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NGE: Second Impact, First Impact

Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la fine del mondo

Secondo un calendario maya che non contiene immagini succinte di Asuka, Rei e Misato – e quindi per quel che ci riguarda NON ESISTE – oggi 21 dicembre 2012, dovrebbe essere la fine del mondo. I veri motivi per cui questo non è possibile sono due:

1) Marty McFly ha viaggiato nel 2015;
2) l’attacco del Terzo Angelo è previsto per il 2015.

Nel presunto giorno dell’Apocalisse, però, noi Magi non potevamo esimerci dal presentarvi una pagina ricca di dati, analisi e fatti sulle nostre fini del mondo preferite: gli Impact.
Nei programmi questo sarebbe dovuto essere un breve post riassuntivo, invece sono diventati tre e incasinati come poche altre cose al mondo: la fatica che farete voi a leggere non è nemmeno la metà di quella che abbiamo fatto noi a scrivere, se vi consola. Ma bando alle introduzioni, estendete al massimo i vostri AT-Field (che se cadono è un problema, specie in questa circostanza) e avviate una qualche musica carina: non è la fine del mondo, senza un’estraniante musica carina.

SECOND IMPACT

La tragedia da cui tutto ha avuto inizio — più o meno. Un’esplosione di energia verificatasi nel continente antartico risultante nello scioglimento istantaneo dei ghiacci e nella scomparsa di qualunque forma di vita in un’area perfettamente definita nel raggio di migliaia di chilometri. Ufficialmente attribuita allo schianto di un meteorite di enorme massa sulla superficie terrestre, è stato in realtà causato da Adam, il primo Angelo.

[Death(true)²] il Second Impact visto dallo spazio

Datazione: 13 settembre 2000. / Coordinate: Polo Sud.

Quando lo vediamo. Citato costantemente nel corso della serie, veniamo a conoscenza delle cause ufficiali nell’episodio 4 (attraverso i dialoghi di un film di fantascienza che Shinji vede al cinema), di quelle reali nell’episodio 7 (Ritsuko lo spiega a Shinji), lo vediamo per la prima volta in un flashback nell’episodio 12 (la stessa scena, migliorata graficamente, è presente in Death(true)²) e poi in alcuni filmati di repertorio — registrazioni effettuate nella base del Polo Sud — nei director’s cut all’inizio dell’episodio 21 (già proposti anche questi in Death).

Misato Katsuragi, all’epoca 14enne, è l’unica testimone in vita del Second Impact

Cause. Nel 2000 la spedizione Katsuragi, guidata dal padre di Misato, si trova al Polo Sud per studiare un essere rinvenuto in mezzo ai ghiacci, denominato Adam. Per dare una spiegazione alla fonte energetica apparentemente inesauribile che alimenta il gigante, il professor Katsuragi formula la teoria del Super Solenoide (da cui l’idea di un organo o meccanismo S²): lo scopo ultimo della spedizione Katsuragi è carpire i segreti e (presumibilmente) impadronirsi di questo potere, ma qualcosa durante i test va storto e Adam salta in aria. Per gran parte della serie le cause esatte dell’incidente rimangono vaghe, ma nei director’s cut dell’episodio 21 viene fatto intendere abbastanza chiaramente che ciò che ha causato il “risveglio” di Adam e la conseguente esplosione è un “esperimento di contatto” tra il primo Angelo e un essere umano (interpretabile come un tentativo di fusione, simile forse agli esperimenti di attivazione degli Eva con pilota umano).

Ricerca dei colpevoli. Sebbene chi conosce la verità sul Second Impact attribuisca la causa dell’incidente all’errore umano degli scienziati del team Katsuragi, è fortemente suggerito che la tragedia sia quantomeno una corresponsabilità della Seele, che sapeva sarebbe accaduto grazie ai rotoli del Mar Morto e non ha fatto niente per impedirlo (dai flashback dell’episodio 21 sappiamo che il presidente Keel era presente insieme a Gendo nella base del Polo Sud pochi giorni prima dell’incidente).

Cosa succede. Del DNA umano (nei DC si parla di un donatore, non di una cavia, il che farebbe pensare pensare che si tratti di meteriale genetico — come sangue o DNA — e non di una persona vera e propria) entra in contatto con Adam: è difficile capire quale fosse l’intento, forse ridurre le dimensioni di Adam, portarlo ad assomigliare a un essere umano, o forse di poterlo “pilotare” come un Eva, ma il risultato è che il contatto causa il risveglio del gigante dal suo stato di animazione sospesa, che libera una quantità di energia generando una tremenda esplosione.

Pensate a quando nell’episodio 23 lo 00 risucchia il sedicesimo Angelo al suo interno: una copia di Adam assorbe al suo interno un organismo estraneo, il suo nucleo collassa e l’Eva salta in aria distruggendo Neo Tokyo 3. Cause ed effetto sono simili, ma qui si tratta di un essere infinitamente più potente e dotato di energia illimitata: i danni sono esponenzialmente maggiori.

[sx: episodio 23; dx: episodio 12] Lo 00, un attimo prima del collasso, si trasforma in un gigante di luce proprio come Adam.

Ma non è finita: oltre all’energia liberata, sufficiente liquefare l’intero continente antartico, Adam, “risvegliatosi”, spiega le ali ed espande un campo Anti-AT Field che inizia a cancellare tutte le forme di vita “estranee” (cioè non discendenti da Adam) nel raggio di chilometri.

[Death(true)²] Similmente a quanto vediamo accadere in EoE durante il Third Impact causato da Lilith, abbiamo motivo di pensare che i puntini luminosi attorno alle ali di Adam siano le anime delle persone liquefatte a causa dell’Anti-AT Field dell’Angelo

In qualche modo però gli scienziati (o la Seele?) riescono a bloccare Adam, usando la Lancia di Longinus fermano il disastro prima che sia troppo tardi. Ciò che è accaduto al Polo Sud, l’estinzione assoluta di ogni forma di vita fino ai microorganismi (si parla, cito testualmente, di “disintegrazione a livello quark”) e il mutamento della composizione atmosferica che trasforma l’area in un ambiente invivibile, sarebbe potuto estendersi all’intera superficie terrestre.

Aftermath. Il Second Impact causa lo scioglimento dei ghiacci del Polo Sud, l’innalzamento del livello del mare, una serie di disastri ecologici e lo spostamento della Terra dal proprio asse con conseguente sconvolgimento delle stagioni. I cataclismi naturali causano la morte di circa 2 miliardi di persone e il caos che segue, tra guerre e carestie, la morte di un altro miliardo, dimezzando di fatto la popolazione mondiale. Il continente antartico, toccato dall’anti AT Field di Adam, è ora un “Mar Morto”, un’area completamente sterile (Gendo lo definirà “un mondo purificato dal peccato originale”) che non ammette alcuna forma di vita: l’aspetto è quello di un oceano rosso sangue dove affiorano di tanto in tanto gigantesche colonne di sale, visibile come una macchia rossa anche dallo spazio.

[Episodio 12] Il Mar Morto

La lancia di Longinus è andata perduta (verrà recuperata solo nel 2015, come visto nell’episodio 12) e Adam regredisce  allo stato di un embrione (e poi bloccato nella bachelite speciale per evitare che si rigeneri), ma dall’esperimento di contatto, dalla fusione, cioè, tra Adam e DNA umano, nasce anche il diciassettesimo Angelo, “Tabris”, dentro il quale alloggia l’anima di Adam (impossibile dire se di sua spontanea volontà o in qualche modo indotta): Kaworu Nagisa, nato nel giorno del Second Impact, è a tutti gli effetti la reincarnazione del primo Angelo (similmente, nel 2004, la Nerv troverà il modo di alloggiare l’anima di Lilith all’interno del corpo clonato di Yui Ikari: tale è Rei Ayanami).

[Episodio 8] Adam, regredito allo stato embrionale


Kaworu Nagisa, un Angelo dall’aspetto umano e contenitore dell’animo di Adam

[Episodio 24] Kaworu Nagisa, un Angelo dall’aspetto umano, contenitore dell’anima di Adam

FIRST IMPACT

Se il Second Impact si chiama così, per forza di cose deve essercene stato un primo. Questo nella serie non viene mai spiegato — eccezion fatta per un veloce accenno su un documento che Shinji sta leggendo nell’episodio 7 –, ma non è difficile intuire di cosa si tratti: se la causa ufficiale del Second Impact è lo schianto di un meteorite sulla superficie terrestre, deve essere un meteorite anche la causa del First. Quello che si suppone abbia causato l’estinzione dei dinosauri (nota nella comunità scientifica come Alvarez hypotesis), forse, o, più probabilmente, quello che ha portato alla formazione della Luna. D’altra parte, se la storia del Second Impact è una mera copertura, è così difficile che lo sia anche questa? Sebbene non sia mai stato detto esplicitamente, l’ipotesi più diffusa è che il First Impact rappresenti l’arrivo di Lilith sulla Terra e il diffondersi della vita come noi la conosciamo.

Datazione: Tra i 4,5 miliardi (formazione della Luna) e i 65 milioni (estinzione dei dinosauri) di anni fa.

Coordinate: L’attuale zona di Neo Toky 3, nel punto esatto in cui ora si trova il Geofront.

Quando lo vediamo. Mai. Se ne parla solo nel testo scolastico sopracitato, nelle “Classified Information” (una serie di spiegoni — non affidabili al 100% — sbloccabili come materiale bonus all’interno del videogioco per PS2 Neon Genesis Evangelion 2) e in questo fantastico video esplicativo realizzato dalla Gainax.

[Episodio 7] un testo scolastico parla del Second Impact e accenna alla natura del First. La traduzione viene dall’edizione americana dei dvd di Eva, ringraziamo per l’immagine i cugini ricchi di Evageeks

[Episodio 7] un testo scolastico parla del Second Impact e accenna alla natura del First. La traduzione viene dall’edizione americana dei dvd di Eva, ringraziamo per l’immagine i cugini ricchi di Evageeks

Cause. Sconosciute/non rilevanti.

Cosa succede La cosiddetta “Luna Nera”, cioè l’uovo di Lilith cade sulla Terra. Come, da dove e perché sono tutte domande che non troveranno mai risposta — e nell’economia della storia non è così necessario che la trovonio. Poiché la Seele si riferisce agli uomini come “falsi” successori, è probabile che la Terra non fosse la giusta destinazione di Lilith, che non spettasse a lei colonizzarla, o che Adam fosse arrivato prima. Non conosciamo i dettagli di quello che accade (perché, ad esempio, anche se arrivata dopo, sia Lilith a popolare la Terra e non gli Angeli venuti da Adam), ciò che è chiaro però è che un liquido secreto da Lilith — da cui, nel presente, sarà sintetizzato l’LCL indispensabile per pilotare gli Eva — ricopre completamente la superficie terrestre: è il brodo primordiale da cui nasceranno le forme di vita “fondate su Lilith”, vale a dire gli uomini, il 18esimo Angelo (non abbiamo idea di quale sia la posizione di Eva sull’evoluzione, quindi, vi prego, non entriamo neanche in argomento).

Lilith, “madre” del genere umano

Lilith, “madre” del genere umano

Aftermath. A seconda di quando sia avvenuto l’impatto, ci sono ipotesi diverse sulle conseguenze, entrambe affascinanti e entrambe in grado di “risolvere” alcuni grandi misteri della scienza.

  • 65 milioni di anni fa: l’arrivo di Lilith sulla Terra causa l’estinzione di tutte le forme di vita “non basate su Lilith”, cioè i dinosauri, forse a causa dell’energia liberata dall’impatto, o forse perché il brodo primordiale/LCL che promuove la vita dei discendenti di Lilith rende, contemporanenamente, impossibile la sopravvivenza di forme di vita diverse (come, nel presente, il mare rosso del post-Second Impact);
  • 4,5 miliardi di anni fa: gli enormi detriti sollevati dall’impatto tra l’uovo di Lilith e la Terra rimangono nell’orbita attorno al pianeta e per effetto della forza gravitazionale si riuniscono formando il satellite natuale che è la Luna. Togliendo Lilith dall’equazione, si tratta di una delle teorie più accreditate per spiegare l’origine della Luna e in scienza è detta “Teoria dell’impatto gigante” — suona qualche campanella?

In entrambi i casi, la Luna Nera rimane intatta, con Lilith al suo interno, nel sottosuolo dell’area dove sarà costruita Neo Tokyo 3. Nel corso dei millenni questa specie di “guscio” si riempirà di detriti fino all’89% del suo volume totale e nello spazio rimasto libero verrà costruito il Geofront e il quartier generale della Nerv (“la struttura che consuma tutto ciò che il genere umano possiede”). Di fatto Lilith non si è mai spostata di un millimetro dal punto in cui è caduta: il Terminal dogma in cui ora il gigante è crocefisso coincide col centro esatto della Luna Nera.

Schizzi del Geofront

Disegni preparatori del Geofront, ancora grazie a Evageeks

NOTE: La Luna Nera/Geofront ha un diametro di 13,7 km, simile a quello del meteorite che si suppone abbia causato l’estinzione dei dinosauri, stimato attorno ai 10 km. La Luna ha invece dimensioni decisamente maggiori, con un diametro di circa 2400 km, e secondo la Teoria dell’impatto gigante il corpo che si è schiantato sulla Terra causandone la formazione doveva essere grande più o meno quanto Marte (circa 6800 km di diametro)

Death & Rebirth: Program Book – Children

E’ tradizione che, in Giappone, alle uscite cinematografiche di Evangelion si accompagni la vendita dei fantomatici program book. Si tratta di libri ufficiali, e quindi canon, contenenti informazioni, disegni preparatori, altre immagini, interviste…e sì, nel caso di Evangelion provano pure a spiegare la trama, visto che né i film né la serie ci riescono un granché bene. Senza dubbio il program book più famoso – anche se è hot right now quello di Q – è il Red Cross Book, che uscì con The End of Evangelion. Tuttavia, siccome è inflazionato e a noi piace fare i fighi, abbiamo deciso di tradurre queste pagine contenute nell’edizione speciale del program book di Death & Rebirth, che parlano dei Children. Si tratta di descrizioni suggestive, che danno una buona idea dei personaggi pur non dicendo sostanzialmente nulla di nuovo, e aiutano a metterne in luce alcuni aspetti. In particolare il breve e fulminante elenco dei modi in cui Shinji vede le persone attorno a sé è interessante.

Il testo è stato originalmente tradotto da The Evangelion Otaku Page, gli eroi che sono online dal 1998. Considerate che è stato fatto pochissimo adattamento, preferendo preservare l’originale dove possibile.

Shinji Ikari – Una malattia mortale

Un’animo vigliacco. Un cuore che aspetta. Il desiderio di essere amato.

Shinji Ikari.

Per una curiosa coincidenza, arriva sul luogo del suo destino contemporaneament all’attacco di un Angelo – il primo in 15 anni. Ordini di suo padre. Le aspettative degli adulti. Una giovane ragazza ferita. “Non devo fuggire.”
Ripetendo queste parole come un incantesimo, Shinji sale sull’Eva.

Missione. Berserk. Battaglia. Difesa. Strategia. Sconfitta. Blocco. Sconfitta del nemico. Diserzione. Berserk. Distruzione.

Mentre le battaglie contro gli Angeli continuano, Shinji incontra varie persone.

Rei Ayanami — Bende. Misteri. Indifferenza. Un oggetto d’interesse. Madre.

Soryu Asuka Langley — Ragazza. Sconcertante. Formidabile. Indecifrabile. Sesso.

Misato Katsuragi — Adulto. Superiore. Invadente. Soldato. Famiglia.

Gendo Ikari — Asprezza. Comandante. Rancore. Rabbia. Padre. Padre. Padre…

Varie parole, occhi ed emozioni sono dirette verso Shinji. Ma lui si chiude nella profonda oscurità del proprio cuore e non mostra facilmente il vero se stesso. Si limita ad osservare timidamente, da quella profonda oscurità…ma le parole “ti voglio bene” la fanno scivolare via.

Kaworu Nagisa — Il Fifth Children

Un ragazzo gentile.

La prima persona alla quale Shinji abbia mai aperto il suo cuore. Ma la verità era che Kaworu era un Angelo. Il nemico dell’umanità. Un essere da respingere e temere.

Tradimento. Disperazione. Rimorso. Rabbia.

Pilotando l’Eva 01, Shinji è schiacciato da queste complesse emozioni, e uccide Kaworu. La prima persona che abbia mai detto di volergli bene. La prima persona alla quale avesse mai aperto il suo cuore.

Per mano sua…

Soryu Asuka Langley — Un cuore sporcato

Un alto, ma fragile muro. Appesa a un filo sottilissimo. La paura di non essere necessaria.

Soryu Asuka Langley.

Ha perso sua madre in tenera età. Sua madre l’ha uccisa insieme al suo cuore, dando il suo amore a una bambola anziché a lei.  Così, lei ha desiderato la forza. La forza per battere chiunque. La forza per essere in grado di vivere da sola. La forza che potesse diventare la sua raison d’être.

Poi, nel 2015, arriva il momento per lei di dimostrare questa forza a quelli che le stanno intorno.

Il palco: Neo Tokyo-3. La missione: sconfiggere gli Angeli. Ma c’erano già altri, prima di lei. Shinji Ikari. E Rei Ayanami.
Quei due devono starle dietro.

Missione. Rapido aumento. Vittoria. Azione. Prodezze militari. Sconfiggere il nemico. Errori. Sconfitta. Retroguardia. Messa da parte. “Ho perso contro Shinji”.

Il suo orgoglio collassa e lei fugge. Ma l’organizzazione la trova e la riporta indietro, la confina in una bianca e solitaria cella chiamata stanza d’ospedale. Asuka giace tra le lenzuola, ma il suo cuore è spento.

Nein… Fermati… Tod… Dolore… Schmach… Mamma… erhängen

I suoi sogni, in quell’oscurità bianca, sono amari…

Rei Ayanami — Lacrime

Una maschera “noh” senza espressione. Una ragazza che non sogna. Una fedele interprete. Una tra molte.

Rei Ayanami.

Un Children dal giorno in cui nacque. Ha vissuto con l’Eva per 14 anni, la sua vita era una cosa sola col Progetto. E poi, l’anno promesso. Incontra il primo Children oltre a lei.

Shinji Ikari. Il Third Children.

Un ragazzo della sua stessa età. Il figlio di quella persona. La comparsa di Shinji annuncia il simultaneo attacco di un Angelo.

Ordini…Eseguire…Ordini…Eseguire…Ordini…Eseguire…Ordini…Eseguire…Man mano che lo scenario avanza, lui la cambia.

Sorrisi. Preoccupazione. Parole di gratitudine.

Erano tutte per lui. Sorrisi diretti a lui. Preoccupazioni per lui.

“Grazie” gli ha detto. E con le sue prime lacrime, ha infine realizzato “Questo è il mio animo, che vuole unificarsi a Ikari”. Ma la morte la inghiotte prima che lei possa trasmettere i suoi sentimenti. Reincarnazione e riunione arrivano in fretta. E lei appare ancora una volta davanti a Shinji.

Ma questa terza Rei non sapeva nulla.
Su Shinji.
Sul proprio stesso cuore.
O sulla ragione delle proprie lacrime…

Il canone di Evangelion e l’ordine in cui seguire la storia

UN CHIARIMENTO: IL CANONE DI “EVANGELION”

Il mondo di Evangelion è contemporaneamente vasto e ristretto.
Vasto perché negli anni il nome “Evangelion” è stato utilizzato per rifilarci una serie di cose più o meno immonde, da videogiochi, sketch in 3d e fumetti apocrifi che definire “brutti” è fargli un complimento. Ristretto perché nessuna di queste cose ha una reale attinenza col canone di Evangelion, e quindi con la sua trama reale, che si compone dei soli ventisei episodi dell’anime più un film, “The end of Evangelion”. Tutto quello che non è compreso in questo arco è un più.  Questo significa che anche lo stesso manga non è canon (il suo autore, a differenza di come alcuni credono, non è il regista Hideaki Anno, ma il character designer Yoshiyuki Sadamoto). Quanto succede nel manga rimane nel manga, non ha influenza sulla storyline principale e anche le variazioni sulla trama e sui personaggi sono, appunto, variazioni. In poche parole: il manga non contraddice mai la serie e in nessun modo la sostituisce.

Nel 2007 è comiciata la quadrilogia cinematografica nota come “Evangelion, nuova versione cinematografica” o “Rebuild of Evangelion”.  Anche il Rebuild fa canon a sé e non sostituisce gli eventi originali.
Insomma:  questa è una guida su come guardare Evangelion.

Neon Genesis Evangelion (Shin Seiki Evangelion)

“Il porcospino avrebbe voluto fare amicizia con il prossimo, ma quando si avvicinava a un suo simile entrambi si ferivano con gli aculei che ricoprivano i loro corpi.”

Che cos’è: l’anime prodotto dallo studio Gainax, ideato e diretto da Hideaki Anno e andato in onda per la prima volta su TV Tokyo tra l’ottobre 1995 e il marzo 1996. E’ composto da 26 episodi della durata di circa venti minuti l’uno. Quando si parla di Evangelion si parla di quest’anime.
Descrizione: è ben noto che, alla sua prima trasmissione, Evangelion non fu cagato da anima viva. Ne seguì una vera e propria emoraggia monetaria, che costrinse la Gainax a strisciare sui gomiti fino all’ultimo episodio e a interrompere prematuramente il progetto. A partire dall’episodio 16 si assiste a un continuo riciclo delle animazioni, anche se l’apice della povertà di mezzi si raggiunge con gli episodi 25 e 26, composti praticamente solo da immagini statiche, schizzi e testi su fondo nero. E’ stato solo dopo la sua conclusione (e in particolare con l’uscita dell’home video) che Evangelion raggiunse un successo improvviso e sfrenato, conquistando la critica e diventando un fenomeno commerciale e culturale, prima nazionale e poi mondiale. Conoscere questo retroscena aiuta a giudicare Evangelion nella sua interezza. Giustifica, per esempio, la scansione apparentemente assurda dei tempi, segnati da una partenza molto lenta, una parte centrale che si dilunga in episodi riempitivi, e un ciclo finale che invece picchia duro lasciandoti senza fiato.
Sebbene Hideaki Anno affermi che “Evangelion è un puzzle” al quale non ha mai avuto l’intenzione di fornire tutte le risposte, è anche vero che la serie era evidentemente pensata per essere più lunga. Per questo molti elementi della trama, che forse si sarebbero dovuti risolvere, sono invece rimasti in sospeso. Niente che quattordici anni di studi e teorie comparate dei fan non abbiano (più o meno) risolto.
Director’s cut: grazie all’inaspettata pioggia di soldi, la Gainax poté rimettere mano agli episodi che più avevano sofferto del taglio di fondi, completandoli con scene aggiuntive e rifacimenti grafici. Chiamarono questi cambiamenti “director’s cut”. Non si tratta di extra, ma di veri e propri pezzi della trama, indispensabili per la sua comprensione. Assicuratevi sempre di stare guardando la versione director’s cut, di solito segnalata come “Renewal of Evangelion“. In Italia le vhs furono distribuite coi director’s cut, mentre in seguito vennero proposti dei discutibili dvd con la prima edizione televisiva, sostituiti da qualche anni dalla nuova versione (che in realtà, per noi, era la vecchia) chiamata “platinum edition”.
Come guardarlo: proprio per questa sua costruzione incostante, è impossibile farsi un’idea di Evangelion basandosi solo sui primi episodi, per il semplice fatto che non corrispondono né allo spirito né alle atmosfere dei successivi (che non corrispondono, a loro volta, allo spirito e alle atmosfere dei successivi ancora). Può sembrare paradossale, ma in mancanza di tempo e/o voglia consiglio una visione “a pezzi”, pescando qua e là tra i ventisei episodi, magari seguendo un ordine cronologico. E’ comunque meglio che annoiarvi a morte e lasciare all’episodio quattro una serie straordinaria senza averla davvero conosciuta.
Se  vi stufate facilmente, ma volete farvi lo stesso l’idea, gli episodi dal 21 al 24 sono quelli obbligatori: sono così belli che non serve avere idea di cosa diamine stia succedendo per apprezzarli. Aggiungete anche il 15 e il 19, magari. E sì, vabbé, non guardatemi così: è chiaro che per me dovreste vederlo tutto, punto.
Note: adattamento e doppiaggio italiani sono straordinari, la recitazione si mantiene sempre su un livello altissimo che arriva a tratti all’eccellenza. Insomma, vale stranamente la pena di recuperarlo nella nostra lingua. Al contrario, i responsabili della versione americana dovrebbero essere mutilati. Giapponese con i sottotitoli, piuttosto.
[edit del 23 giugno 2019] Evangelion è oggi disponibile su Netflix, ma con un nuovo adattamento e un nuovo doppiaggio. Senza sprecarsi in questa sede in commenti specifici, tale adattamento è piuttosto farraginoso e quindi di comprensione meno “liscia” di quello classico. Si consiglia la visione della versione giapponese coi sottitoli, che sono un po’ “affettati” e perdono qualche sfumatura, ma almeno sono molto chiari.
Devi guardarlo?: sì, cazzo, devi.

EVANGELION: DEATH(TRUE)²

“Le lancette dell’orologio non possono tornare indietro, ma possiamo forzarle in avanti usando le mani.”

Che cos’è: il primo film di Evangelion, uscito nella primavera del 1997.
Descrizione: il film è diviso in due parti. La prima, “Death”, è un riassunto della serie dal primo al ventiquattresimo episodio, e segue un ordine tematico anziché cronologico. Si concentra molto sullo stato emotivo dei personaggi e le loro relazioni, dedicando pochissimo tempo alle battaglie e ignorando quasi del tutto i misteri. Se stavate pensando di guardare questo film al posto della serie, rinunciateci: è integrativo, ma non sostitutivo. “Rebirth” è invece la prima parte di “The End of Evangelion”, il film conclusivo, che uscì più tardi nello stesso anno.
Note: con l’uscita di “The End of Evangelion”, “Rebirth” è diventato obsoleto ed è stato così scartato per precisa scelta della stessa Gainax. Per questo motivo la versione definitiva è intitolata “Death(True)2″, sebbene solitamente ci si riferisca ancora al film come a “Death&Rebirth”.
Devo guardarlo? bella domanda. Sicuramente non sostituisce la visione della serie, ma la illumina sotto una nuova luce, con alcune significative aggiunte, adottando una serie di punti di vista inediti e mai scontati. È comunque un prodotto a uso esclusivo di chi è già fan, noi per primi abbiamo impiegato un po’ a capirne il valore. Volendo, potete saltarlo a pié pari e tornarci quando sarete in grave astinenza — sapete che succederà.

THE END OF EVANGELION

“Nessuno mi vuole. Allora morte, morte a tutti.”

Che cos’è?: il secondo e ultimo film di Evangelion, che ne chiude in modo definitivo la storia. E’ diviso in due parti: “Air / Love is destructive” e “A te il mio animo sincero / One more final: I need you“. Tra le due parti ci sono i titoli di coda, per questo quelle creature brillanti dei giapponesi alla prima del film si sono alzati e se ne sono andati, soddisfatti per aver visto circa dieci minuti in più rispetto al film precedente.
Descrizione: “The End of Evangelion” copre gli ultimi due episodi della serie, indicati rispettivamente come “episodio 25′ ” ed “episodio 26′ “. Il tono del film è immaginabile dalla rassicurante locandina qui sopra. Molti pensano a “The End of Evangelion” come a una sorta di “sfogo” di Hideaki Anno, che ha messo in scena una carneficina per punire i fan di non aver capito il significato del finale originale. Lui ha sempre negato questa voce, tra l’altro un po’ ingenua: ma lo avete visto Evangelion? Mi pare che Anno fosse a suo agio nel punirci pure in corso d’opera. La carneficina, comunque, era già programmata, è evidentissimo dall’episodio 25 tv, che sarebbe appunto dovuto essere “Air” (ma sapete com’è, con dieci euro di budget era un po’ difficile animarlo). Le effettive o presunte differenze tra i due finali sono tutt’oggi oggetto di discussione tra i fan, ma rimane il fatto che “The End of Evangelion” va visto per due motivi: il primo è che chiude “Evangelion”, il secondo è che è una meraviglia.
Note: l’edizione italiana di “The End of Evangelion” ha una storia lunga travagliata. Prima di tutto ci ha messo all’incirca quindici secoli a uscire, ragion per cui quand’è in fine successo l’avevamo già visto tutti in giapponese coi sottotitoli in inglese. Il primo doppiaggio risale al 2005, ad opera di Panini Video, che recuperò gran parte del cast originale (la mancanza più sentita è certamente quella di Stella Musy come Misato). Perché doppiare nel 2005 un film del 1998 che chiude una serie del 1995 che ha avuto la sua massima popolarità internazionale nel 2001? Non lo so. O meglio, lo sospetto, questioni coi diritti, ma questo non toglie che già si partiva col piede sbagliato. In effetti il doppiaggio si rivelò disastroso. Il cast – di per sé eccellente – fu mal diretto, l’adattamento fu eseguito tant’al chilo e in generale il risultato fu mediocre e inascoltabile per chi era invece abituato alla qualità della serie tv. Tanto per fare un esempio della superficialità del lavoro,  durante la sequenza del Perfezionamento un urlo angoscioso di Shinji è accompagnato dalla scritta “(silenzio)” sullo schermo bianco. Ecco, Panini l’ha preso in parola e infatti Shinji non urla. Massì, in fondo è solo il picco di tensione emotiva della parte più importante del film,  era sacrificabile. Glissiamo su Kaòru che diventa Kauàru. A seguito di questo scempio, nel 2009 Dynit (ex-Dynamic, già responsabile della serie) fece uscire una nuova versione di “The End of Evangelion” e “Death(True)2″ col titolo “Evangelion: The feature film”. Si tratta di un’edizione degna dell’originale, finalmente (ci sono voluti solo undici anni!), con l’unico neo di Valentina Mari, che perso completamente il personaggio di Rei si esibisce in qualcosa che non è Rei e non è Yui.
Devo guardarlo?: sì e sì.

REBUILD OF EVANGELION (Evangerion Shin Gekijōban)

“Sento che Eva ormai è vecchio. Ma negli ultimi dodici anni non ci sono stati anime più nuovi di Eva.” – Hideaki Anno

Che cos’è?: nel 2006 Hideaki Anno ha fondato lo Studio Khara (che riunisce gran parte dello staff che aveva già lavorato all’anime originale) e annunciato una nuova serie di quattro film su Evangelion. Lo scopo? “Distruggere Eva con Eva”. Il primo film venne annunciato col titolo provvisorio di “Evangelion nuova versione cinematografica: Prelude” (“P”) e uscì nel 2007 con quello definitivo e internazionale di “Evangelion 1.0: You are (not) alone“. Il secondo, “Evangelion nuova versione cinematografica: Break” (“B”) uscì nel 2009 come “Evangelion 2.0: You can (not) advance“. Dopo una lunga, lunghissima gestazione, “Evangelion nuova versione cinematografica: Quickening” (“Q”) è uscito nel novembre 2012 con il titolo di “Evangelion 3.0: You can (not) redo“. L’ultimo capitolo – atteso per MAI, visti i tempi – ha il titolo provvisorio di “Evangelion nuova versione cinematografica :||” o “Final“.
Descrizione: vi dico subito che questi film non sono un remake della serie. Malgrado quello che ci aspettavamo, e che 1.0 lasciava in parte supporre, si tratta di una storia diversa, che parte dallo stesso inizio per procedere su binari paralleli verso un finale diverso. Possiamo, insomma, considerarlo un universo alternativo. Questo significa che il “Rebuild” non si sostituisce alla serie, ma va considerato a tutti gli effetti come un’opera a parte – almeno finché la Khara non si deciderà a finirlo, rivelandoci se davvero, come in molti ipotizziamo, si tratti di un sequel. Se “P” conduceva gradualmente i fan verso l’idea di un cambiamento, “B” ci ha letteralmente travolti, scatenando reazioni brutali, contrastanti e non sempre positive. In questo senso, mai ci fu titolo più azzeccato di “Break”. Il ribaltamento del ruolo di Asuka (ribattezzata “Asuka Shikinami Langley”) e l’introduzione di un nuovo pilota, Mari Illustrius Makinami, sono stati gli scossoni più evidenti, ma non gli unici. Preferisco non parlare qui di questo progetto, perché mi dilungherei. Dirò semplicemente che a me piace (ma sono arrivata a questa soluzione dopo una lunghissima contrattazione con me stessa) e che credo tutti i nodi verranno al pettine nei prossimi film, per questo sospendo il giudizio fino ad allora. Quella che certamente respingo è l’idea di una trovata commerciale senz’anima, fatta solo per guadagnare, e questo per due motivi:
1) Eva ha dimostrato negli anni di poter guadagnare benissimo su trovate commerciali senz’anima anche senza scomodare il suo creatore.
2) Io sono un’ingenua, e voglio credere nel cuore di Hideaki Anno e del suo staff. Evangelion è un brand iper-commercializzato, ma un’opera in tutto e per tutto anti-commerciale, della quale gli autori hanno difeso l’integrità artistica anche nei casi estremi, come le minacce e gli atti di vandalismo usati dai fan sullo studio Gainax a seguito del finale della serie. Anche se non nego che moltissimi aspetti del “Rebuild” facciano pensare ad una svolta commerciale, voglio comunque sperare in Anno e nel resto dello studio Khara. Se poi mi sbaglierò, allora sarò comunque contenta di averci creduto. Sento di doverlo, a quest’uomo e al suo staff.
Inoltre il Rebuild è comunque un ottimo punto di partenza per chi non ha mai visto la serie e tende magari a non essere abbastanza costante o, semplicemente, abbastanza immerso in questo mondo per farlo. Lo straordinario impatto visivo aiuta ad accalappiarsi anche gli scettici, il che è una gran cosa, ma subito dopo i fan vi urleranno “ORA DEVI GUARDATI LA SERIE CHE’ E’ PURE MEGLIO”, sappiatelo.
Note: non fatevi confondere dai numeri, le versioni “.0” dei film sono quelle cinematografiche, mentre quelle coi numeri ripetuti (.11, .22, .33) sono quelle sistemate e con aggiunte per l’home video. L’unica eccezione è il primo film, che conta anche una versione .01.
Devo guardarlo?: sì. Il mio consiglio è quello di gustarvi il “Rebuild” sforzandovi, dove possibile, di non paragonarlo all’originale, che rimane senza dubbio – pur coi suoi difetti – un’opera difficilmente eguagliabile. E’ pur vero che il limite del “Rebuild”, preso di per sé, è quello di non riuscire a instaurare lo stesso filo emotivo coi personaggi (sebbene questi siano, nel senso “crudo” del termine, più simpatici), e il fan sarà quindi condotto per forza di cose a integrare le mancanze coi ricordi della serie. Ma questo limite è, a modo suo, anche una ricchezza. D’altro canto, il ritmo narrativo meglio misurato e la qualità sconcertante dell’animazione (almeno nel secondo film, il primo era un po’ un copia-incolla con tanto di footage riciclato) rendono il “Rebuild” una delizia a prescindere, puro godimento se non altro per gli occhi.