiammate a forma di croce sono due), nella base di Betania al largo della Russia.

[1.0] Il quarto, quinto e sesto Angelo sconfitti da Shinji sull’unità 01, a Neo Tokyo 3. In tutti e tre i casi, l’arcobaleno compare di notte.

[2.0] Asuka sconfigge il settimo Angelo a bordo dell’unità 02 al largo di Neo Tokio 3.

Fenomeno metereologico più o meno plausibile (morendo, gli Angeli si trasformano in masse di liquido simile a sangue che, letteralmente, piove a cascata sul territorio circostante), è un’immagine fortemente evocativa e perfettamente in linea con l’estetica kitchissima di Kazuya Tsurumaki, ma anche, volendo, l’ennesima stronzissima citazione biblica.

[2.0] L’ottavo Angelo, il più grosso incontrato finora, sconfitto grazie allo sforzo congiunto delle unità 01, 02 e 00; questa volta abbiamo tanti piccoli arcobaleni attorno alla fiammata a forma di croce.

[2.0] Lo 01 pilotato dal Dummy neutralizza il nono Angelo, impossessatosi dell’unità 03; nessuna esplosione e spargimento di sangue minimo, eppure l’arcobaleno compare lo stesso.

[2.0] Il decimo Angelo non è ancora tecnicamente “morto” né il suo corpo si è ancora liquefatto: l’arcobaleno compare comunque, in sordina, di seguito al colpo dello 01 che ne decreta la sconfitta.

[3.0 anteprima] Il presunto undicesimo Angelo, sconfitto nello spazio dallo 01.

Un arcobaleno, nella Genesi, compare a Noè alla fine del diluvio universale (episodio con cui sappiamo che gli autori di Eva hanno almeno un po’ di familiarità: l’arca di Noè viene citata sia in Nadia che in EoE): è il simbolo, dopo il cataclisma che l’ha quasi sterminata, del rinnovato patto tra Dio e l’umanità.

Io pongo il mio arco nella nuvola, e servirà di segno del patto fra me e la terra. (Genesi 9:13)

E a cosa pensiamo immediatamente noi, ogni volta che sentiamo parlare di un patto?

[1.0] La SEELE ricorda a Gendo quali sono le sue priorità (poveri stronzi).

Possibile, allora, che questi arcobaleni, capaci di comparire anche nelle situazioni più assurde (di notte, nello spazio, e in assenza di precipitazioni di alcun tipo), siano il simbolo di questo misterioso patto con Lilith, un messaggio, il suo modo per farci sapere, alla sconfitta di ogni Angelo, che l’accordo sta venendo rispettato?

Mari è la figlia di Asuka e Shinji?

Teoria: Mari è la figlia di Asuka e Shinji?

Mari è la figlia di Asuka e Shinji e proviene da una differente linea temporale – precisamente: dalla linea temporale originale.

Spiegazione

Questa teoria è stata una delle prime ad affacciarsi nel fandom, e sebbene venga puntualmente dimenticata ecco che, ad ogni cambio di stagione, ri-salta fuori. E’ quasi all’unanimità considerata una cosa “banale” e “da fanfiction”, tuttavia con l’uscita di Q il falso spoiler che ha preso piede più velocemente è stato proprio la sua conferma, segno che evidentemente ai fan l’idea dispiaccia molto meno di quanto non vorrebbero far credere.
Una curiosità: questo falso spoiler è stato inizialmente diffuso con un laconico “Mari è Trunks” (se vi becco a cliccare sul link per scoprire chi è Trunks, io vi taglio le mani), ragion per cui potrebbe capitarvi di incontrare in rete la domanda “ma quindi, Mari è Trunks?”. L’ironia è che, essendo Hideaki Anno un fan di Sailor Moon, forse sarebbe più giusto chiedersi se Mari non sia Chibiusa.

Ci sono varie versioni di questa teoria, ma si agganciano agli stessi indizi, quindi andremo prima a esaminarli.
Tenete presente che qui dentro nessuno ci crede davvero, ma è lo stesso divertente considerare la possibilità, vista soprattutto la capacità della Khara di prendere idee supersfiga (Asuka e Rei che preparano il pranzo per Shinji anyone?) e farci comunque un buon film.

Gli indizi

La somiglianza fisica

Mari somiglia ad Asuka e a Shinji; sì, questo è innegabile. Così come somiglia alla quasi totalità del cast, visto che questo è un anime.

Mari nella versione definitva di Yoshiyuki Sadamoto. I colori differiscono solo leggermente da quelli usati nel film.

La genetica, negli anime, funziona a passaggio diretto: il figlio eredita il colore degli occhi di un genitore e il colore di capelli (di solito con anche il taglio) dell’altro. Questo rende ancora più difficile parlare seriamente di una “somiglianza”. A voler far finta – bisogna almeno riconoscere che Eva è attento, in questo senso: lo stesso Shinji somiglia a entrambi i genitori, pur non risultandone una triste fotocopia – Mari presenta una serie di tratti comuni alla famiglia Ikari: i capelli castani (tutti e tre), gli occhi azzurro (Gendo e Shinji) – verdi (Yui) e gli occhiali (Gendo). Non si tratta, ovviamente, di caratteristiche eslusive, ma in effetti sono i soli personaggi di rilievo a possederle (escludendo Ritsuko) (e voi mi direte: se escludiamo a caso non ha senso. Sì, lo so). Secondo questo ragionamento sarebbe ugualmente possibile che la madre di Mari sia Rei (ammesso che l’ipotesi della sua sterilità fosse falsa, cosa mai confermata né smentita), dal momento che possiede in parte il patrimonio genetico di Yui. E’ però innegabile che, soprattutto nell’immagine qui sopra (nonché dai tratti caratteriali) Mari sia senz’altro più simile ad Asuka.

Asuka e Mari

I parallelismi e i rimandi grafici, tra le due, sono palesi. Si nota subito, per esempio, l’idea di legare Mari alle tonalità di rosso, un colore che caratterizza Asuka persino più di quanto l’azzurro non caratterizzi Rei. Mari, come Asuka, è una mezzosangue (secondo le descrizioni è inglese, anche se non sa pronunciare “The Beast”) e ha un secondo nome, “Illustrious”.

Mari pilota l’unità 02 – configurata su Asuka – senza alcun problema di sincronia, e questo è doppiamente strano visto che in quel momento lo 02 quasi sicuramente non aveva il nucleo.

Caratterialmente, invece, Mari ricorda Asuka Soryu, in particolare nell’entusiasmo della battaglia e nel suo lato più “selvatico”. Anche le pose in cui è sempre raffigurata sono spesso spavalde, tipiche di Asuka. In tutte le bozze di 2.0 era posto l’accento sull’attaccamento di Mari per Asuka, sempre con pretesti divers. Già dall’anteprima di 6 minuti di Q si capisce che l’idea è rimasta. A queste osservazioni fa riferimento anche la teoria secondo cui Mari sia, in qualche modo, Asuka (Soryu) Langley. Certo, c’è anche un’altra possibilità: la Khara non è riuscita a creare un nuovo personaggio che non ricordasse in qualche modo Asuka o Rei.

L’odore

Cadendo addosso a Shinji, Mari afferma che ha davvero un buon odore, e si chiede se non sia quello dell’LCL. Alla fine di 2.0 fa un nuovo commento: “Si è rivelato un bell’opportunista. Sarà perché l’odore è diverso?”. Questo lascia intendere che in qualche modo Mari lo avesse già incontrato, e forse addirittura che avesse incontrato un altro Shinji, con un odore diverso.

Nel momento in cui sale sullo 02, invece, Mari dice che anche l’Eva con l’odore di un’altra persona (di Asuka) è molto buono. Sappiamo che i bambini, nei primi mesi di vita, riconoscono i genitori dall’odore, e in particolare sentono quello della madre già nella pancia. Che Mari noti l’odore di Asuka nell’entry plug – la rappresentazione del ventre materno – è un dettaglio divertente, perché già nella serie Shinji riconosceva l’odore di Yui in quello di Rei, nell’entry plug dello 00.

Le versioni

Che Mari sia figlia di Rebuild!Shinji e Asuka Shikinami è considerato abbastanza improbabile. Si pensa piuttosto che venga da una differente linea temporale, in particolare da quella originale post-The End of Evangelion.
Le possibilità, in questo caso, sono due:
1) Shinji ha impollinato Asuka col metodo tradizionale. Non credo che servano ulteriori chiarimenti, in caso li trovate in circa sei milioni di doujinshi.
2) Mari è stata generata durante il Perfezionamento. Questo implica la possibilità che Asuka non l’abbia partorita, ma che sia nata nel mare dell’LCL, come effetto collaterale della fusione degli animi (signori e signore: l’eufemismo della settimana) di Asuka e Shinji. The End of Evangelion pone un accento molto forte sulla natura sessuale (repressa) del loro rapporto. Se cominciassi ad analizzare i testi e sottotesti sessuali dell’Endnon finiremmo più (nella primissima scena del film compare la scritta “ambulatorio ginecologico”: ecco, un riassunto perfetto dell’ora e mezza successiva), ma diciamo che almeno in un paio di occasioni la cosa esce un po’ fuor di metafora: la scena in cui sono mostrati a letto insieme e tutta la sequenza dopo lo strangolamento, in cui Asuka rimane sullo sfondo ad ansimare.

[EoE] Asuka e Shinji approfittano del Perfezionamento per sbrigare questioni in sospeso.

[Groundwork] In caso avessimo dei dubbi, lo staff ci delizia con un disegnino esplicativo, e un garbato ‘SEX’ con spiegazione della posizione.


Personalmente punterei sulla seconda, anche se preferirei la prima: se dopo tutto quello che hanno passato gli tocca pure avere Mari come figlia, spero almenoche questi due abbiano scopato.

“Kimochi warui”

Sono le celebri ultime parole di Asuka, che chiudono la serie. Le traduzioni più diffuse sono tre: “Mi sento male”, “Che schifo” e “Che sensazione disgustosa”. Anche se si colgono diverse sfumature, la sostanza cambia poco.
Una delle teorie più diffuse tra i fan, all’uscita del film, era che quelle parole significassero che Asuka era incinta. Dice qualcosa del genere anche Tiffany Grant, la doppiatrice americana di Asuka:

“La traduzione più diffusa dell’ultima frase di ‘The End of Evangelion’ è ‘mi sento male’ , ma Amanda Winn Lee [la doppiatrice di Rei] ha detto di aver chiesto a diversi traduttori, e le sembrava che ‘disgustoso’ fosse l’adattamento più accurato. Si potrebbe dire che è disgustata/schifata dalla situazione o da Shinji stesso. La mia spiegazione preferita, però, è questa: mio marito, Matt Greenfield, ha diretto [il doppiaggio] della serie TV ed è molto famigliare col franchise di Eva. Matt mi ha detto che anche se Hideaki Anno sembra cambiare spesso idea sul significato di varie cose, in Eva, una volta ha detto che il sentirsi ‘male’ di Asuka era riferito alle nausee mattutine. Ora: questo ci dà qualcosa a cui pensare, no? Ovviamente, però, Anno insiste molto sul fatto che ognuno debba decidere da solo cosa Eva significhi per sé.”

Questi “Anno ha detto” così, senza fonti, non sono esattamente i nostri documenti preferiti. Si tratta, tuttavia, di un’idea condivisa, sebbene io non la appoggi (srsly, che cattivo gusto ci vuole per mettere incinta una ragazzina di quattordici anni?).

Conclusioni e dubbi.

Verrebbe da chiedersi: perché Mari non dimostra chiaramente di conoscerli? E soprattutto: perché piazza con nonchalance le tette in faccia a suo padre? Questo, in realtà, è il minimo. Mari potrebbe essere in incognito, potrebbe non ricordare e/o sapere con precisione, oppure trattandosi di Asuka e Shinji “diversi” potrebbe semplicemente non riconoscerli, proprio come Chibiusa non riconosce in Usagi Tsukino sua madre finché non diventa Eternal Sailor Moon, pur sapendo che sono la stessa persona. In questo caso, poi, Asuka in effetti non è la stessa persona, e quindi rispondere è ancora più facile.

Il vero problema di questa teoria, casomai, è che si tratta di uno sparo nel buio. Non ci sono prove per confermarla né per smentirla, e con tutta probabilità nemmeno alla Khara hanno idea di chi sia Mari (o meglio, ne hanno venti e le suggeriranno tutte, senza dare una risposta) o di chi sia figlia.
Se questa teoria fosse vera, però, si aprirebbe un dubbio più grande: chi ha ricevuto la punizione peggiore, Asuka e Shinji ad avere Mari come figlia, o Mari ad avere Asuka e Shinji come genitori?
Agli psicologi l’ardua sentenza.

6 minuti e 38 secondi

È andato in onda come da programma, la sera del 16 novembre sull’emittente giapponese NTV, lo sneak peek del film più atteso da tutti i possessori del deumidificatore della NERV: i primi 6 minuti e 38 secondi di Evangelion 3.0.
Il brutto del fuso orario è che per noi quando è successo era già il 17, il bello di internet è che nel giro di, tipo, 15 minuti il video era già su youtube e tempo due giorni già circolavano diverse versioni sottotitolate.

Chi avrebbe detto, 10 anni fa, che mi sarei ritrovato un giorno a vedere l’anteprima del terzo film di Evangelion in tram da un telefono cellulare, e invece eccomi qua, in un gelida sera di novembre, a terrorizzare la gente seduta accanto a me mentre guardo ragazzine che urlano e robottoni che sparano, con in faccia stampato un sorriso che va da un orecchio all’altro — ma! Non è il momento di farsi prendere dai sentimentalismi! Rivediamolo assieme per la 300esima volta e proviamo a tirare le somme.

Premessa: a differenza delle mie due colleghe, sono riuscito a non spoilerarmi ancora niente su Q, per cui tutto quello che segue sono supposizioni dettate dal buonsenso e da anni di allenamento. Chi ha deciso di conservare la propria verginità per il matrimonio (come vedete non ho paura di usare paragoni forti, quando si tratta di Evangelion) non ha niente da temere da questo articolo.

Partiamo da ciò che è evidente fin dalla prima visione:

  • Asuka è viva e lotta assieme a noi.
  • Asuka e Mari sono impegnate in un’operazione di recupero nello spazio.
  • Mari pilota l’unità rosa vista negli ultimi trailer che qui viene confermato essere la 08.
  • A coordinare l’operazione è Misato (mi è parso di riconoscere la doppiatrice giapponese, inoltre “cpt. Katsuragi” compare di sfuggita sul dispaly delle comunicazioni).
  • L’oggetto da recuperare è una specie di bara a forma di croce che fluttua nello spazio, all’interno della “bara” c’è l’unità 01.
  • Sembra che a fare la guardia a questa “bara” ci sia un Angelo (anti-AT Field, blood type: Blue, solita esplosione di sangue + arcobaleno quando viene sconfitto).
  • A sconfiggere l’Angelo è l’unità 01, con una tecnica simile a quella che ha usato nel combattimento con Zeruel nel secondo film, una sorta di raggio laser sparato dagli occhi.
  • Non è chiaro se l’operazione vada a buon fine: l’Angelo è distrutto, ma lo 01 scende sulla Terra assieme allo 02 o torna semplicemente a “dormire”?
  • Kaworu si è tagliato i capelli.

Passiamo ora alle elucubrazioni da freak:

  • La tecnologia della NERV sembra notevolmente progredita! A parte quello che eravamo abiatuati a vedere nella serie, in 2.0 veniva detto chiaramente che un’operazione nello spazio (per contrastare l’attacco di Sahaquiel) era impensabile, e guardateli adesso, nonostante qualche disguido tecnico due Eva vengono spediti in orbita e combattono con relativa facilità. Oltre ai moduli (fichissimi, tra l’altro) che trasporano gli Eva, anche i comandi e gli interfaccia all’interno delle unità sembrano aver fatto un consistente passo in avanti. La prima cosa che ho pensato guardandolo è stata: time skip. (Un’altra cosa che ho pensato è che potesse non trattarsi della NERV, magari della SEELE, o comunque di un’agenzia con maggiori risorse a disposizione, ma il fatto che Misato sia coinvolta mi fa propondere verso l’ipotesi che sia ancora tutto in famiglia)
  • Mari si riconferma utile come un buco del culo sul gomito: non è capace neanche di fare fuoco di copertura!
  • Povero 02, ha perso di nuovo un braccio!
  • 02-Dash”? (dash = scatto, balzo)
  • Asuka e Mari non solo lavorano assieme (e io che speravo si menassero!), ma sembrano anche un po’ in confidenza: Asuka chiama Mari “quattrocchi” (all’inizio pensavo si riferisse allo 02) e Mari sfotte Asuka chiamandola “onorevole principessa”.
  • L’occhio di Asuka, quello bendato intendo, “reagisce” agli Angeli? Del resto in 2.0 veniva detto abbastanza chiaramente che era stata contaminata. Che ora Asuka “conviva” con una metà angelica?
  • La cosa a “protezione” della bara con lo 01… Siamo proprio sicuri che sia un Angelo? Sappiamo che la SEELE non vuole il risveglio dell’unità 01 ed è pronta a fare di tutto per impedirlo: e se quell’arnese fosse tecnologia umana che mima le caratteristiche di un angelo? Del resto sia Asuka che la NERV si aspettavano un contrattacco, ma non la comparsa di un Angelo…
  • Cosa diavolo è successo allo 01? L’avevamo lasciato nel Geofront infilzato con una pseudo-Lancia di Longinus (e così lo avevamo visto anche nel primo trailer di 3.0, ma ormai lo sappiamo che la Khara prima fa i trailer e poi decide se rispettarli o no), cosa ci fa chiuso in una scatola e nello spazio? Ce l’ha messo la SEELE? Se lo sono preso gli Angeli?
  • A DIFFERENZA DELLE MIE DUE COLLEGHE, non ho alcun interesse a convincermi/vi che Shinji ami Asuka, ma quel “fa’ qualcosa Stupi-Shinji”, seguito da Shinji che fa effettivamente qualcosa per aiutare Asuka non può non portare alla mente la scena cruciale di EoE in cui Asuka chiedeva aiuto a Shinji e questo lasciava che lo 02 venisse massacrato dagli Evaseries mentre lui guardava il pavimento.
  • Kaworu, porca miseria, fai anche qualcosa, ogni tanto, invece di startenete sempre impalato a dire frasi enigmatiche!
  • Scherzi a parte, se Kaworu ci tiene tanto a spassarsela con Shinji, perché non è andato lui a recuperarlo?

In generale, possiamo dirci soddisfatti. Le animazioni sono eccezionali, il chara-design meraviglioso e la resa grafica è anni luce rispetto a 2.0 (che di per sé era già un gioiello rispetto a 1.0), anche senza sapere nulla della trama possiamo aspettarci un film coi controcazzi, pieno di idee e realizzato da dio. Ora, se solo si sbrigasse ad arrivare anche il resto…