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Rebuild of Evangelion: la Top Junk

È da quando Neon Genesis Evangelion è uscito che l’economia dell’intero Giappone sembra reggersi sulla vendita di statuette raffiguranti Rei ed Asuka alpiniste, ninja, poliziotte, maestre d’asilo e qualsiasi altra cosa il vostro pessimo gusto vi suggerisca. Sparate un soggetto ridicolo che non vorreste in casa vostra neanche se vi giurassero che l’ha concepito Anno in persona: di sicuro esiste. Ebbene, di questo parleremo molto presto. Preparatevi al peggio.
Intanto, però, con oggi mancano quattro giorni all’uscita di Q, e continua il countdown cui scopo è dare un senso alle nostre vite finché non potremo raccattare per l’internet ogni possibile falso spoiler. Quindi eccoci qui, per amore del trash, a proporvi non una, ma ben due classifiche del merchandise su Evangelion della monnezza uscita tra Evangelion 2.0 e 3.0.
Per l’occasione, i voti verranno assegnati su una scala da 1 a 5 utilizzando come parametro di assurdità le strategie di Misato.

TOP 5 delle cose così trash che alla fine diventano belle e le vuoi

Sono la stragrande maggioranza del merchandise, cose così improponibili che alla fine te ne innamori e vorresti lanciare il portafoglio direttamente dentro allo schermo. Credetemi, ho un carillone dell’undicesimo monolite della Seele che suona Beautiful World: so di cosa parlo.

5. Le formine per il ghiaccio a forma di Angeli

Disponibili anche in versione Sachiel e Zeruel. Ditemi come faccio a sceglierli, adesso, mi tocca comprarli entrambi!

Eva Store: qui
Prezzo: 10 euro
Che cos’è: gli stampini per fare il ghiaccio a forma di cose di Eva. Li vedi e ti immagini lì, ad offrire Coca Cola ai tuoi amici, in un torrido pomeriggio d’estate (l’estate eterna post-Second Impact), coi ghiaccini di Sachiel che galleggiano nel bicchiere. Ammesso che la tua ossessione per Eva non te li abbia fatti perdere già tutti, i tuoi pochi amici.

Voto: 3.5 ― piuttosto sigolare

4. Gli “hashi” a forma di Eva 01 e Mark 6

Riuscirete a mangiare senza canticchiare “The Beast”? Pà pà pararà parà pappàà…

Eva Store: qui e qui
Prezzo: 15 euro
Che cos’è: esistevano già quelli a forma di entry plug, ma no, erano troppo discreti. Per fortuna ecco arrivare queste bacchette tamarrissime, e, come se non bastasse, glitterate!  Tutto il cibo che mangio senza usarli è insapore.

Voto: 3 ― singolare

3. La tuta da manutentore della Nerv

Purtroppo l’elmo di sicurezza non è incluso.

Eva Store: qui
Prezzo: 200 euro
Che cos’è: Sono un po’ i nostri eroi silenziosi: attivano manualmente gli Eva in caso di black out, aggiustano le rampe che i piloti distruggono, probabilmente puliscono Neo-Tokyo 3 dopo ogni singolo bukkake di sangue quando un Angelo muore e sono anche gli unici a partecipare al dolore di Shinji nel primo episodio, anche se l’inquadratura li taglia subito fuori. Sono i manutentori della Nerv, la bassa manovalanza al servizio dell’umanità, e girando per casa con questa tuta potrete finalmente sentirvi degli eroi un po’ anche voi. Spero solo che le tute originali non abbiano questo prezzo, altrimenti capisco perché il membro genovese della Seele è sempre disappointed.

Voto: 4.5 ― davvero davvero assurdo

2. Gli occhiali

La novità dell’anno è il modello “Gendo”, che con mio grande disappunto non ha le lenti arancioni.

Eva Store: si trovano sul sito ufficiale della Jins.
Prezzo: montatura+custodia 50 euro, ditemi solo dove devo firmare.
Che cos’è: la collaborazione tra Evangelion e la Jins è così what..? e ha dato frutti così belli che la vera domanda non è se indosserei un paio di questi occhiali, ma quale indosserei per primo (quelli di Shinji, va bene). La cosa assurda è che, a parte un Kaworu al limite delle sue pose fancy, sono carine persino le pin up pubblicitarie dei personaggi, e già per questo io darei un bacio in fronte a tutti quelli che ci hanno lavorato. Un caso di shut up and take my money.

Voto: 2,5 ― ok, forse un po' strano lo è

1. L’umidificatore

La didascalia è superflua.

Eva Store: qui
Prezzo: 100 euro
Che cos’è: Il signore incontrastato di questa pagina, altissimo traguardo della moderna scienza e degno coronamento dell’evoluzione della cultura sviluppata dai Lilin, nonché prova che ci meritiamo di sopravvivere: l’umidificatore di Evangelion. Risolverà non solo i vostri problemi di tiroidi ed influenze stagionali, ma si illumina al buio, quindi di notte non avrete più bisogno di accendere la luce per andare in bagno. Io non ho parole, l’incredulità mi ammutolisce. Mai più senza.

Voto: 5 ― assurdissimo

TOP 5 DELLA MONNEZZA IMPERDONABILE

A tutto c’è un limite, persino al nostro amore per Eva e per il trash. Queste sono le cose che piuttosto che averle in casa ci punteremmo uno sparachiodi negli occhi.

5. Lo zaino peloso di Mari

Disponbile anche in nero. Adesso sì che sento di amare di più Mari.

Eva Store: qui.
Prezzo: 82 euro
Che cos’è: A un certo punto l’Eva Store ha deciso che doveva vendere di più il personaggio di Mari, forse perché è quello che ci fa meno male a veder stampato anche sugli assorbenti. Ebbene, hanno cominciato da questi spaventosi zaini pelosi, un mix letale tra gli anni 80 e quello che viene comunemente percepito in occidente come “giappominkismo”. E se sapeste quanto odio questo termine, avreste anche un’idea di quanto questi zaini se lo meritino.

Voto: 4 ― assurdo

4. Questo assurdo coso

Quattro Assurdi Cosi.

Eva Store: qui.
Prezzo: 40 euro
Che cos’è: per l’amordiddio, NON LO SO. E’ da quando li ho visti che me lo chiedo, ma non trovo risposta! Sono dei giocattoli? Decorazioni, attrezzatura da giardino? Non ne ho idea! Se lo sapete ve ne prego, commentate questo post. Di una sola cosa sono certa: della profondità della loro bruttezza. No, dico sul serio: guardateli. Sono inquietanti! Quello Mari, poi, ha gli occhi cerchiati da tossico. Mi terrorizzano, giuro. Vorrei prenderne uno per tenere lontani i ladri, ma temo che attirerebbero gli spiriti maligni.

Voto: 4.5 ― davvero davvero assurdo

3. Le mutande

Immaginate l’orrore di Kaworu nel sapersi su un culo femminile.

Questi invece ricreano un po’ l’esperienza di fare sesso anale indiretto con Kaworu, infatti la M è già esaurita. Affrettatevi!

Eva Store: qui.
Prezzo: 11 euro le mutande e 49 euro i boxer
Che cos’è: avete presente quando si dice “sì, vabbé, tra un po’ ci faranno pure le mutande”? Ecco: hanno fatto le mutande. Siamo ad un gradino di distanza dalla carta igienica e a due dai preservativi. E inutile dire che il mio desiderio di vedere la bellissima faccia di Kaworu sul mio culo è paragonabile solo a quello di vedere il bellissimo culo di Kaworu sul culo del mio ragazzo. L’aggravante, poi, è senz’altro la collaborazione con Hello Kitty, che riesce in quello in cui persino gli spin-off shojo avevano fallito: farti odiare Evangelion.

Voto: 1,5 ― c'era da aspettarselo

2. Il Mark 6… ballerina volante?!

Eva Store: non lo trovo più. Accidenti, ora come farò a comprarlo?
Prezzo: 20 euro.
Che cos’è: potete chiamarlo “Evangelion Mark 6 Flying Type” quanto volete, tizi dell’Eva Store, ma quella è una fottuta ballerina volante.

Voto: 4 ― assurdo

1. La muta da surf

Lui vuole palesemente ammazzarsi, in questo ha colto bene l’essenza del personaggio di Shinji.

Eva Store: qui.
Prezzo: 1633 euro, signori e signore.
Che cos’è: la muta da surf arriva e stende tutti i presenti. Non so che cosa sia più brutto, se la muta in sé (che sì, è orrenda) o la foto promozionale, con queste tre anime infelici che posano davanti al più improbabile collage finto-californiano di sempre. La concorrenza è stata sbaragliata, gente: abbiamo il vincitore.

Voto: 5 ― assurdissimo

ROAD TO Q: timeline delle news su Evangelion 3.0

Il 17 novembre 2012 uscirà nelle sale cinematografiche giapponesi il terzo capitolo della nuova versione cinematografica di Evangelion, “Q” — noto anche come “Evangelion 3.0: You Can (Not) Redo” — e per quanto la notizia ci riguardi solo marginalmente, non avendo idea di come e quando riusciremo a mettere le nostre sporche mani su una versione di qualità accettabile e tradotta in un idioma a noi comprensibile, l’entusiasmo è alle stelle.

La strategia di marketing della Khara/Gainax è stata semplice quanto efficace: sfinirci. Anni di silenzio, notizie dosate col contagocce, segretezza assoluta per quel che riguarda la trama del film, trollate gigantescopiche e vane promesse di nuove anticipazioni usate biecamente per vendereci roba, sfruttando la loro partnership con più o meno qualsiasi marchio, dai cellulari alle gocce per gli occhi.

Ora, a 5 giorni dall’uscita di Q, ripercorriamo insieme tutte le news su Evangelion 3.0, ossia le tappe che hanno portato la maggior parte di noi all’insanità mentale e alcuni anche ad acquistare le gocce per gli occhi.

Giugno 27, 2009: TRAILER

Esce nelle sale giapponesi Evangelion 2.0: You Can (Not) Advance, al termine del quale, come da tradizione, segue l’anticipazione del film successivo, identificato semplicemente come “Q”, ancora privo di un titolo completo o di una data di uscita.

A più di tre anni di distanza, di tutto il materiale uscito finora, questo trailer continua ad essere quello che ci dice di più della trama del terzo film.

Giugno, 2011: IMMAGINE

Dopo due anni di silenzio assoluto sul progetto, la rivista giapponese Newtype dedica un numero allo Studio Khara e pubblica in copertina un’illustrazione inedita di pirateAsuka, con benda e patchsuit.

L’articolo in questione, tuttavia, parla dello Studio Khara in generale e l’unica informazione relativa a Evangelion è una dichiarazione di Anno che dice “ci stiamo lavorando, abbiate pazienza” (che tutto sommato, dopo due anni di silenzio, è comunque qualcosa).

Agosto 2011: IMMAGINE + TRAILER

Nel corso del Bonbori matsuri, un festival che si tiene ogni estate durante il quale diversi artisti giapponesi disegnano sulle tradizionali lanterne di carta, Hideaki Anno ci delizia con uno schizzo a colori della versione modificata (“beta”) dello 02 e uno in bianco e nero del misterioso Eva 08 “alpha”.

Lo stesso mese, alla messa in onda televisiva in Giappone del 2.0 segue un nuovo spot di ben 17 secondi (!!) che vede la solita pirateAsuka a bordo dello 02 e impegnata in un combattimento nello spazio.

La traduzione, grossomodo, è: “Shinji Ikari si sveglia, un misterioso ragazzo è accanto a lui, e poi, un nuovo mondo lo aspetta” (perché parlare di Shinji e Kaworu in un video dove si vede solo Asuka, poi, lo sa solo il reparto marketing).

Novembre 23, 2011: IMMAGINE

Apre ad Harajuku il primo Evangelion Store, negozio interamente dedicato al merchandise su Eva. Sulle saracinesche del negozio sono dipinte le silhouettes del cast di 3.0: la cosa interessante è che, a parte alcune sagome facilmente riconoscibili (Shinji, Asuka, Rei, Kaworu..), tutte le altre appartengono a personaggi che quasi certamente non abbiamo mai visto prima. E noi che ci preoccupavamo di quell’unico personaggio originale in 2.0…

Dicembre 31, 2011: ANNUNCIO + IMMAGINE

Viene finalmente annunciato il titolo ufficiale di Q: Evangelion 3.0: You Can (Not) Redo.
Assieme al titolo arriva anche l’annuncio che il quarto capitolo, Final, uscirà nel 2013 (certo, perché noi ci crediamo) e un poster con un disegno preparatorio di Asuka con benda, patchsuit e il “casco-gatto” già visto nello spot televisivo di agosto.

Gennaio 18, 2012: IMMAGINE

Viene rilasciato un nuovo poster di 3.0: in uno sforzo creativo senza eguali, lo Studio Khara ci propone un foglio rettangolare con sfondo azzurro e scritte bianche!

Luglio 1, 2012: TRAILER

Nel corso dell’evento, aperto al pubblico e ampiamente pubblicizzato, EVA-EXTRA 08, sulla facciata esterna del cinema Wald9 di Shinjuku, a Tokyo, vengono proiettati, dopo alcune immancabili pubblicità di merchandise legato ad Eva, tre video: i primi due sono i riassunti di 1.0 e 2.0 mentre il terzo è una nuova anticipazione di Q, subito seguita — e qui la folla impazzisce — dalla data ufficiale della sua uscita: il 17 novembre 2012.

Il trailer mostra nuovi segmenti della solita pirateAsuka impegnata nella battaglia spaziale a bordo dello 02-beta (questa volta le modifiche rispetto al vecchio modello sono evidenti) contro quello che sembra un angelo di luce come Arael e Armisael della serie.

Luglio 28, 2012: TROLLATA COLOSSALE

Un nuovo trailer viene annunciato, ma è semplicemente il video in 3D di un pianoforte che suona.

La melodia si chiama “Quatre Main”, è composta da Shiro Sagisu, e il suo senso diventerà chiaro solo tra alcuni mesi (quatre main in francese significa “quattro mani”, quindi molto probabilmente è la musica che Kaworu e Shinji suonano assieme nel prossimo trailer). Assieme al (finto) trailer esce un nuovo poster che ritrae diverse sezioni dello stesso pianoforte.

Ottobre 15, 2012: ANNUNCIO

Lo Studio Khara annuncia che NTV, il canale giapponese che ha trasmesso 1.0 e 2.0, manderà in onda anche i primi 6 minuti e 38 secondi di Q (subito dopo 2.0) il 16 novembre 2012, ovvero un giorno prima dell’uscita del film nelle sale. Speriamo che non siano 6 minuti e 38 secondi di titoli di testa.

Ottobre 17, 2012: TRAILER

Lo youtube giapponese Nico Nico Douga, per festeggiare il rinnovamento della veste grafica, rilascia un nuovo trailer, prima disponibile solo per i membri premium e poi anche per noialtri pezzenti, in cui Asuka combatte, Mari sghignazza, Rei è lame come al solito mentre Kaworu e Shinji se la intendono col pretesto di suonare il piano.

Ottobre 19, 2012:TRAILER + IMMAGINE

Uno degli sponsor di 3.0, Sante FX, una marca giapponese di ottica (famose sono le loro GOCCE PER GLI OCCHI DI EVANGELION), rilascia un nuovo trailer fatto quasi interamente di footage già visto in precedenza eccezion fatta di:
una vagina un occhio che si apre
– un primo piano dello 02-beta
– pirateAsuka attraversa un corridoio mentre parla al telefono.
Roba tosta, ragazzi, roba tosta.

Lo stesso giorno sul sito ufficiale di Q viene rilasciato un nuovo poster ufficiale con Kaworu e Shinji che ascoltano musica sotto un cielo stellato; sottotitolo: NO HOMO. La stessa immagine fa da copertina alla colonna sonora del film (ad opera, come sempre, di Shiro Sagisu), la cui uscita è annunciata per il 28 novembre.

Ottobre 30, 2012: ANNUNCIO

Visto che ad hype siamo già messi molto bene, arriva l’annuncio che a partire dal giorno seguente i cinema trasmetteranno un nuovo trailer di 3.0 e a dimostrazione di ciò ci viene mostrata un’immagine di Kaworu con la faccia da pornoattore consumato.

1 novembre, 2012: TRAILER

Esce, come annunciato, un nuovo trailer, proiettato nelle sale e visibile su alcuni siti giapponesi region locked (e non avete idea del casino per vederli finché un pio uomo non l’ha messo su youtube — sì, ce l’avete perché l’avete fatto anche voi), e qui, davvero, è tanta roba.

Nuovo footage della battaglia spaziale dello 02 (a questo punto sarò seriamente disappointed se mezzo film non sarà incentrato su Asuka e ambientato nello spazio), due nuovi personaggi (!!!), un nuovo Eva (lo 08-alpha, a giudicare dal disegno di Anno del 2011, diversissimo dallo 08 mostrato nel primo trailer) e un nuovo, elegantissimo pezzo di Shiro Sagisu intitolato “The Wrath of God in All Its Fury”.

Novembre 11, 2012: TRAILER

Nuovo spot televisivo di 15 secondi, un po’ di footage riciclato, qualche fotogramma nuovo, e una versione cantata assolutamente strepitosa della musica della anticipazioni del prossimo episodio.

La traduzione è grossomodo: “Il ragazzo si sveglia, il ragazzo trova sé stesso, il ragazzo scopre il significato della parola «disperazione». E poi, il ragazzo incontrerà la speranza”.

E questo, per il momento, è tutto. Non voglio più sentir parlare di Eva fino a… beh, domani.

FONTI: Wikipedia, EvaGeeks, Minna no Eva fan

Mari: un falso pilota?

Teoria: Mari è un falso pilota.

Mari non è stata selezionata come pilota dal progetto Marduk (o chi ne fa le veci nel Rebuild), ma è stata introdotta nel programma da Ryoji Kaji.

Spiegazione.

Questo è uno di quei casi in cui la teoria fila talmente bene che è un peccato dubitarne.
Mari si presenta a bordo di un Eva, e per tanto abbiano dato per scontato che fosse un pilota. Legittimo, direi. Se non fosse che il suo numero di identificazione (Prima Ragazza, Seconda Ragazza, Terzo Ragazzo…) non viene mai menzionato. Mai, nemmeno nella gadgettistica, nelle illustrazioni o nella pubblicità, che solitamente si riempiono di titoli e sottotitoli almeno per arricchire le scatole delle action figures che poi noi stronzi compriamo. Data l’assenza di Toji, alcuni l’hanno considerata la Quarta. Altri la Quinta, portando Kaworu a Sesto. Ma la verità è che, ufficialmente, Mari è stata identificata come “pilota dell’unità 05”, ma mai come “Ragazza” (o “child” o lo sgrammaticatissimo “children” della vecchia serie).

[2.0] L’Attivazione dell’unità provvisoria 05.

All’attivazione dell’Eva 05, Kaji si scusa con Mari perché la sua prima uscita ufficiale sarà a bordo di un’unità provvisoria. Mari risponde: «Se non altro mi hai permesso di salirci. Era ora.»
Fermiamoci subito. Mi hai permesso.
Nel Rebuild, Kaji è Ispettore capo della Nerv. Sebbene non sappiamo quali siano ufficialmente le sue mansioni, intuiamo che riguardino la sicurezza o lo spionaggio. Certamente, niente a che fare con la selezione dei piloti o del personale, che riguardano l’istituto Marduk — o un eventuale organo similare, giacché non conosciamo ancora il ruolo del progetto Marduk nel Rebuild — e successivamente i Direttori Operativi delle varie basi (vale a dire Misato, per il Giappone).
La domanda allora è: per quale motivo Mari afferma che sia stato Kaji a “farla salire”?
Uno dei suoi magheggi, certamente.
Ma perché?

[2.0] Mari si lamenta della plug suit.

Nella stessa scena, Mari si lamenta per il plug suit troppo stretto. Prendiamoci due minuti per deriderla perché, alla sua prima comparsa, ci fa subito presente che ha le tette enormi. Avete fatto? Andiamo avanti.

KAJI: «Potevano almeno fornirti una plug suit nuova.»
MARI: «Quest’affare è una tortura per il seno.»

I plug suit sono la seconda pelle del pilota. Ad eccezione di Shinji, che ha un po’ fatto l’abitudine a combattere senza (e sappiamo bene che per lui la sincronia è un discorso a parte rispetto agli altri piloti), abbiamo le prove di quanto sia indispensabile. Ad Asuka, in 2.0, viene fornito addirittura un test suit specifico per il collaudo. E’ impensabile che, data la sua importanza, una Nerv che dispone di un pilota non abbia anche un plug suit della sua misura. Senza contare che, ancora fatta eccezione per Shinji, l’addestramento del pilota assegnato procede di pari passo con lo sviluppo dell’unità Eva. Essendo lo 05 ancora provvisorio e attivato in fretta e furia, possiamo comunque immaginare che i test sarebbero iniziati da lì a breve, e per questo era già pronto un plug suit. Ma perché di una misura che non corrisponde a quella del pilota?
E soprattutto, perché è ancora una volta Kaji a occuparsi di fornire a Mari un nuovo plug suit? E’ diventato all’improvviso anche il guardarobista della Nerv?
E’ probabile che il plug suit verde indossato da Mari all’inizio fosse destinato a un altro pilota.

Un’ulteriore supposizione: potrebbe trattarsi di un plug suit maschile.
Sappiamo che i plug suit non sono solo membrane elastiche, sono progettati per il tipo di corpo che vanno a vestire. Nell’episodio 8 della serie, quando Shinji indossa il plug suit di Asuka si vede chiaramente che la parte del seno rimane in rilievo, inoltre la povera creatura è si copre davanti perché, evidentemente, il modello maschile è dotato di una “conchiglia” che quello femminile non ha. Mari afferma che il suo primo plug suit “è una tortura per il seno”. Magari non era stato progettato affatto per un seno. Chissà.

[2.0] Mari esce dall’entry plug dopo la battaglia contro il terzo Angelo.

Le informazioni che Mari possiede riguardo al pilotaggio di un Eva sembrano tutte di seconda mano. L’impressione è che combatta d’istinto, senza nessuna preparazione. Anche dopo la sconfitta del terzo Angelo afferma che «sincronizzarsi con l’Eva è molto meno banale di quanto mi avevano detto».

Ricordiamoci, inoltre, che nessuno alla base di Betania chiama Mari per nome, si riferiscono a lei come al “pilota”. Nemmeno le interfacce grafiche mostrano mai il suo nome.

[2.0] Mari arriva a Neo-Tokyo 3 dicendo di essere in incognito. Poi attraversa una scuola con un paracadute.

Mari arriva a Neo-Tokyo 3 sotto copertura. Al telefono (con Kaji?) dice “be back for my extraction” (termine militare che indica il recupero di un agente in missione da un ambiente ostile). Che sia in combutta con Kaji — anche se entrambi sembrano seguire un proprio disegno — è ben chiaro, e lo stesso vale per il suo obbiettivo: entrare alla Nerv.  Era già lì nel momento in cui Zeruel attacca Neo Tokyo 3, tant’è che Kaji le ha fatto trovare il nuovo plug suit. Va bene tenere il suo piano segreto, ma se il suo scopo era introdursi alla Nerv, come pilota si sarebbe risparmiata una bella fatica. Tutto quel trascinarsi il paracadute per scuola, ad esempio.

[2.0] Misato scopre che Mari ha bloccato le comunicazioni con il ponte di comando.

Durante la battaglia contro Zeruel, Mari chiude le comunicazioni. Perché? E considerando l’altissima sorveglianza sui piloti, è possibile che uno di essi non sia stato riconosciuto dai sistemi, nel momento in cui sale a bordo di un Eva (o mette anche soltanto piede alla Nerv)? E’ anche solo possibile che, in effetti, a un pilota venga insegnato come escludersi dalle comunicazioni del quartier generale?

Conclusione e dubbi.

Che Mari non sia davvero un pilota è un’ipotesi affascinante, soprattutto perché conduce a una serie di nuove domande.
Se non è un pilota, allora cos’è?
C’è qualcosa che solo lei conosce o può fare, e per questo è importante farla salire su un Eva? E che interesse ha Kaji, in questo?
Ma soprattutto: che fine ha fatto il vero pilota scelto per l’unità 05? Kaji non è tipo da uccidere un ragazzino. Gli è successo qualcosa? E’ prigioniero? Forse ha rinunciato spontaneamente al suo ruolo? Lo vedremo, nei prossimi film?
Potrebbe anche essere che Mari sia effettivamente un pilota, ma destinato ad entrare in scena “più tardi” e che per questo ora si sta muovendo nell’ombra.

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Chi è Mari Illustrious Makinami? Osservazioni, retroscena e teorie.

Chi è Mari Illustrious Makinami? Tutti ce lo siamo chiesto.
Magari non tutti in questi termini, va bene, “chi cazzo è questa vattene ridammi Asuka che cosa minchia stai facendo leva il culo dallo 02 sei una chiavica mio dio za bisto cosa toglietemi sta deficente da davanti” per molti è un riassunto più preciso.
La mia storia con Mari, per esempio, è complicata. Riponendo fiducia assoluta nell’operato di Anno, il primo annuncio di un nuovo personaggio mi ha sì stupita, ma non preoccupata. Certo avevo i miei dubbi, principalmente perché il cast di Evangelion è coeso in modo quasi claustrofobico, sul piano narrativo, e l’introduzione di un nuovo elemento non poteva che portare a una rottura. E in effetti era proprio questo l’obbiettivo dello staff, sconvolgere il mondo di Eva, far esplodere l’equilibrio a cui il fan si aggrappava.
Sulla carta, l’idea è molto figa. La pratica, però, è tutta un’altra faccenda.

Mari sei opinabile, ma il tuo primo plug suit è fichissimo.

Tutto quello che sono riuscita a pensare, dopo il mio incontro con Mari, è stato “ma dio che imbecille”. Un’impressione peggiorata dal fatto che la sua presenza sembra rubare la scena ad Asuka, che oltre ad aver subito un “addolcimento” del carattere davvero poco convincente, si trova così relegata a un ruolo quasi secondario. Mari sembra ereditare il lato “selviaggio” di Asuka, e con esso il suo Eva e il suo spazio sullo schermo; in un universo dove Rei e Asuka regnavano come polarità assolute, Mari non riesce – come anche Anno temeva, a giudicare dalle interviste nei Groundwork – a emergere come personaggio. Lascia un’impressione sì vivida, ma troppo simile a una variazione sul tema di Asuka.

Un altro dettaglio non trascurabile è che Mari è una chiavica.
Mi dispiace che dobbiamo essere noi a dirvelo. Lo so, vi ha convinti di essere bravissima, addirittura la miglior pilota, perché se la crede, fa le facce convintissime e le vengon fuori gli occhi verdi, ma la verità è che questa ragazza è un fail di proporzioni bibliche. Primo combattimento e dà la colpa alle connessioni del braccio, che “sono state regolate sommariamente”. Secondo combattimento e dà la colpa al Pallet Gun, che “non c’è proprio niente da fare”.  Va in modalità The Beast, occhiali rotti e pistoni ovunque, e la corcano comunque.  E come non ricordare la telefonata nella quale si dà arie da grande spia e afferma di essersi infiltrata in Giappone “sotto copertura”, un attimo prima di attraversare una scuola media con addosso la divisa sbagliata e un paracadute attaccato al culo.

Insomma, avevo le migliori intenzioni, ma con Mari non ce l’ho fatta.
Ho dovuto guardare e riguardare 2.0 per accettarla, ridere dei suoi difetti per farmela stare simpatica, e infine teorizzare all’infinito per renderla (un po’) più interessante. Ed è proprio grazie a queste teorie che Mari ed io adesso andiamo d’accordo. Le voglio persino bene, e ne sono felice: non mi piaceva non voler bene a qualcosa di Eva.
Il mio affetto, però, è con riserve. Io mi sono sforzata, Anno: adesso sta a te non deludermi.

In questa sezione parlerò principalmente di due teorie, vale a dire delle nostre preferite, quelle in cui crediamo e che ci sembrano più fiche. Ma condividerò anche osservazioni sul personaggio, e alcune delle altre teorie che mi sembrano interessanti.

Beh, coraggio: diamo un senso a questa Mari.

Gli articoli sono work in progress, saranno disponibili man mano.

SPECULAZIONI E TEORIE

RETROSCENA E ANALISI

Il “Rebuild of Evangelion” è un seguito della serie?

Quando il primo trailer di Evangelion 1.0 fu distribuito, il picco d’interesse massimo tra i fan lo suscitarono – se non ricordo male – i led fosforescenti dello 01. Questo è sufficente per dare un’idea dello spirito col quale, nel 2006, molti di noi si approcciavano alla quadrilogia del Rebuild of Evangelion: con curiosità, ma anche con legittimo sospetto. Un sospetto che, è inutile dirlo, è scivolato in terzo o quarto piano dopo la visione. Se potevamo avere il vecchio Eva tale e quale, solo migliorato dal punto di vista tecnico, allora perché lamentarci? Piccoli cambiamenti, sì, sciocchezze, scelte più o meno condivisibili da parte di chi come noi conosce la serie originale a menadito ed è pronto a gridare “Oh mio dio, ma Shinji è entrato nell’appartamento di Misato col piede destro anziché col sinistro, che scandalo!” (niente paura, era solo un esempio: Shinji continua a entrare col piede sinistro), ma niente di imperdonabile, e poi l’avete visto il combattimento contro Ramiel? Abbastanza fico da trasformare in chissenefrega qualsiasi dubbio. Poi è arrivato Evangelion 2.0, e come al solito la terra ci è crollata sotto i piedi. Tizie nuove che straparlano e fanno le cose a caso, Asuka che da co-protagonista scivola quasi sullo sfondo in un’inedita veste remissiva, per non parlare di una Rei irriconoscibile nella sua controparte shojo. Mai titolo di lavorazione, “Break”, fu più azzeccato; non solo perché il film ha rotto da Evangelion, ma perché ci ha rotti in generale: la nostra fiducia, le nostre certezze…un tipico caso da “Mi hai tradito! Hai tradito i miei sentimenti!”. Bisogna riconoscerlo, sta volta i cambiamenti avevano sì un peso, tanto da far pensare a una definizione che mai e poi mai avremmo voluto accostare a Evangelion: “operazione commerciale”. Sconfortati, molti vecchi fan hanno preso le distanze o addirittura ripudiato il Rebuild. Altri, meglio disposti ma ugualmente perplessi, si sono presi una lunga pausa di riflessione, tra l’altro obbligata dai tempi ciclopici di produzione di 3.0.

Dopo due anni di silenzio, questa è rimasta a lungo l’unica prova del fatto che, in effetti, lo studio Khara esisteva ancora e si ricordava di aver avviato una quadrilogia su “Evangelion.

Durante questa pausa, però, è successo qualcosa. I primi due film sono stati visti e rivisti e rivisti, e alla luce uno dell’altro piccoli e grandi dettagli si sono allineati, formando in fine la più accreditata e diffusa teoria del fandom: il Rebuild of Evangelion non è un remake né un reboot della serie, ma un sequel. Oppure un loop.
Non importa quale variante scegliate, il punto è che questa teoria torna, e torna che è un piacere. Torna talmente bene che, davanti a certi indizi, il dubbio sembrerebbe non se la teoria sia vera, ma piuttosto se lo studio Khara sceglierà di confermarla o di lasciarla tra le righe. E noi, che conosciamo Hideaki Anno, sappiamo che lui non ha problemi a lasciare le cose tra le righe. Un’intera trama, per esempio.

Lo scopo di questo articolo sarà di mostrarvi il più chiaramente possibile le ragioni che fanno pensare al Rebuild of Evangelion come a un seguito/loop di Neon Genesis Evangelion. Abbiamo attuato una divisione tra prove più o meno evidenti e semplici indizi, mentre abbiamo cercato di escludere i molti elementi che si sposano sì alla teoria, ma potrebbero anche rivelare una coerenza interna all’universo del Rebuild.
Lo scopo non è tanto quello di convincervi, quanto di:
a) informarvi — se ne parla ovunque, e quindi tanto vale che vi facciate un’idea, anziché annuire come quando i vostri amici parlano di calcio o di altre cose da vita sociale, che a noi sono chiaramente estranee;
b) aiutarvi a comprendere un buon 50% di questo sito, visto e considerato che la maggior parte delle teorie sul Rebuild sono subordinate a questa;
c) invogliarvi a dare un’altra possibilità al Rebuild, nel caso in cui l’aveste abbandonato.
d) fornirvi l’ennesima scusa per riguardarlo, nel caso in cui non l’aveste ancora consumato.
e) fare brainstorming, che magari avete notato un capello di Asuka che a noi è sfuggito;
f) illuderci: dopo aver visto Evangelion, come potremmo accettare che sia finito?

Prendete appunti, divertitevi, e buon mindfuck a tutti.

Sfumature: un loop o un sequel?

E’ bene, prima di partire, precisare questa differenza.
La teoria del sequel sostiene che l’universo del Rebuild sia il diretto successore dell’universo di Neon Genesis Evangelion. La teoria del loop sostiene invece che l’universo di Neon Genesis Evangelion si ripeta all’infinito, introducendo varianti di volta in volta.
Un’altra possibilità sarebbe quella dell’universo alternativo, generato (spontaneamente o meno) da uno o più personaggi.
Si tratta naturalmente di sfumature, gli elementi in favore delle teorie sono gli stessi.

Prove

Abbiamo raccolto come “prove” tutti gli elementi che, in mancanza di una definizione migliore, si potrebbero chiamare anche “alla faccia della citazione” o “coincidenze un cazzo”. Noterete che, singolarmente, possono sembrare ignorabili, ma tutti insieme…

Il mare rosso

Evangelion 1.0: You are (not) alone

The End of Evangelion

E’ evidentissimo, e tuttavia è forse l’indizio più facile da trascurare. Un po’ perché è troppo evidente (e si sa che a noi fan di Eva le cose troppo evidenti ci puzzano) e un po’ perché andiamo, voi quante volte avete visto 1.0? Io solo una, fino a sei mesi fa. Non mi guardate così, è una gran palla! (E’ inutile precisare che adesso ho quasi fuso il dvd.)
Insomma, il mare è rosso. Come in seguito al sanguinamento della Luna Nera e di Lilith!Rei in The End of Evangelion. Il mare (rosso) che s’infrange sulla riva è la prima inquadratura in assoluto del Rebuild, e riprende il finale di The End of Evangelion.

La sagoma dell’Evaserie

In una delle prime inquadrature è perfettamente visibile la sagoma (disegnata) di una forma umanoide crocifissa che assomiglia a uno degli Evaseries, pietrificati nella stessa posizione in seguito alla “morte” di Lilith!Rei in The End of Evangelion.

[1.0] La sagoma tra i palazzi emersi. La collina è rossa in seguito all’abbassamento del mare.

[EoE] Evaserie, creepy as fuck, pietrificato con la “morte” di Lilith!Rei.

In One more final: I need you vediamo due Evaseries. Uno è vicino alla riva, l’altro più a largo. Quale dei due è quello tracciato? Dove si trova l’altro?
E’ stato “rimosso” anch’esso, o giace magari in fondo al mare?

[EoE] Asuka e Shinji si relazionano in modo sano e normale. Dietro di loro, gli Evaseries.

Una cosa è certa: la sagoma è lì perché noi possiamo vederla. Lo studio Khara voleva che la notassimo e che facessimo il collegamento, fosse anche solo per trollarci.

Il dubbio riguarda la trama. Perché la Nerv, la Seele, o chiunque altro abbia trovato l’Evaserie, ne ha lasciata una traccia? Era importante che ne ricordassero la posizione? L’operazione si è svolta in fretta e non sono state eliminate le prove? La zona è ormai del tutto abbandonata? Oppure l’Evaseries non è stato preso, ed è ancora sotto terra?
E soprattutto: cosa ne hanno fatto?
E’ inutile dire che abbiamo una teoria ben precisa, su questo.

La nave rovesciata

All’inizio della terza versione di You are (not) Alone, numerata 1.11, è stato aggiunta questa immagine:

[1.11] Cosa diavolo ci fa una nave in mezzo alla strada?!

Potrebbe trattarsi di una delle navi che lo 02 rovescia sulla riva uscendo dal fondo del lago in The End of Evangelion. Un’altra possibilità è che sia una di quelle che Asuka usa per farsi da scudo durante la battaglia contro le Nazioni Unite, ma quella dovrebbe essere praticamente distrutta. Certo tutto, dello scenario, è fuori posto – basta pensare ai treni in verticale praticamente ovunque – ma il fatto che la nave sia stata aggiunta in seguito fa pensare che potrebbe essere un indizio valutato alla luce dei film successivi.

“È ancora il Terzo.”

[1.0] Kaworu si sveglia, coi capelli già perfettamente in ordine, sulla luna.


Nel momento in cui Shinji aiuta Rei ad uscire dall’entry plug dello 00 dopo la battaglia contro Ramiel, e quindi alla fine di 1.0, Kaworu si sveglia.

Kaworu: “Lo so. Il ragazzo laggiù si è svegliato, ed è appena entrato nella ‘fase di sintesi’, giusto?”
Seele: “Esatto, i versi delle Pergamene del Mar Morto sono entrati nel novero delle leggi. Il momento è vicino.”
Kaworu: “È ancora il Terzo. Tu non cambi mai. Non vedo l’ora di incontrarti, Shinji Ikari.”

“Lo so. Il ragazzo laggiù si è svegliato ed ha cominciato la ‘fase di sintesi’ ” si riferisce probabilmente al processo di avvicinamento tra Shinji e Rei, auspicato sia da Gendo che da Fuyutsuki fin dall’inizio di 1.0.

[1.0] Gendo e Fuyutsuki parlano del più e del meno, come al solito.

“E’ ancora il Terzo. Già, tu non cambi mai.” Questa frase, invece, allude alla possibilità che Kaworu e Shinji si siano già conosciuti. “Non vedo l’ora di incontrarti, Shinji Ikari” implica tuttavia che Shinji non conosca Kaworu, e soprattutto che Kaworu non abbia ancora incontrato fisicamente Shinji.

[2.0] Overly attached girlfriend Kaworu.

A dimostrazione della teoria del seguito/loop, Kaworu – non essendo umano – è immune al “reset” generale, e si ricorda di Shinji. Questo spiegherebbe anche le parole che chiudono 2.0:

“Forza. Il momento è giunto, Shinji Ikari. Almeno questa volta…riuscirò a renderti felice.”

Il sangue sulla luna

Quella del sangue sulla luna è una prova controversa, ma che ritengo lo stesso “grossa” abbastanza da meritare di stare in questa sezione. Andiamo subito a spiegarla.

[1.0] La prima volta che vediamo il sangue sulla luna, quando Kaworu si sveglia.

[2.0] La seconda volta che vediamo il sangue sulla luna, durante la visita alla base di Tabgha.

Nelle scene ambientate sulla luna, nel Rebuild, è ben visibile una lunga scia di sangue. Il pensiero corre subito a The End of Evangelion, e in particolare a queste immagini:

[EoE] Shinji rifiuta la realtà in cui lui non esiste, e il collo di Lilith!Rei si spezza.

[EoE] Il sangue in cielo in “I need you” sembra tagliare in due la luna.

Qui nasce già il primo problema.
Il sangue nella seconda immagine, chiaramente, non è sulla luna, ma nell’atmosfera. Inoltre quando lo 01 si allontana dalla Terra, lo vediamo lasciarsi alle spalle la luna, che si presenta così:

[EoE] La luna dallo spazio alla fine del film.

Il tipo di macchia, per quanto riusciamo a vedere, è più piccola e “tonda”, rispetto a quella del Rebuild.
Un’altra complicazione sorge in 1.0, dove la luna è mostrata così:

[1.0] La luna è “pulita”.

Di certo la luna sta mostrando il suo lato opposto rispetto alle scene ravvicinate. Se vogliamo che lo schizzo di sangue sia lo stesso di The End of Evangelion, però, dobbiamo considerare che era stato fatto sulla faccia “visibile”. Come la mettiamo?

1) Il Second Impact ha modificato l’asse di rotazione terrestre. Nell’ambito della fanta-geografia, non mi sembra impossibile che abbia condizionato in qualche modo anche la visuale della luna dalla terra.
2) La Terra e/o la luna hanno subito, nell’universo del Rebuild, altri mutamenti.
3) C’è una ragione inspiegabile all’interno della storia.
4) Si sono sbagliati. Capita.

Torniamo adesso alla diversità della macchia. Avevamo inizialmente supposto che quella mostrata in The End of Evangelion fosse semplicemente la parte finale dello schizzo. Riguardando il film, però, ho notato questo:

[EoE] Dettaglio del momento in cui il collo di Lilith!Rei si spezza.

Il getto del sangue “rimbalza”, e si forma un secondo schizzo più piccolo.
Il fatto che la macchia di The End of Evangelion sembri diversa da quella del Rebuild potrebbe dipendere da questo: le macchie in End erano due.

Decidete voi. Io trovo che un collegamento così evidente non sia trascurabile, con tutti i possibili dubbi, perché proverebbe una cosa: l’universo del Rebuild è una continuazione, in senso fisico, di quello di Evangelion.

Dialogo sul treno

Lo “scenario mentale” del treno al tramonto, che nella serie faceva la sua comparsa solo nell’episodio 16, appare nel Rebuild subito dopo il combattimento contro Sachiel, prima che Shinji rinvenga in ospedale.

Il treno è vuoto, nemmeno Shinji è presente. Ascolta però il famoso dialogo tra i suoi genitori, che nell’episodio 16 riesce a sentire perché “connesso” a Yui tramite lo 01. In questa scena, a un certo punto, la voce di Yui gradualmente cambia e diventa quella di Rei.

Yui: “Allora, hai scelto il nome?”
Gendo: “Se sarà un maschio, Shinji. Se sarà una femmina, la chiameremo Rei.”
Yui/Rei: “Shinji…Rei…Shinji…Shinji…Ayanami…Shinji…Rei…Rei…Ikari-kun!…Rei…No…Ayanami…Rei.”

A questo punto del Rebuild, Shinji non ha mai sentito la voce di Rei, né conosce il suo cognome. Più inspiegabile, però, è il fatto che lei lo chiami “Ikari-kun”; questo è il modo in cui Rei si rivolge a lui nella serie, ma solo dopo che hanno iniziato a conoscersi.
Questo presuppone che ci sia stato qualcosa prima, e che il treno – come una coscienza collettiva – trattenga i ricordi dei suoi passeggeri.

[1.0] Nello storyboard dell’episodio 14, questa Rei è indicata come “Rei I”.

La Rei che compare è la stessa che Shinji “avverte” durante il test di compatibilità con l’unità 00 nell’episodio 14.

Il Mark 6… l’Eva 01

?
Nei disegni preparatori presenti nel Groundwork di 1.0, il Mark 6 è indicato come “Eva 01”.

Era impossibile non notare la somiglianza tra i due Eva. Durante la costruzione è identico a Lilith (di cui lo 01 – lo dobbiamo ricordare?- è un clone), e ultimato è lo 01 coi colori e il corno leggermente diversi.

[1.0] Il Mark 6 in costruzione.

Nel Rebuild la Seele si riferisce al Mark 6 come al “vero Evangelion”, così come avevano fatto con lo 01 nella serie. In The End of Evangelion avevamo lasciato lo 01 ormai trasformato in un dio (perché provvisto di un corpo immortale, un’anima e il meccanismo S2), mentre si allontanava dalla Terra, e ora lo ritroviamo sulla luna (i Groundwork parlano della sua “estrazione”). Sempre in The End vediamo che l’elmo si è pietrificato, ma non sappiamo niente della faccia, che non è più mostrata chiaramente.

[EoE] Rei osserva l’elmo appena pietrificato dello 01.

Durante le fasi di costruzione si nota che la Seele ha cucito sul volto del Mark 6 una nuova maschera, e che l’elmo vi è stato saldato sopra.

[2.0] Al Mark 6, quasi ultimato, vengono montati l’elmo e la corazza.

Il Mark 6, inoltre, vola e non sembra disporre di umbelical cable.
Quello dalla Terra alla Luna non è di certo un viaggio di soli quattro minuti, neanche per un’Eva, e anzi ci viene fatto intendere che Kaworu inizi la sua discesa dopo aver indossato il plug suit, cioè quando Zeruel arriva a Neo Tokyo 3. Supponendo che il Mark 6 debba anche combattere, è impensabile affidarsi all’autonomia di un normale Eva: solo lo 01 della serie, perché dotato di organo S2, poteva arrivare a tanto.
E poi c’è il volo. Da quando in qua gli Evangelion fluttuano nello spazio? Nell’Endavevamo visto volare gli Evaseries, perché provvisti di ali, e lo 01 ormai onnipotente.

Certo è possibile che tutto questo dipenda dalla presenza di Kaworu, che aveva già fatto qualcosa di simile con l’unità 02 nell’episodio 24, quindi chissà.

Vi lascio con un dubbio: se l’anima di Yui è – come lei stessa afferma in The End – legata eternamente allo 01, allora adesso è nel Mark 6?
E soprattutto: che cos’è e da dove viene, lo 01 del Rebuild?

A proposito: il Mark 6 è stato aperto in due, si notano benissimo le cuciture sul torace, e il nucleo è in rilievo. Adesso che vi ho messo la pulce nell’orecchio, aspettate l’articolo in proposito.

Una storia che si ripete.

Il 28 settembre 2006, Hideaki Anno scrisse di suo pugno il “manifesto” del Rebuild of Evangelion, che venne in seguito utilizzato come volantino pubblicitario, locandina e retro del dvd di 1.0. In questo lungo e toccante testo, afferma:

[…] Eva è una storia che si ripete.
E’ la storia di un protagonista che, malgrado la reiterazione delle stesse esperienze, si rialza costantemente.
E’ la storia di un tentativo, quello di avanzare, di procedere almeno solo di un passo. […]”

E’ inutile dire che, alla luce della teoria del seguito/loop, questo sarebbe un messaggio da troll del cazzo.

…perdonatemi, ho detto “un messaggio da troll del cazzo”? Scusatemi, volevo dire che potrebbe essere un sottile indizio. Dato da un troll del cazzo.

Indizi

Passiamo adesso a elencare tutte quelle cose che, in mancanza di una migliore definizione, chiameremo “il resto” o “mindfuck sfuso”. Si tratta perlopiù di dettagli curiosi, strizzate d’occhio e riferimenti tra le righe, che in seguito alle “prove” sopra descritte assumono però un’inquietante coerenza…

La canzone di Mari.

[2.0] Mari arriva, canta e dà la colpa al braccio se pilota male.

All’inizio di 2.0, appena prima di scontrarsi con il terzo angelo, Mari sta cantando 365 Ho No March(“I 356 passi di Marzo”) di Kiyoko Suizenji, una canzone del 1968 che viene spesso insegnata negli asili. La versione italiana è una fedele traduzione dal giapponese:

“La felicità da sola non arriva
passo dopo passo noi raggiungeremo lei.
Un passo ogni giorno, tre passi in tre giorni
dopo tre in avanti vai indietro di altri due!

Quando a) sospetti di essere in un loop, e b) il film si chiama “you can (not) advance”, una frase come “dopo tre in avanti vai indietro di altri due” si fa notare.

Frasi e affermazioni.

Nel corso di 2.0 i vari personaggi buttano lì affermazioni sul tempo.

Ritsuko: “Oggi è uguale a ieri, domani sarà uguale a oggi.”

Misato: “Ma io non ci tengo affatto a rivivere il passato!”

Ritsuko: “Questa volta potresti vincere.”
Kaji: “Con Misato? Chi può dirlo.”

Nell’episodio 16 della serie, Kaji lascia un messaggio in segreteria a Misato per invitarla a bere saké in “un posto carino”. In 2.0 i due chiaccherano in un posto carino dove, guarda caso, bevono saké, e un cartello sopra il loro tavolo recita: “Ogni incontro è irripetibile”.

Asuka e Shinji.

Un gioco di riferimenti si svolge soprattutto intorno ad Asuka e Shinji. In 2.0 i due non condividono nessuna delle esperienze che li avvicina nella serie, e la dinamica tra loro sembra spesso senza senso, se considerata soltanto alla luce del Rebuild.

[2.0] Misato che, tanto per cambiare, ambisce a fare i miracoli.

Quando i due ragazzi scoprono che vivranno insieme, Misato afferma: “Quello che vi manca, ragazzi, non è altro che un po’ di sana comunicazione”. Nella serie si trattava indubbiamente del loro grande problema, ma nell’universo del Rebuildè solo la seconda volta che si incontrano: non hanno nemmeno avuto il tempo, di non-comunicare.

Sempre Misato chiede ad Asuka “Conosci il verso ‘l’armonia è preziosa’?”. Sembra un riferimento al titolo dell’episodio 9: “L’istante, i pensieri, l’armonia”.

[2.0] A differenza della serie, Asuka va consapevolmente nel futon di Shinji.

Durante la battaglia contro Sahaquiel, Shinji chiama Asuka per nome. Non è da lui prendersi questo tipo di confidenze, nemmeno in un momento di tensione, tant’è che per tutto il Rebuild chiama Rei “Ayanami” nonostante i loro rapporti siano più stretti.

[2.0] Toji prende in giro Asuka e Shinji, che litigano per il pranzo. Si prega di notare l’espressione di malvagità di Kensuke.

La presa in giro di Toji, “Sempre a litigare, piccioncini?” non ha molto senso nel Rebuild, dove Asuka e Shinji interagiscono pochissimo. La stessa cosa vale per la cotta – evidente – di Asuka per Shinji. Se Rei condivide con lui dei lunghi momenti che giustificano il loro avvicinarsi, non è lo stesso per Asuka. Il suo interesse, in realtà, sembra paradossale.

Certo, un tale spaventoso buco di caratterizzazione può anche essere spiegato con il fatto che, essendo il Rebuild un (falso) riassunto che vorrebbe condensare ventisei episodi e un film in una manciata d’ore (come in Giappone capita da sempre con moltissime serie, per esempio Hokuto no Ken, Gurren Lagann, Madoka Magica…), gli autori non sentano il bisogno di usare tempo prezioso per spiegare qualcosa che i fan danno già per scontato. E’ possibile anche che alcune scene che spieghino l’avvicinamento di Asuka a Shinji, speculari o complementari alla serie, siano state scritte e poi cestinate per motivi di spazio, tenendo però intatte le conseguenze. Possiamo pensare, insomma, che lo studio Khara abbia lavorato in maniera approssimativa.

Oppure possiamo pensare che ci sia un motivo.

L’SDat

In 1.0, come nella serie, l’S-Dat di Shinji riproduce soltanto due tracce: la numero 25 e la numero 26. Unica eccezione era stata, fin’ora, la batteria scarica in The End of Evangelion.

[2.0] Scoprendo la traccia 27, Shinji commenta: “Ma che strano…”


L‘arrivo di Mari, però, fa scattare la traccia numero 27.
Mari rappresenta il punto di rottura dalla serie, per tanto il cambio di traccia è senza dubbio simbolico. Tuttavia, non possiamo ignorarlo: l’SDat di Shinji, bloccato in un “loop” di due tracce, finalmente “va avanti”.

Rei IV e Rei V.

Nei dischi 1 e 2 della colonna sonora originale della serie, le tracce dedicate a Rei si chiamano “Rei I”, Rei “II” e “Rei III”. In quella di 1.0, due di quelle stesse tracce, riarrangiate, si chiamano “Rei-Opus IV” e “Rei-Opus V”.

Lungi dal dargli importanza, una curiosità: una quarta e una quinta Rei compaiono anche nella graphic novel Evangelion: Anima. La prima odia Shinji, in quanto lo ritiene responsabile per il fallimento del Progetto per il perfezionamento dell’uomo. La seconda ricorda molto, per caratteristiche, la Rei del Rebuild.

Rapporto provvisorio Progetto per il perfezionamento dell’uomo.

Nell’episodio 2 della serie, la mattina dopo la battaglia tra lo 01 e il terzo Angelo il comandante Ikari è in riunione con la SEELE per fare il punto della situazione: dopo le solite cazzate di routine (tutto come allora, bla bla bla, i costi di riparazione degli Eva, bla bla bla), la commissione ricorda a Gendo che nonostante l’arrivo degli Angeli la sua occupazione primaria rimane lo sviluppo del Progetto per il perfezionamento, e viene inquadrata una cartella sulla scrivania di Gendo che reca la scritta “Progetto per il perfezionamento dell’uomo, 17° rapporto provvisorio”.

[NGE] Progetto per il perfezionamento dell’uomo, 17° rapporto provvisorio

La stessa scena si ripete pressoché speculare in 1.0: la riunione tra Gendo e la Seele all’indomani della battaglia tra lo 01 e Sachiel (che nella versione cinematografica è identificato come il quarto Angelo, non più il terzo), le solite considerazioni sulla venuta degli Angeli, le lamentele per i costi di riparazione e il rimando al Progetto per il perfezionamento… Sennonché, reggetevi forte, il rapporto sulla scrivania di Gendo non è più il 17esimo, è diventato il 27esimo!

[1.0] Progetto per il perfezionamento dell’uomo, 27° rapporto provvisorio
(notare che il 27 è addirittura sottolineato! ci prendono per il culo, palesemente)

Potrebbe non voler dire un bel cavolo di niente? Certo, ma non possiamo fare a meno di chiedercelo: perché in un film fatto quasi al 50% di footage riciclato dalla serie, gli autori si sono presi il disturbo di rifare un fotogramma per nulla significativo? È una scritta nera su fondo bianco, in fondo, all’interno di una scena in cui conta molto di più quello che viene detto (si introducono la Seele, il Perfezionamento e l’idea che gli Angeli fossero attesi), che non quello che viene mostrato.

La SEELE la sa lunga. Cioè, ancora più lunga.

Nella serie la Seele pare all’oscuro del fatto che Gendo intendesse mettere Shinji a bordo dello 01, nella riunione sopraccitata, all’indomani dello scontro da lo 01 e il terzo Angelo, lo accusa addirittura di aver scelto suo figlio come pilota per la “soddisfazione” sue e di Shinji (questa poi!), mentre in 1.0, nella stessa scena, si parla de “l’acquisizione del Terzo Ragazzo” come di una tappa prevista e fondamentale. Potrebbe darsi che la Seele abbia semplicemente un maggior controllo sugli eventi rispetto alla serie, oppure che agisca in base a quanto già accaduto perché ne è in qualche modo a conoscenza. Questo potrebbe essere legato, insieme a molti altri indizi e strane coincidenze, ai Testi Apocrifi dei Rotoli del Mar Morto, menzionati da Gendo durante la visita alla base sulla luna in 2.0. Ma di questo parleremo in modo approfondito in un articolo apposito.

Conclusione

Il Rebuild è davvero un seguito della serie? Probabilmente sì. Fermi, però. È di Hideaki Anno e della sua posse di geniali stronzi, che stiamo parlando.

Possiamo abbandonare fin da subito l’idea di alzarci dopo Final con la confortante sensazione di avere, finalmente, tutto chiaro. Anzi, più spesso l’idea del seguito verrà suggerita, più è probabile che resti implicita. Questo “reset” ha una causa? È stato voluto da un personaggio, e da chi? La storia di Eva si è già ripetuta, e quante volte? Si ripeterà anche dopo il Rebuild? Chi sa che cosa, e perché?

Non dimentichiamoci, inoltre, che Evangelion è nato per fare metacomunicazione. Bastano i riferimenti al teatro, che sono onnipresenti, per capirlo. Questo significa che non dobbiamo avere la pretesa di considerare Eva in modo lineare, ma accettarlo invece come un grande gioco tra autori e spettatori, basato sul loro desiderio di sorprenderci e sul nostro di essere sorpresi. Non dobbiamo, per questo, aspettarci che un personaggio si erga spiegando “sì, questo è un loop”, perché sarà di certo una cosa più metaforica di così.

Non so se avremo mai una risposta precisa alle nostre domande, ma guardate il lato positivo: se dopo diciassette anni dalla sua uscita stiamo ancora parlando di Evangelion, significa che in fondo è più divertente così.

Il canone di Evangelion e l’ordine in cui seguire la storia

UN CHIARIMENTO: IL CANONE DI “EVANGELION”

Il mondo di Evangelion è contemporaneamente vasto e ristretto.
Vasto perché negli anni il nome “Evangelion” è stato utilizzato per rifilarci una serie di cose più o meno immonde, da videogiochi, sketch in 3d e fumetti apocrifi che definire “brutti” è fargli un complimento. Ristretto perché nessuna di queste cose ha una reale attinenza col canone di Evangelion, e quindi con la sua trama reale, che si compone dei soli ventisei episodi dell’anime più un film, “The end of Evangelion”. Tutto quello che non è compreso in questo arco è un più.  Questo significa che anche lo stesso manga non è canon (il suo autore, a differenza di come alcuni credono, non è il regista Hideaki Anno, ma il character designer Yoshiyuki Sadamoto). Quanto succede nel manga rimane nel manga, non ha influenza sulla storyline principale e anche le variazioni sulla trama e sui personaggi sono, appunto, variazioni. In poche parole: il manga non contraddice mai la serie e in nessun modo la sostituisce.

Nel 2007 è comiciata la quadrilogia cinematografica nota come “Evangelion, nuova versione cinematografica” o “Rebuild of Evangelion”.  Anche il Rebuild fa canon a sé e non sostituisce gli eventi originali.
Insomma:  questa è una guida su come guardare Evangelion.

Neon Genesis Evangelion (Shin Seiki Evangelion)

“Il porcospino avrebbe voluto fare amicizia con il prossimo, ma quando si avvicinava a un suo simile entrambi si ferivano con gli aculei che ricoprivano i loro corpi.”

Che cos’è: l’anime prodotto dallo studio Gainax, ideato e diretto da Hideaki Anno e andato in onda per la prima volta su TV Tokyo tra l’ottobre 1995 e il marzo 1996. E’ composto da 26 episodi della durata di circa venti minuti l’uno. Quando si parla di Evangelion si parla di quest’anime.
Descrizione: è ben noto che, alla sua prima trasmissione, Evangelion non fu cagato da anima viva. Ne seguì una vera e propria emoraggia monetaria, che costrinse la Gainax a strisciare sui gomiti fino all’ultimo episodio e a interrompere prematuramente il progetto. A partire dall’episodio 16 si assiste a un continuo riciclo delle animazioni, anche se l’apice della povertà di mezzi si raggiunge con gli episodi 25 e 26, composti praticamente solo da immagini statiche, schizzi e testi su fondo nero. E’ stato solo dopo la sua conclusione (e in particolare con l’uscita dell’home video) che Evangelion raggiunse un successo improvviso e sfrenato, conquistando la critica e diventando un fenomeno commerciale e culturale, prima nazionale e poi mondiale. Conoscere questo retroscena aiuta a giudicare Evangelion nella sua interezza. Giustifica, per esempio, la scansione apparentemente assurda dei tempi, segnati da una partenza molto lenta, una parte centrale che si dilunga in episodi riempitivi, e un ciclo finale che invece picchia duro lasciandoti senza fiato.
Sebbene Hideaki Anno affermi che “Evangelion è un puzzle” al quale non ha mai avuto l’intenzione di fornire tutte le risposte, è anche vero che la serie era evidentemente pensata per essere più lunga. Per questo molti elementi della trama, che forse si sarebbero dovuti risolvere, sono invece rimasti in sospeso. Niente che quattordici anni di studi e teorie comparate dei fan non abbiano (più o meno) risolto.
Director’s cut: grazie all’inaspettata pioggia di soldi, la Gainax poté rimettere mano agli episodi che più avevano sofferto del taglio di fondi, completandoli con scene aggiuntive e rifacimenti grafici. Chiamarono questi cambiamenti “director’s cut”. Non si tratta di extra, ma di veri e propri pezzi della trama, indispensabili per la sua comprensione. Assicuratevi sempre di stare guardando la versione director’s cut, di solito segnalata come “Renewal of Evangelion“. In Italia le vhs furono distribuite coi director’s cut, mentre in seguito vennero proposti dei discutibili dvd con la prima edizione televisiva, sostituiti da qualche anni dalla nuova versione (che in realtà, per noi, era la vecchia) chiamata “platinum edition”.
Come guardarlo: proprio per questa sua costruzione incostante, è impossibile farsi un’idea di Evangelion basandosi solo sui primi episodi, per il semplice fatto che non corrispondono né allo spirito né alle atmosfere dei successivi (che non corrispondono, a loro volta, allo spirito e alle atmosfere dei successivi ancora). Può sembrare paradossale, ma in mancanza di tempo e/o voglia consiglio una visione “a pezzi”, pescando qua e là tra i ventisei episodi, magari seguendo un ordine cronologico. E’ comunque meglio che annoiarvi a morte e lasciare all’episodio quattro una serie straordinaria senza averla davvero conosciuta.
Se  vi stufate facilmente, ma volete farvi lo stesso l’idea, gli episodi dal 21 al 24 sono quelli obbligatori: sono così belli che non serve avere idea di cosa diamine stia succedendo per apprezzarli. Aggiungete anche il 15 e il 19, magari. E sì, vabbé, non guardatemi così: è chiaro che per me dovreste vederlo tutto, punto.
Note: adattamento e doppiaggio italiani sono straordinari, la recitazione si mantiene sempre su un livello altissimo che arriva a tratti all’eccellenza. Insomma, vale stranamente la pena di recuperarlo nella nostra lingua. Al contrario, i responsabili della versione americana dovrebbero essere mutilati. Giapponese con i sottotitoli, piuttosto.
[edit del 23 giugno 2019] Evangelion è oggi disponibile su Netflix, ma con un nuovo adattamento e un nuovo doppiaggio. Senza sprecarsi in questa sede in commenti specifici, tale adattamento è piuttosto farraginoso e quindi di comprensione meno “liscia” di quello classico. Si consiglia la visione della versione giapponese coi sottitoli, che sono un po’ “affettati” e perdono qualche sfumatura, ma almeno sono molto chiari.
Devi guardarlo?: sì, cazzo, devi.

EVANGELION: DEATH(TRUE)²

“Le lancette dell’orologio non possono tornare indietro, ma possiamo forzarle in avanti usando le mani.”

Che cos’è: il primo film di Evangelion, uscito nella primavera del 1997.
Descrizione: il film è diviso in due parti. La prima, “Death”, è un riassunto della serie dal primo al ventiquattresimo episodio, e segue un ordine tematico anziché cronologico. Si concentra molto sullo stato emotivo dei personaggi e le loro relazioni, dedicando pochissimo tempo alle battaglie e ignorando quasi del tutto i misteri. Se stavate pensando di guardare questo film al posto della serie, rinunciateci: è integrativo, ma non sostitutivo. “Rebirth” è invece la prima parte di “The End of Evangelion”, il film conclusivo, che uscì più tardi nello stesso anno.
Note: con l’uscita di “The End of Evangelion”, “Rebirth” è diventato obsoleto ed è stato così scartato per precisa scelta della stessa Gainax. Per questo motivo la versione definitiva è intitolata “Death(True)2″, sebbene solitamente ci si riferisca ancora al film come a “Death&Rebirth”.
Devo guardarlo? bella domanda. Sicuramente non sostituisce la visione della serie, ma la illumina sotto una nuova luce, con alcune significative aggiunte, adottando una serie di punti di vista inediti e mai scontati. È comunque un prodotto a uso esclusivo di chi è già fan, noi per primi abbiamo impiegato un po’ a capirne il valore. Volendo, potete saltarlo a pié pari e tornarci quando sarete in grave astinenza — sapete che succederà.

THE END OF EVANGELION

“Nessuno mi vuole. Allora morte, morte a tutti.”

Che cos’è?: il secondo e ultimo film di Evangelion, che ne chiude in modo definitivo la storia. E’ diviso in due parti: “Air / Love is destructive” e “A te il mio animo sincero / One more final: I need you“. Tra le due parti ci sono i titoli di coda, per questo quelle creature brillanti dei giapponesi alla prima del film si sono alzati e se ne sono andati, soddisfatti per aver visto circa dieci minuti in più rispetto al film precedente.
Descrizione: “The End of Evangelion” copre gli ultimi due episodi della serie, indicati rispettivamente come “episodio 25′ ” ed “episodio 26′ “. Il tono del film è immaginabile dalla rassicurante locandina qui sopra. Molti pensano a “The End of Evangelion” come a una sorta di “sfogo” di Hideaki Anno, che ha messo in scena una carneficina per punire i fan di non aver capito il significato del finale originale. Lui ha sempre negato questa voce, tra l’altro un po’ ingenua: ma lo avete visto Evangelion? Mi pare che Anno fosse a suo agio nel punirci pure in corso d’opera. La carneficina, comunque, era già programmata, è evidentissimo dall’episodio 25 tv, che sarebbe appunto dovuto essere “Air” (ma sapete com’è, con dieci euro di budget era un po’ difficile animarlo). Le effettive o presunte differenze tra i due finali sono tutt’oggi oggetto di discussione tra i fan, ma rimane il fatto che “The End of Evangelion” va visto per due motivi: il primo è che chiude “Evangelion”, il secondo è che è una meraviglia.
Note: l’edizione italiana di “The End of Evangelion” ha una storia lunga travagliata. Prima di tutto ci ha messo all’incirca quindici secoli a uscire, ragion per cui quand’è in fine successo l’avevamo già visto tutti in giapponese coi sottotitoli in inglese. Il primo doppiaggio risale al 2005, ad opera di Panini Video, che recuperò gran parte del cast originale (la mancanza più sentita è certamente quella di Stella Musy come Misato). Perché doppiare nel 2005 un film del 1998 che chiude una serie del 1995 che ha avuto la sua massima popolarità internazionale nel 2001? Non lo so. O meglio, lo sospetto, questioni coi diritti, ma questo non toglie che già si partiva col piede sbagliato. In effetti il doppiaggio si rivelò disastroso. Il cast – di per sé eccellente – fu mal diretto, l’adattamento fu eseguito tant’al chilo e in generale il risultato fu mediocre e inascoltabile per chi era invece abituato alla qualità della serie tv. Tanto per fare un esempio della superficialità del lavoro,  durante la sequenza del Perfezionamento un urlo angoscioso di Shinji è accompagnato dalla scritta “(silenzio)” sullo schermo bianco. Ecco, Panini l’ha preso in parola e infatti Shinji non urla. Massì, in fondo è solo il picco di tensione emotiva della parte più importante del film,  era sacrificabile. Glissiamo su Kaòru che diventa Kauàru. A seguito di questo scempio, nel 2009 Dynit (ex-Dynamic, già responsabile della serie) fece uscire una nuova versione di “The End of Evangelion” e “Death(True)2″ col titolo “Evangelion: The feature film”. Si tratta di un’edizione degna dell’originale, finalmente (ci sono voluti solo undici anni!), con l’unico neo di Valentina Mari, che perso completamente il personaggio di Rei si esibisce in qualcosa che non è Rei e non è Yui.
Devo guardarlo?: sì e sì.

REBUILD OF EVANGELION (Evangerion Shin Gekijōban)

“Sento che Eva ormai è vecchio. Ma negli ultimi dodici anni non ci sono stati anime più nuovi di Eva.” – Hideaki Anno

Che cos’è?: nel 2006 Hideaki Anno ha fondato lo Studio Khara (che riunisce gran parte dello staff che aveva già lavorato all’anime originale) e annunciato una nuova serie di quattro film su Evangelion. Lo scopo? “Distruggere Eva con Eva”. Il primo film venne annunciato col titolo provvisorio di “Evangelion nuova versione cinematografica: Prelude” (“P”) e uscì nel 2007 con quello definitivo e internazionale di “Evangelion 1.0: You are (not) alone“. Il secondo, “Evangelion nuova versione cinematografica: Break” (“B”) uscì nel 2009 come “Evangelion 2.0: You can (not) advance“. Dopo una lunga, lunghissima gestazione, “Evangelion nuova versione cinematografica: Quickening” (“Q”) è uscito nel novembre 2012 con il titolo di “Evangelion 3.0: You can (not) redo“. L’ultimo capitolo – atteso per MAI, visti i tempi – ha il titolo provvisorio di “Evangelion nuova versione cinematografica :||” o “Final“.
Descrizione: vi dico subito che questi film non sono un remake della serie. Malgrado quello che ci aspettavamo, e che 1.0 lasciava in parte supporre, si tratta di una storia diversa, che parte dallo stesso inizio per procedere su binari paralleli verso un finale diverso. Possiamo, insomma, considerarlo un universo alternativo. Questo significa che il “Rebuild” non si sostituisce alla serie, ma va considerato a tutti gli effetti come un’opera a parte – almeno finché la Khara non si deciderà a finirlo, rivelandoci se davvero, come in molti ipotizziamo, si tratti di un sequel. Se “P” conduceva gradualmente i fan verso l’idea di un cambiamento, “B” ci ha letteralmente travolti, scatenando reazioni brutali, contrastanti e non sempre positive. In questo senso, mai ci fu titolo più azzeccato di “Break”. Il ribaltamento del ruolo di Asuka (ribattezzata “Asuka Shikinami Langley”) e l’introduzione di un nuovo pilota, Mari Illustrius Makinami, sono stati gli scossoni più evidenti, ma non gli unici. Preferisco non parlare qui di questo progetto, perché mi dilungherei. Dirò semplicemente che a me piace (ma sono arrivata a questa soluzione dopo una lunghissima contrattazione con me stessa) e che credo tutti i nodi verranno al pettine nei prossimi film, per questo sospendo il giudizio fino ad allora. Quella che certamente respingo è l’idea di una trovata commerciale senz’anima, fatta solo per guadagnare, e questo per due motivi:
1) Eva ha dimostrato negli anni di poter guadagnare benissimo su trovate commerciali senz’anima anche senza scomodare il suo creatore.
2) Io sono un’ingenua, e voglio credere nel cuore di Hideaki Anno e del suo staff. Evangelion è un brand iper-commercializzato, ma un’opera in tutto e per tutto anti-commerciale, della quale gli autori hanno difeso l’integrità artistica anche nei casi estremi, come le minacce e gli atti di vandalismo usati dai fan sullo studio Gainax a seguito del finale della serie. Anche se non nego che moltissimi aspetti del “Rebuild” facciano pensare ad una svolta commerciale, voglio comunque sperare in Anno e nel resto dello studio Khara. Se poi mi sbaglierò, allora sarò comunque contenta di averci creduto. Sento di doverlo, a quest’uomo e al suo staff.
Inoltre il Rebuild è comunque un ottimo punto di partenza per chi non ha mai visto la serie e tende magari a non essere abbastanza costante o, semplicemente, abbastanza immerso in questo mondo per farlo. Lo straordinario impatto visivo aiuta ad accalappiarsi anche gli scettici, il che è una gran cosa, ma subito dopo i fan vi urleranno “ORA DEVI GUARDATI LA SERIE CHE’ E’ PURE MEGLIO”, sappiatelo.
Note: non fatevi confondere dai numeri, le versioni “.0” dei film sono quelle cinematografiche, mentre quelle coi numeri ripetuti (.11, .22, .33) sono quelle sistemate e con aggiunte per l’home video. L’unica eccezione è il primo film, che conta anche una versione .01.
Devo guardarlo?: sì. Il mio consiglio è quello di gustarvi il “Rebuild” sforzandovi, dove possibile, di non paragonarlo all’originale, che rimane senza dubbio – pur coi suoi difetti – un’opera difficilmente eguagliabile. E’ pur vero che il limite del “Rebuild”, preso di per sé, è quello di non riuscire a instaurare lo stesso filo emotivo coi personaggi (sebbene questi siano, nel senso “crudo” del termine, più simpatici), e il fan sarà quindi condotto per forza di cose a integrare le mancanze coi ricordi della serie. Ma questo limite è, a modo suo, anche una ricchezza. D’altro canto, il ritmo narrativo meglio misurato e la qualità sconcertante dell’animazione (almeno nel secondo film, il primo era un po’ un copia-incolla con tanto di footage riciclato) rendono il “Rebuild” una delizia a prescindere, puro godimento se non altro per gli occhi.