Lo shogi nel Rebuild of Evangelion – prima parte

E’ risaputo che nel Magi System (quello originale) è trascritta la personalità di Naoko Akagi quale scienziata, quale madre e quale donna. La formidabile triade se la cava egregiamente di fronte a bazzecole come l’amministrazione della Nerv e della città di Neo Tokyo-3, ma per indagare l’universo di Evangelion, tre sole personalità non sono minimamente sufficienti. A seconda delle evenienze, a noi poveri Magi tocca improvvisarci piccoli chimici, astronomi, teologi, filosofi … o, come in questo caso, esperti (not) di shogi, il gioco di scacchi giapponesi che costituisce il passatempo preferito di Soun Tendo e Genma Saotome Gendo e Fuyutsuki – oltre a struggersi d’amore per Yui, tramare nell’ombra e infliggere traumi psicologici permanenti a Shinji, ovviamente.
Alzi la mano chi, di fronte alla partita disputata tra Shinji e Fuyutsuki in You can (not) redo, non si è domandato almeno una volta “ehi, chissà se le loro mosse nascondono qualche oscuro significato!” Beh, ho una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che sì, ne nascondono eccome. Quella cattiva è che non stiamo parlando semplicemente di “qualche” oscuro significato. Qui è stato scoperchiato il fottutissimo vaso di Pandora. Ed è pieno fino all’orlo di mindfuck grossi così.

Innanzitutto, credit where credit is due, come vuole la netiquette: non sono la prima persona abbastanza folle che va a impelagarsi in questa faccenda. Lo spunto per questo articolo mi è venuto quando mi sono imbattuta in questo documento, che riassume un interessantissimo scambio avvenuto qualche mese fa su una certa message board che non deve essere nominata. Il mio ringraziamento va dunque a questi prodi anon, per aver fatto sì che investissi qualche ora della mia vita nella visione di un buon video tutorial di shogi e a cercare indizi e corrispondenze tra Evangelion e questo affascinante gioco.

Un po’ di basi

Prima di buttarci nell’analisi, passiamo velocissimamente in rassegna le caratteristiche essenziali del gioco. Per ora ho ridotto le informazioni all’osso, dal momento che avrò modo di dilungarmi e ritornare su molti punti più avanti. In ogni caso, per informazioni più esaustive, vi rimando molto banalmente a Wikipedia.

La scacchiera e la disposizione iniziale dei pezzi

La scacchiera e la disposizione iniziale dei pezzi

Lo shogi è un gioco da tavolo di strategia tipico della tradizione giapponese, per molti versi simile ai nostri scacchi. Si gioca su una scacchiera di forma rettangolare composta da nove traverse e nove colonne. La partita è disputata tra due giocatori, denominati Gote (Bianco) e Sente (Nero), ognuno dei quali dispone di un “esercito” formato da venti pezzi:

  • 1 Re
  • 2 Generali Oro,
  • 2 Generali Argento
  • 2 Cavalli
  • 2 Lance
  • 1 Alfiere
  • 1 Torre
  • 9 Pedoni

Lo scopo del gioco, come negli scacchi, è quello di catturare il Re dell’avversario. La partita si conclude quando viene fatto scacco matto al Re, oppure nel momento in cui uno dei due giocatori, trovandosi in una situazione di svantaggio irrecuperabile, ammette dignitosamente la propria sconfitta e si ritira.
In Giappone, il gioco è così popolare che, ogni anno, viene festeggiata la Giornata dello shogi. La data? Beh, noi evafags la conosciamo fin troppo bene: il fatidico 17 novembre, data di uscita di You can (not) redo. Solo una coincidenza?
annotrololol

Chi è chi? I pezzi dello shogi nel Rebuild

Shinji Ikari, Cavalier servente

Nel Rebuild, lo shogi fa la sua prima comparsa molto presto, in una scena di You are (not) alone.
Shinji fugge da casa di Misato, e dopo una nottata trascorsa vagabondando melodrammaticamente per le strade di Neo Tokyo-3 e dormendo in uno scatolone come un povero cagnolino randagio, il ragazzo si rassegna al suo destino di pilota di Evangelion e si riconsegna al servizio di sicurezza della Nerv. Nel frattempo, al quartier generale, Gendo e Fuyutsuki si dedicano al loro hobby preferito: atteggiarsi a fighi che avevano previsto tutto. Intanto, giusto per tenere le mani occupate, si stanno anche dilettando in una partita di shogi.
Fuyutsuki (che nel frattempo sta anche leggendo!) commenta placidamente che, alla fine, Shinji si è comportato “come previsto”, e così dicendo muove un pezzo, il Cavallo. O, secondo la traduzione anglosassone, il Cavaliere.
A scanso di equivoci, la pedina viene inquadrata molto, ma molto da vicino. E’ impossibile fraintendere: il Cavaliere rappresenta Shinji.

[1.11] Fuyutsuki muove il Cavallo, pedina associata a Shinji

[1.0] Fuyutsuki muove il Cavallo, pedina associata a Shinji

Indubbiamente, a questo punto della storia (ma anche proseguendo non è che la situazione si evolva più di tanto), l’ignaro Shinji  è poco più che una pedina inerme nelle mani della Nerv e della Seele, ma lo stesso si potrebbe dire della quasi totalità dei personaggi, manovrati a loro insaputa affinché il Progetto per il Perfezionamento dell’uomo giunga a compimento. Perchè, fra tanti pezzi, Shinji è stato associato proprio a questo? Per capirlo, basta osservare il comportamento del Cavaliere sulla scacchiera.

Le due mosse concesse al Cavallo (c)

Le due possibili mosse del Cavallo

Il Cavaliere ha solo due mosse a disposizione. La pedina si muove in diagonale, a destra oppure a sinistra; dunque si trova costantemente di fronte a un bivio, a una scelta tra due possibilità.
Si tratta della stessa logica che soggiace ai titoli dei vari capitoli del Rebuild, i quali si riferiscono proprio alle azioni di Shinji nel corso della storia: You are (not) alone, You can (not) advance, You can (not) redo.
Lungo il suo percorso, il nostro protagonista viene continuamente messo di fronte una serie di scelte, e in Q, dove Shinji si risveglia nel bel mezzo di uno scontro frontale tra due fazioni opposte, questo meccanismo viene portato all’estrema esasperazione: non fare nulla o pilotare l’Eva? Credere a Misato o fidarsi di Rei? Rimanere con la Wille o tornare alla Nerv? Ascoltare le raccomandazioni di Sakura o obbedire a Gendo? Povera creatura, ci credo che dopo un po’ sbrocca.
Il Cavaliere può solo andare avanti. In nessun caso gli è permesso retrocedere.
Proprio come le tracce del suo fidato SDAT, che a partire da 2.22 iniziano ad avanzare progressivamente, Shinji non può fare altro che andare avanti, non gli è concesso riavvolgere il nastro.
Ce lo conferma lo stesso manifesto scritto da Anno: Eva è una storia che si ripete. E’ la storia di un protagonista che, malgrado il reiterarsi delle stesse esperienze, si rialza costantemente. E’ la storia di un tentativo, quello di avanzare, di procedere anche solo di un passo.
E infatti, dopo You are (not) alone viene il turno di You can (not) advance, e sembra proprio che Shinji, nel bene e nel male, un passetto in avanti riesca a farlo (…verso la fine del mondo, ma vabbè, mica si può avere tutto). Che poi a Shinji non sia concesso retrocedere è una lezione che abbiamo imparato nel modo più violento e traumatico possibile: si è visto com’è finita in You can (not) redo, quando ha tentato di “tornare indietro” usando le Lance della Speranza di ‘stocazzo,vero? Vero.
Il Cavaliere ha qualcosa che lo rende unico. Proprio come Shinji – l’unico ragazzo in grado di scatenare due apocalissi di fila risvegliare l’unità 01 – il Cavaliere possiede una capacità che è solo sua e che, quindi, gli conferisce un grandissimo valore: poiché si muove saltando una fila di caselle, è l’unico pezzo che può scavalcare le pedine avversarie che gli si parano davanti. Capite, dunque, che un Re ha molti ottimi motivi per desiderare un Cavaliere all’interno del proprio esercito…
Un Cavaliere per una Principessa. Qual è il compito di ogni cavaliere (o principe) che si rispetti, se non quello di salvare principesse in pericolo? E’ stata Mari ad affibbiare ad Asuka il soprannome di O-Hime, ed è sempre lei che raccomanda a Shinji di “salvare la Principessa”. Abbiamo appurato che Mari, per qualche oscuro motivo che moriamo dalla voglia di scoprire, sembra saperla molto lunga. Nella sua diabolica testolina, il nostro gatto canterino deve essersi già fatto un’idea di come andranno le cose, ed evidentemente prevede che la Principessa necessiterà molto presto dei servigi di un Cavaliere. Speriamo solo che lui abbia recepito il messaggio.

Il Re dei Lilin

Beh, questa è proprio facile: Gendo è senz’altro il Re. Nel caso ci fosse qualche dubbio, ci pensa Kaworu a dissiparlo, riferendosi a lui come al “Re dei Lilin”. Come per Shinji con il Cavaliere, anche Gendo e la sua controparte scacchistica si somigliano, e non solo per il ruolo autorevole che ricoprono.
Nello shogi il Re è un pezzo di fondamentale importanza: fare scacco matto al Re equivale a vincere la partita. Proprio per questo motivo, esso non è un pezzo d’azione. Sono le altre pedine che si lanciano all’attacco, che si schierano in sua difesa e che gli si affaccendano intorno nel tentativo di proteggerlo.
Il lavoro sporco, insomma, il Re preferisce lasciarlo fare agli altri. Magari standosene comodamente seduto al suo desco. Con buona pace di Misato, Gendo Ikari è indubbiamente il vero, grande stratega di Evangelion, ed è anche il Re di ogni singolo scontro, a qualsiasi livello: è il capo dell’organizzazione che guida l’umanità nella lotta contro gli Angeli, è colui contro il quale la Wille si batte ed è l’uomo che alla fine, con un coup de théatre, si sbarazza della Seele per portare avanti i propri piani, qualunque essi siano.
Una particolarità di questa pedina è che, mentre tutti gli altri pezzi doppi sono perfettamente identici e interscambiabili, tra i due Re vi è una piccola ma sostanziale differenza negli ideogrammi. Si tratta di una linea minuscola, che però cambia tutto e determina l’assegnazione dei Re tra gli avversari. Solo il giocatore più esperto può utilizzare la pedina che dice, letteralmente, “Generale Re”; lo sfidante deve accontentarsi del Re “tarocco”, il pezzo che reca la scritta “Generale ingioiellato”. Praticamente, potremmo dire di avere a che fare con un vero re, che ha acquisito il titolo per diritto di nascita, e con un generale deciso a farsi passare per re in virtù delle proprie ricchezze.
Confrontiamo questa bella immagine mentale con quelle che, almeno all’apparenza, si direbbero le due fazioni avverse in Q, la Nerv e la Wille. Chi è il falso re, tra Gendo e Misato? Nella prima parte del film viene fatto uno sforzo evidente per accostare i due personaggi, specialmente agli occhi di Shinji: Misato, rintanata dietro agli occhiali scuri e alle sue pose stoiche, appare più scostante e impenetrabile che mai. La scena in cui, dall’alto della sua postazione, ordina a Shinji di non fare nulla, è poi palesemente ricalcata sul primo incontro tra Gendo e Shinji all’inizio della serie. Non c’è dubbio che, tra i due, la pedina del falso Re spetti a Misato, ma siamo sicuri che la partita decisiva si giochi tra la Wille e la Nerv? A giudicare dal dialogo finale tra Gendo e Fuyutsuki si direbbe piuttosto che, tanto per cambiare, il comandante stia segretamente manovrando Misato per potersi servire di lei, del Wunder e soprattutto dell’Eva-01 a tempo debito.

Quattro lance

Ogni giocatore ha a disposizione due Lance, per un totale di quattro. Esse si collocano ai quattro angoli  estremi della scacchiera e, assieme alla Torre e all’Alfiere, fanno parte dei cosiddetti pezzi “corridori”, ovvero possono spostarsi del numero desiderato di caselle, percorrendone anche più di una alla volta.
Anche in questo caso il collegamento è praticamente esplicito, dal momento che il Rebuild soffre di un’evidente sovrabbondanza di lance. Durante il flashback che ci mostra il Second Impact ne vengono mostrate proprio quattro tutte insieme.

[2.0] Quattro lance per quattro Adams

Due di esse sono senz’altro Lance di Longinus, mentre delle altre due ci viene mostrato solo il manico, in un riuscitissimo tentativo da parte dello Studio Khara di mindfuckarci e insieme prendere tempo perché neanche loro sanno ancora cosa diavolo combineranno.  E poi c’è la Lancia (o le Lance?) di Cassius, la cui assenza nel Central Dogma è anche la causa della rovina di Kaworu. Il Re dei Lilin, grazie alle sue due lance, si assicura la vittoria.
E’ poi interessante notare come la Lancia di Longinus, altresì nota come “il freno a mano degli Dei”, venga quasi sempre utilizzata con una funzione di blocco, quasi come una pedina che si para di fronte a un’altra e ne arresta l’avanzata: in 1.0 e 2.0 la Lancia tiene Lilith sotto controllo, mentre in 3.0 i “pezzi” bloccati sono ben tre: Lilith, il Mark.06 e il dodicesimo Angelo sigillato al suo interno. Ci vuole l’intervento di Shinji per estrarre le lance e sbloccare finalmente la partita, che si era assestata su un punto morto. Il Cavaliere si riconferma un pezzo fondamentale per la progressione del gioco.

Nove pedoni uguali, nove pedoni inutili

Veniamo ora alla bassa manovalanza: i pedoni.  Queste pedine sono le più numerose, ma anche le più deboli, e hanno a disposizione una singola mossa, quella di avanzare di una casella. Ma il vero punto di interesse di questi pezzi, dalla nostra prospettiva, è un altro: i pedoni sono nove per ogni giocatore, e sono tutti perfettamente uguali.
Il nove, dopo il quattro, è uno dei numeri che ricorrono con maggiore frequenza in Evangelion e nel Rebuild: nove sono i punti che compongono l’Albero della vita (sul cui disegno è basata, nel Rebuild, la pianta dell’acquario che si occupa di ripristinare il colore blu degli oceani), nove sono gli Eva series in EoE, e sempre nove sono i sarcofaghi di pietra ordinatamente allineati sulla superficie lunare, dal quinto dei quali fuoriesce Kaworu. Non ci è dato sapere cosa sia uscito e cosa sia contenuto negli altri (per esempio, secondo noi sarebbe fighissimo se si trattasse dei Kaworu appartenenti agli altri loop), ma possiamo azzardare una prima interpretazione, ovvero che Kaworu giochi nel ruolo del semplice pedone. Di lui sappiamo che agisce per conto della Seele, almeno inizialmente (ma anche in Q, Gendo e Fuyutsuki si riferiscono a lui come al “ragazzo della Seele”), e nonostante la sua entrata in scena trionfale, in Q Kaworu finisce comunque per essere manovrato e incastrato dal Re dei Lilin, che lo usa per attirare Shinji a bordo dell’Eva-13. Alla fine, nonostante le alte aspettative che tutti riponevamo nei suoi confronti, Kaworu finisce per venire eliminato dal gioco come la più sacrificabile delle pedine.
Un’altra possibile candidata per il ruolo del pedone — e non è affatto detto che i due si escludano a vicenda — è sicuramente Rei, o per meglio dire, la serie delle Ayanami.
Se la collezione di testoline che decorano il Geofront non fosse sufficiente, ci pensa Asuka a confermarci che ormai la Seele si è specializzata nella produzione seriale di fanciulle dagli occhi rossi: dopo una rapida ispezione, ci informa che la Rei di Q è una “Ayanami type” appartenente a “uno dei primi lotti”. Se le Rei vengono sfornate addirittura in lotti, è piuttosto probabile che lo scopo della Nerv sia quella di utilizzarle come bassa manovalanza (magari per pilotare certi Evangelion a loro volta prodotti in serie?), alla stregua di semplici soldati a piedi. Il fatto che le Ayanami series siano sostanzialmente dei simulacri privi di anima, poi, ne riduce ulteriormente il valore da un punto di vista umano, rendendole praticamente… come posso metterla giù in maniera delicata… beh, carne da macello.

Promozioni, catture, paracadutaggi, ripetizioni

Tutti promossi!

Se riesce ad avanzare oltre l’area neutra della scacchiera (le tre file di caselle centrali), raggiungendo così le tre file di caselle che costituiscono l’area nemica, una pedina può essere promossa. La promozione avviene voltando la pedina dal lato opposto, che reca un ideogramma diverso e comporta una potenza maggiore. Per esempio, il pezzo che va incontro a una promozione più sostanziale è indubbiamente il pedone, che, da soldato semplice, acquisisce addirittura le stesse mosse del braccio destro del Re, il Generale Oro. Proprio il Re e il Generale Oro sono gli unici pezzi che, invece, non possono essere promossi.
C’è un particolare molto interessante che contraddistingue i personaggi del Rebuild (e che, tanto per cambiare, ci ha fatto subito gridare al loop): molti di loro, rispetto alla serie, sono avanzati di grado!
Misato, che nella serie iniziava come capitano per poi diventare maggiore, nel Rebuild è già colonnello, Kaji è stato promosso a ispettore capo dei servizi segreti della Nerv e Asuka, da semplice pilota, è stata nominata addirittura capitano dell’aeronautica – e ha pure cambiato nome, già che c’era. In Q, poi, Misato e Ritsuko andranno incontro a un’ulteriore promozione, sebbene non ufficiale e probabilmente auto-conferita, diventando rispettivamente comandante e vicecomandate del Wunder.

Catture

Quando un pezzo viene messo sotto scacco, il giocatore avversario può catturarlo e utilizzarlo per rimpolpare il proprio “esercito”, acquisendone a pieno titolo la proprietà. Nel Rebuild, qualcosa di molto simile avviene tra la Seele e gli Angeli.
You (can) not advance si apre con la battaglia tra Mari, a bordo dell’Eva-05, e un Angelo alquanto malridotto. Si tratta del terzo Angelo, stanato e intrappolato nella base di Betania ancor prima dell’attacco di Sachiel. Il motivo è presto detto: oltre ad analizzarlo per carpire più informazioni possibili sulla sua specie, la Seele ha cercato addirittura di forzare un’entry plug nel corpo del povero vermone, sperando di renderlo manovrabile alla stregua di un Eva. In altre parole, l’intento della Seele era quello di dovertire l’Angelo in una propria pedina.
Sappiamo in che modo, grazie all’intervento di Kaji, è stata risolta la questione, ma la Seele non demorde nel tentativo di padroneggiare gli Angeli, così ne prende uno e lo ficca dentro a un Eva, l’unità 03, tanto per vedere che succede. Anzi, già che c’è si procura una cavia su cui testare i risultati di una contaminazione tra Angeli ed esseri umani.
Avanti veloce fino a 3.0. Sono passati quattordici anni, e sembra proprio che le incessanti ricerche della Seele abbiano dato i loro frutti: il mondo è pattugliato dai Nemesis series, dispositivi artificiali che possiedono tutte le caratteristiche proprie degli Angeli, dal diagramma d’onda blu all’abitudine di morire con pirotecniche esplosioni di sangue, croci e arcobaleni. I veri Angeli saranno anche stati quasi del tutto sconfitti, ma in pratica è come se la Seele li avesse catturati e poi rimessi in gioco sotto forma di Nemesis series. Solo che, adesso, sono passati alla fazione opposta, e obbediscono al volere degli esseri umani.

Paracadutaggi

Quando una pedina catturata viene rimessa in gioco sulla scacchiera, in gergo si dice che è stata “paracadutata”. In questo caso, un’immagine vale più di mille parole:

[2.0] Mari entra in scena paracadutandosi addosso al protagonista

[2.0] Mari entra in scena paracadutandosi addosso al protagonista

Ma Mari non è l’unico personaggio che fa il suo ingresso trionfale piovendo dall’alto.
Durante il confronto tra Shinji e Gendo, quest’ultimo rimprovera il figlio affermando che “la felicità non piove dal cielo”. Beh, dopo aver scritto questo articolo non credo che riuscirò mai più a rivedere quella scena senza sogghignare, perché mi sono accorta che, in 2.0, non c’è una sola cosa che non piova dal cielo. Nella traduzione inglese, per riferirsi al paracadutaggio dei pezzi, viene usato un termine dal significato molto più ampio: dropping, che possiamo tradurre approssimativamente con “far cadere dall’alto”.
Prima ancora di Mari, Asuka arriva dal cielo a bordo del suo Eva-02, trasportato a Neo Tokyo-3 in volo, e si esibisce in un combattimento che si svolge interamente a mezz’aria. Anche l’Eva-03 viene recapitato alla Nerv giapponese via aria e, più tardi, Kaworu farà il suo ingresso discendendo dalla luna, non prima di aver lasciato cadere sulla terra la Lancia di Cassius.
Il fatto che tutti questi personaggi vengano “droppati” dall’alto avrà un significato particolare? Il paracadutaggio di un pezzo implica che esso sia passato da un giocatore all’altro, cambiando dunque fazione. Questo dà da pensare soprattutto per quanto riguarda la grande incognita del Rebuild, Mari, ma non conoscendo il suo passato e i suoi veri obiettivi, purtroppo, è difficile azzardare ipotesi in questo senso.

You can (not) repeat

Una partita di shogi si conclude quando uno dei Re viene catturato o nel caso in cui un giocatore si dichiari sconfitto, ma esiste anche la possibilità che nessuno vinca e che il gioco si concluda con un nulla di fatto. E’ quello che si verifica, per esempio, in un caso particolare detto sennichite, ripetizione.
Se tutte le pedine dei giocatori — sia quelle in gioco che quelle catturate — vengono a trovarsi nella medesima posizione per più di quattro volte nel corso della partita, questa viene dichiarata conclusa e non vi è alcun vincitore. Nel caso in cui, invece, un giocatore faccia scacco al Re utilizzando la medesima mossa per quattro volte consecutive (scacco perpetuo), questo perde automaticamente la partita.
Ancora una volta ricorre il numero quattro, vero e proprio tormentone del Rebuild, e ancora una volta si parla di ripetizioni, della reiterazione dei medesimi eventi. Teoria del loop a parte (anche se, ammettiamolo, sarebbe confortante sapere che c’è un numero limitato di volte entro il quale il loop può essere resettato), c’è un evento che rischia di ripetersi per la quarta volta. L’Impact profetizzato dal trailer di Final, se dovesse verificarsi, sarebbe il quarto causato dall’intervento dell’uomo. Guarda caso, si chiama proprio Final Impact: fine della partita.
Bene, abbiamo appreso le basi del gioco e stabilito qualche parallelo, ora non resta che analizzare la partita tra Shinji e Fuyutsuki. Ma questo lo faremo nella prossima puntata. Nel frattempo, i Magi ci tengono a specificare di non aver mai visto una scacchiera da shogi nemmeno da lontano, e vi invitano a condividere qualsiasi altra riflessione possa esservi passata per la testa leggendo questo articolo. Chissà che la soluzione a tutti misteri di Evangelion non sia nascosta proprio nello shogi (ahah, come no).

Categorie Rebuild of Evangelion, RoE: Analisi

27 commenti

  • “L’acqua che è stata versata dalla coppa non può più essere rimessa dentro. Però si può riempire la coppa con nuova acqua.”
    Mi è tornato alla mente questo dialogo Ota/Amano proprio durante una partita a shogi in Gunbuster…

  • complimenti per tutte le informazioni che riesci a trovare, questo è probabilmente il miglior sito di evangelion!

  • Egidio De Luca on 28 giugno 2013 at 11:22 am said:

    Reply

    Avevo notato alcuni legami tra EVA e gli Scacchi anche se mi ero fatto delle altre idee xD in particolare per Mary che la vedevo come il secondo Cavaliere che ha lo scopo di proteggere la Regina (Asuka, la principessa guerriera, e si sa, la Regina sulla scacchiera è il Pezzo Pesante più pericoloso di tutti, quello che da battaglia come le pare a destra e manca, ancora una volta la figura “femminile” che torna sempre). Il Cavallo che può andare avanti ed indietro negli Scacchi Occidentali, proprio come fa Mary con Asuka negli scontri nello spazio e nel Dogma e che interviene solo quando la Regina è veramente in pericolo o qualcosa non torna nella sua visione della scacchiera. Shinji, il Cavaliere, che tu guarda un po, si sveglia per proteggere la Regina quando è veramente in pericolo, ma come fa un passo in avanti, poi torna di nuovo indietro abbandonandola e addirittura colpendola (poraccio, dai…). Misato chiaramente il Re (mica notato come Misato in (not) Redo sia particolarmente simile a Gendo quando stava sul ponte di comando della Nerv, persino gli occhiali scuri come lui ora porta xD). E quante altre cose ancora…

    • Questa riflessione sugli scacchi è MOLTO interessante e solleva davvero un sacco di questioni… Asuka come Regina ce la vedo tantissimo, e pensare che nello shogi un pezzo simile e di una tale potenza non esiste nemmeno 😀
      Gli spunti sono davvero tanti, ci si potrebbe quasi scrivere un post a parte… *wink-wink*

  • GoodLooser on 28 giugno 2013 at 11:27 am said:

    Reply

    All’inizio avete detto che solo il giocatore più esperto in una partita di shogi può usare la pedina del re “non tarocca”.
    Tanto per curiosità, anche se la risposta può sembrare scontata, tra Fuyutsuki e Gendo chi dei due usa la pedina del re (e quindi è più esperto a shoghi)?

    • In effetti non lo so, nel Rebuild non si vede mai (anche perchè nel racconto i due giocano nella stessa squadra)… forse nella serie c’è un’inquadratura in cui si vede tutta la scacchiera o un re, da qualche parte, ci sarebbe da andare a cercarla 😀
      A rigor di logica mi verrebbe da dire Fuyutsuki, insomma, Gendo si è preso Yui, almeno qualche piccola soddisfazione nella vita dovrà pur lasciargliela…

  • Ottimo, come al solito! E se volete leggere un manga stupendo sullo Shoji prendetevi “Un Marzo da Leoni”

  • Bell’articolo, al solito. Io vi imbocco però due chicche:

    La prima è: Il primo ideogramma del cavallo è “Katsura”, che indica il Siliquastro nipponico. Il Siliquastro, piccolo alberello comune in Europa Mediterranea ed Asia Centrale è noto anche come Albero di Giuda, poiché stando alla mitologia cristiana Giuda si sarebbe impiccato proprio ad un Siliquastro. Che finisca così anche per il nostro povero Ikari, visto lo shift di tradizione da Vecchio a Nuovo Testamento?

    Secondo: Cassio (Cassius) è un altro nome di Longino, che viene identificato a volte come Cassio Longino. Che l’intera faccenda della Lancia di Cassius sia solo fumo negli occhi (Come se fosse qualcosa di cui stupirsi!)

    • …povero Shinji, ormai ogni pretesto è buono per scavargli la fossa XD
      La cosa di Cassio invece la sapevamo, e dà da pensare. Magari alla fine si scopre che era tutta una bufala, e che la lancia scagliata da Kaworu è una cosa a parte e semplicemente una Lancia di Longinus in una veste più fancy *_*”

  • Rimango sempre stupido dalla vostra bravura. Scrivete bene e in modo molto accurato.

    Detto questo 😀 devo dire che Anno è diventato il giapponese più troll della mia classifica dei troll 😀 Ha superato Kojima con non-chalance 😀

    • Kojima non è un troll, è un prankster e lo fa sempre con un sorriso. Anno odia il suo pubblico. La differenza è sottile!

      • CaskaLangley on 28 giugno 2013 at 12:22 pm said:

        Reply

        Anno non ci odia, ci vuole bene. Anche se nessuno vuole bene ai suoi fan quanto Kojima, questo è ovvio u_ù

    • Io ancora oggi faccio sacrifici agli dei (dei a caso, vanno bene tutti a sto punto) affinchè a quei due non venga MAI in mente di lavorare assieme.
      Anche se sarebbe il più grande tag-team di supercattivi di tutti i tempi la mia psiche devastata non potrebbe reggere.

  • Bellissimo articolo, davvero interessante e non banale (che è la cosa che preferisco di questo sito: andare ad analizzare anche le cose all’apparenza più insignificanti e di contorno *e poi ti ritrovi con informazioni importantissime e che generano ulteriori mindfuck che ti fanno pensare “Ok no, ma cosa mi è venuto in mente????? Mannaggia a me” XD*). sono proprio curiosa di leggere la seconda parte 😀

  • Darayava on 28 giugno 2013 at 7:01 pm said:

    Reply

    Complimenti, bell’articolo come sempre. Molto interessanti i parallelismi per Shinji e Gendo.
    Da appassionato di scacchi (occidentali) ho trovato tutto molto interessante e aspetto con impazienza la seconda parte.

  • plain Andrea on 28 giugno 2013 at 7:03 pm said:

    Reply

    articolo grosso e succulento.
    quella scacchiera che compare per due minuti sembrava una cazzata ma invece offre un intero frame di interpretazione per tutto il rebuild. Anno, Anno..questo mi fa venire in mente (oltre alla partita di shogi tra Spike e Jet, heh), un sinistro accostamento con Hellsing Ultimate, in cui il tema della guerra tra due fazione come gioco è inutilmente, vanamente, vanagloriosamente, platealmente, più volte citato..
    com’è che ho il pressante timore che il buon Anno rischi di fare lo sborone pure lui?
    Sto maledetto Rebuild è un patata fin troppo bollente..caro Anno ti prego, non fare che prima riempi tutto di simbologie, sottili paralleli, apparenti ed esaurienti spiegazioni e poi dici “no macché ve lo siete solo immaginato, sono solo coincidenze”

  • Darayava on 28 giugno 2013 at 10:00 pm said:

    Reply

    Il mio modesto parere è che siano, per gran parte, coincidenze.
    Con questo non intendo affermare che Eva sia un minestrone frullato, è sicuramente un’opera pensata e ragionata. Il fatto è che le teorie e le dietrologie esistenti su Eva sono talmente tante, diverse e talvolta pure contraddittorie che mi riesce difficile credere che siano tutte ideate, approvate e organizzate da Anno o chi per esso. Mi viene in mente Kubrick con 2001, che lasciò la libertà dell’interpretazione del film allo spettatore senza fornirne una ufficiale. Credo che qui il caso sia lo stesso. Anno ha creato la storia e l’ha arricchita con rimandi a filosofia, scienza, religione, ecc. che creassero un discorso organico e coerente. In molti casi queste citazioni possono riallacciarsi ad altri argomenti e altri campi del sapere umano, la qual cosa genera ulteriori interpretazioni. Questi collegamenti sono però fatti dal fruitore dell’opera, la quale una volta esperita da un diverso soggetto è inevitabilmente mediata/filtrata.
    In questa ottica la reticenza di Anno è emblematica e giustifica il proliferare di idee e opinioni ormai fuori dal suo controllo. Si guarda bene da zittire con risposte chiare i tanti dubbi degli appassionati, avendo tutto l’interesse che si continui a parlare della sua creazione.
    Ripeto, con questo non voglio sminuire Eva (che amo, altrimenti non sarei su questo blog a scrivere). Infatti per dirla con Duchamp un’opera d’arte non è solo il prodotto di una mente che crea qualcosa e lo espone al pubblico, ma è il dialogo attivo e interdipendente tra opera e pubblico. Un’opera vive dell’interpretazione e delle sensazioni che suscita nel fruitore. Allo stesso modo quindi esiste un’Eva per ogni persona che l’ha visto e si è fatto una sua idea personale dell’opera, basata su ripetute visioni, memoria e sensazioni. Secondo me è questo il vero loop di Eva.
    Questa però è la mia opinione. Solo un’altra interpretazione…

  • mancio01 on 28 giugno 2013 at 10:18 pm said:

    Reply

    Spaccate come al solito!!

    Sono davvero curioso di vedere l’analisi della partita tra Shinji -Fuyutzuki e vedere quanti ci minfuckerete 😀

  • Ok, ecco il mio cervello se ne va! XD
    Senza insistere sulla meraviglia di tutto ciò e di come sia tutto terribilmente sensato, sono andata a controllare se anche nella serie la pedina mossa da Fuyutsuki (ep.14) fosse la stessa…beh, sembrerebbe di sì, solo che in quel caso la pedina viene inquadrata subito dopo la frase pronunciata da Asuka nella scena precedente: “Che tipo di ragazza è la First?”.
    Che sia un caso? Oppure il ruolo di cavaliere, IN QUELL’OCCASIONE, non apparteneva a Shinji?
    Inoltre, collegandomi in parte con il commento più sopra di Darayava, Evangelion è costruito sulla comunicazione visiva, su quel concetto di immagine archetipica che, facendo parte di una coscienza che ci appartiene in quanto membri della razza umana, ci “soddisfa” senza bisogno di ragionamento: sta qui la potenza dell’intuizione. Anno non ci darà mai tutte le spiegazioni (come Lynch… e Kubrick in 2001), proprio perchè sarebbe CONTRO lo spirito dell’opera. Io credo che nulla sia messo a caso, c’è un utilizzo di libere associazioni (quasi come lo stile epifanico di Joyce) e di concezioni del reale (la vita come un gioco a scacchi, i “tipi” delle fiabe, il processo ciclico degli eventi sì ripetuti ma mai identici, ecc) che ci appartengono nello stesso momento in cui ci vengono mostrate. Non è facile costruire qualcosa del genere (alcuni spesso ci tentano, creando film “intellettualoidi”), ma se si ci riesce…beh, eccoci qua.

  • Darayava on 29 giugno 2013 at 12:05 am said:

    Reply

    Ringrazio Sonia per il commento. In effetti parte di cio’ che scrivi avrei voluto inserirlo nel mio intervento, ma noto che la tua dialettica e la capacita’ di sintesi sono migliori delle mie, percio’ meglio che lo abbia fatto tu. XD

  • @Darayava , @Darayava avete ragionissima tutti e due, qualunque opera d’arte vive non di sé stessa ma del dialogo che instaura col suo fruitore, ed Evangelion più di molte altre, dato che a muoverlo c’è anche il desiderio di tirare gli otaku fuori di casa. Anno ha realizzato un’opera misteriosa perché sperava che stimolasse le conversazioni, gli scambi di idee tra fan, li costringesse a interagire; ha pensato a un anime come collante sociale, prima che come prodotto commerciale (quale poi è stato, e di grandissimo successo XD), perciò era (è tuttora) indispensabile non dare risposte chiare e univoche, ma lasciare tutto all’interpretazione del pubblico.
    (di fatto, l’unico dettaglio sulla trama di Evangelion che ha mai sentito il bisogno di chiarire era che non è stata Misato a uccidere Kaji XD)

    Detto questo, Darayava, io credo che molte delle chiavi di lettura/interpretazioni/teorie su Evangelion NON siano coincidenze, che siano state messe lì di proposito e siano esattamente quello che sembrano, semplicemente capirle o non capirle, condividerle o non condividerle, non sposta di una virgola il senso dell’anime e non cambia, soprattutto, il fatto che chiunque possa vederselo e goderselo (non so quanta gente ho visto non avvicinarsi a Eva o addirittura odiarlo per principio perché convinta si trattasse di una roba complicatissima che avevi qualche possibilità di capire solo se lo guardavi col blocco appunti in una mano e la Cabala nell’altra: niente di più sbagliato e niente di più lontano dal desiderio di Anno). praticamente, sono degli easter eggs.

    • Darayava on 29 giugno 2013 at 6:35 pm said:

      Reply

      Grazie per la cortese risposta.
      Concordo sul punto che l’insieme di teorie/chiavi/ecc. siano subordinate al senso generale dell’opera.
      Voglio solo precisare che penso anch’io che molte teorie non siano casuali, solo non proprio tutte. Solo per mettere i puntini sulle i: non amo i fraintendimenti 🙂
      Ciao

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