A proposito del nuovo adattamento/doppiaggio di Netflix…

Come la Seele in Q, i Magi fin qui hanno tenuto più o meno il silenzio sul nuovo adattamento di Evangelion, ma ci sembra arrivato il momento di spiegare perché.

La domanda che potreste esservi posti è: perché non ne parlano? Perché non si uniscono alla (sacrosanta) polemica in corso? Perché Gendo e Fuyutsuki hanno un asinello nel trailer di Q (non c’entra niente ma vale sempre la pena chiederselo)? Lo avrete probabilmente già capito, ma per amore della chiarezza: no, il nuovo adattamento di Evangelion non ci piace. Lo riteniamo inqualificabile, e per un motivo molto semplice: perché tradisce Evangelion.

Tradisce Evangelion non per la scelta di un vocabolo al posto di un altro — che sì, se ne può discutere e altri lo stanno facendo, a volte brillantemente, a volte confusamente, da giorni — ma nella sua identità strutturale, che è quella di un’opera profondamente pop.

E lo diciamo noi che abbiamo scritto fiumi di saggi su Eva e il teatro, Eva e la filosofia, Eva e la fisica quantistica… non ci sfugge l’ironia della cosa, state tranquilli. Ma Eva è pop, perché gli anime sono pop. È pop perché nasce dall’intento più onesto possibile, da un atto a suo modo persino ingenuo e proprio per questo così efficace e toccante: un atto di fede.

Hideaki Anno, che soffre di depressione, ha messo in Evangelion una speranza, cioè quella che le persone imparassero a comunicare tra di loro, lui per primo. L’ha fatto non con un film, anche se avrebbe potuto (ha girato film intimi e indipendenti molto belli, sullo stesso tema, come Love & Pop e il bellissimo Shiki-Jitsu). L’ha fatto con un anime, il mezzo pop per eccellenza, perché lui è un otaku e voleva che il suo messaggio arrivasse a più gente possibile, specialmente ad altri otaku. Eva è complesso, ma non è complicato. È pop. Non avrebbe incassato ottocento milioni di dollari in home video e quattrocento in merchandise nel solo 1998, se non lo fosse.

Ed è prima di tutto in questo, per noi, che il nuovo adattamento fallisce. Chiudere Eva a pochissimi, fare la selezione all’ingresso, renderlo praticamente infruibile a chi vedendolo per la prima volta non potrà fare a meno di chiedersi “ma questo è italiano?!” (spoiler: non lo è) mostra sfiducia nell’opera e nel suo creatore. Mostra che chi ha fatto questo lavoro, per quanto si sia documentato, per quante interviste abbia letto, per quanti aneddoti produttivi abbia mandato a memoria, di Eva non ha capito la cosa più importante.

Il resto, per quanto ci riguarda, è secondario.

Secondario, ma serio. Proprio per questo abbiamo ritenuto — e lo riteniamo ancora — di non dover reiterare l’ovvio con un ennesimo articolo arrabbiato, che varierebbe dagli altri soltanto per firma.
A questo punto ci sembra che solo un confronto con traduttori, adattatori e dialoghisti professionisti (gli unici che non sono ancora stati interpellati, mentre tra un po’ ci fa una live pure Bruno Vespa) arricchirebbe in qualche modo il dibattito, e non essendo noi nessuna delle tre cose, preferiamo non aggiungere caos al caos.

Quello che vogliamo dire, con questo post, è che è bello che Evangelion sia finalmente accessibile a più persone grazie a un mezzo popolare come Netflix, è bello che possa trovare nuovo pubblico, è bello che se ne parli così tanto. È triste che il discorso si sia spostato interamente sull’adattamento. Comprensibile, ma triste. Insomma, è appena uscito l’annuncio dell’anteprima di 3.0+1.0, roba da strapparsi le vesti e ballare sbronzi intorno al Geo-Front, che ci facciamo ancora seduti?! Organizziamo un viaggio di gruppo a Parigi, presto!!

Per farla breve, primo: non stiamo parlando dell’adattamento non perché pensiamo sia sbagliato parlarne (non lo è), ma perché, dato che sta venendo fatto già abbastanza, ci sembra più costruttivo concentrarci su altro. Sappiamo benissimo che anche lamentarsi (e incazzarsi, battere i pugni, firmare petizioni e fare meme) è un modo per dimostrare amore verso la serie, ecco perché non critichiamo chi lo fa, ma è uno dei modi, appunto, e noi ne abbiamo scelto un altro. Secondo: su queste pagine continueremo a fare solo ed esclusivamente riferimento alla versione “classica” della traduzione, salvo sconcertanti nuove rivelazioni.

E ORA LO ORGANIZZIAMO STO VIAGGIO DI GRUPPO A PARIGI CAZZO?!

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11 commenti

  • Ah, ecco, è pop. Ora è tutto chiaro. Strano, pensavo fosse l’opera di un autore molto, molto particolare, realizzata oltre venti anni fa in un paese lontanssimo dal nostro, per spazio, cultura, mentalità e quant’altro. Ma no, è solo pop.

  • Lilith Asuka Nagisa on 2 Luglio 2019 at 3:56 am said:

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    Io adoravo, e adoro, tantissimo il vecchio doppiaggio nostrano(ci ero pure rimasta un po’ male quando la voce di Kaworu e soprattutto quella di Misato sono cambiate), e alla notizia del ridoppiaggio già non facevo salti di gioia. Poi ho visto e… beh, potete ben immaginare la mia reazione. D: Adesso in seguito alle proteste lo vogliono cambiare, e meno msle! Immagino che il nuovo cast rimarrà comunque quello. Con un adattamento decente migliorerà di sicuro, ma resterà certamente inferiore a quello Dynamic.Senza contare che non c’è da fidarsi molto di Netflix riguardo agli adattamenti. Che altro dire… Spero solo che la Dynit si tenga ben stretti i diritti del Rebuild almeno finchè Evangelion 3.0+1.0 non sarà stato tradotto e distribuito in Italia, splendidamente doppiato da Daniele Raffaeli, Ilaria Latini, Valentina Mari & C. come da tradizione!

    • Per quanto ne sappiamo, i diritti cinematografici e home video restano saldi in mano a Dynit che continuerà a disporre dell’adattamento storico con le voci storiche. IL TRIO RAFFAELI-LATINI-MARI NON SI TOCCA!!!

      • Lilith Asuka Nagisa on 5 Luglio 2019 at 12:30 am said:

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        Parole sante! E poi come si fa a mettere Barbara De Bortoli su Ritsuko quando era già Maya, e David Chevalier su Makoto quando era già Kaworu? A me è sempre piaciuto Gabriele Patriarca come doppiatore, ma con Kaworu non c’entra nulla! Piuttosto l’avrei messo su Kensuke, al massimo. Le voci di Shinji e Rei non sono niente male, e pure la D’Amico su Misato, mentre la mia adorata Asuka… sigh, la nuova doppiatrice non va bene già in italiano, figuriamoci in cannarsese! Io spero sempre che Netflix tiri fuori i money, dato che non ne ha certo pochi, per acquistare il doppiaggio dalla Dynit… Anche se tutti sappiamo bene che non accadrà. XD

        • Pare che non sia una questione di soldi ma che i diritti siano proprio bloccati a livello internazionale, cioè che non siano proprio in vendita, il che spiegherebbe perché la serie è stata ridoppiata in tutte le lingue (per quanto possa essere alto il prezzo, anche doppiare una cosa da zero è una bella spesa!)

  • qualcuno sa dove si possono recuperare le puntate riadattate dal momento che neflix ha rimosso il doppiaggio italiano? sono giorni che provo a cercarle senza risultato. va bene anche un torrent

    • Noi non possiamo incoraggiare la pirateria ma a quanto ne sappiamo nessuno ha fatto in tempo a ripparle. Si trova solo qualche frammento ripreso dalla televisione col cellulare

      • Dato che l’adattamento di Netflix è diventato una rarità per collezionisti, fra poco tra i fan si radicherà un interesse particolare al riguardo. Io non l’ho sentito, per esempio, e con tutte queste critiche mi è venuta una curiosità fortissima.
        E se si creasse un effetto boomerang per cui gli stessi fan, fra ventanni, indicassero la nuova versione Cannarsi come standard, per quanto eternamente destinata a rimanere pirata per via del loro intervento oggi?

        • per quanta curiosità possa suscitare (nemmeno io ho fatto in tempo a sentirlo tutto e un po’ mi manca), dubito sinceramente che possa diventare così popolare da trasforarsi nello “standard” per le generazioni future. non fosse per la difficoltà nel reperirlo, rimane il fatto che è oggettivamente inascoltabile.

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