Intervista a Maaya Sakamoto su Evangelion 3.0

Ormai sapete benissimo quanto a noi Magi piacciano le interviste, infatti cerchiamo di arraffarne il più possibile. Grazie alla nostra insostituibile Valeria, qualche tempo fa vi abbiamo offerto in esclusiva l’intervista che Yuko Miyamura ha rilasciato per il pamphlet di Evangelion 3.0, che tanto per cambiare ha fornito ulteriori domande più che risposte, ma a noi va bene così. Dopo Asuka, quindi, a chi poteva toccare? …a Shinji, va bene, ma su quella stanno già lavorando gli americani, anche se è ferma da un mese, quindi no, per ora niente Shinji. Valeria si è invece fatta un mazzo tanto per tradurci la lunghissima intervista a Maaya Sakamoto, new entry nel cast di Eva come voce di Mari Illustrious Makinami, ma praticamente una celebrità in Giappone. Cosa avrà da dirci sul suo imprevedibile personaggio? “Boh, non so niente, chiedete ad Anno” come tutti, probabilmente, ma del buon materiale per congetturare, state allegri. Non ci deludono mai, questi bastardi.

“Ho iniziato senza rendermi conto dei fatti e della loro importanza, a differenza di tutti quei fan che avevano trascorso la loro giovinezza in compagnia di Evangelion”

Q: Per prima cosa: com’è stata la prima volta in HA, visto che [il tuo era un personaggio] del tutto nuovo?
A: A dire il vero conoscevo poco o nulla di Evangelion, mi sono trovata a farne parte senza sapere tutto quello che c’era stato prima. Ho iniziato senza rendermi conto dei fatti e della loro importanza, a differenza di tutti quei fan che avevano trascorso la loro giovinezza in compagnia di Evangelion. Piuttosto che pensare “come sarebbe a dire che c’è un nuovo personaggio?” avevo piuttosto il batticuore dovuto al fatto che non sapevo cosa mi avrebbe aspettata. La comparsa di Mari è stata tenuta segreta per molto tempo, e quando è stata resa pubblica ha avuto una grandissima ripercussione ovunque andassi. A partire dallo staff, fino ai miei parenti, o agli amici dei tempi della scuola, chiunque, mi poneva sempre la stessa domanda: “Questa volta avremo un nuovo personaggio?”. Solo a quel punto, pian piano, ho capito di che cosa mi stessi facendo carico, e di che portata abbia Evangelion nell’attirare il pubblico. Forse è proprio perchè non ero particolarmente coinvolta che sono riuscita ad andare fino in fondo. Se fossi stata una fan di Evangelion, non sarei riuscita a sopportare la pressione.

Q: Ci ricordiamo che ai tempi di HA lo staff era molto preoccupato per come rendere il personaggio di Mari, ma quando hai cominciato a registrare l’atmosfera era completamente cambiata.
A: Mi avevano chiamata senza neanche un provino, e senza aver sentito nessuna opinione in proposito,  così non c’era nessun preconcetto su come Mari sarebbe “dovuta essere”. Quel giorno c’erano tantissime persone venute ad assistere alla registrazione, e temo di aver sentito un po’ di pressione a causa di tutti quegli sguardi, ma è stato anche divertente. Considerando che ho recitato liberamente e mi è stato dato subito l’ok, mi è rimasto il dubbio di aver fatto davvero bene.

Q: Sei fantastica. In quel momento hai davvero dato vita al nuovo personaggio!
A: Prima di iniziare avevo incontrato nella lobby Hayashibara [Rei] e Ogata [Shinji], che mi avevano salutata con “Benvenuta nell’Evangelion World! Dovrai rifare la parte venti o trenta volte, ma non preoccuparti, è stato così per tutti”. Ne sono rimasta un po’ shockata! Al momento di fare la scena, che era molto lunga e basata sul feeling, ero davvero preoccupata, per questo quando mi hanno dato l’ok dopo la prima non potevo crederci. Invece di essere felice e rilassarmi mi sono preoccupata e avevo dei dubbi… Il lato positivo è stato che quella scena non prevedeva altri personaggi, per cui ho potuto concentrarmi su me stessa. Quella era la prima battaglia di Mari, potevo sentire il suo batticuore e la sua eccitazione, per cui sono riuscita a “sincronizzarmi” con lei. Penso addirittura che il mio nervosismo sia stato un elemento importante.

Q: A quanto pare in quest’opera cose come la “sincronia” e la “vitalità” sono importanti.
A: Il signor Anno mi ha raccontato di aver lasciato la concretizzazione a Tsurumaki, il quale spesso mi diceva “vorrei che facessi così”, e per questo mi sembra che insieme abbiamo supervisionato la parte acustica del personaggio. Allora non sapevo come HA sarebbe continuato, proprio per niente, e a seconda di come gli altri lo avrebbero percepito anche il personaggio sarebbe cambiato. O perlomeno, io la penso così.

Q: Mari è nata da un sistema continuo di prove ed errori all’interno dello staff. Qual è stato il tuo approccio, invece?
A: Il signor Anno mi ha dato una parola chiave: “Showa no Oyaji” [“Papà del periodo Showa“, ovvero il tipico genitore giapponese degli anni settanta/ottanta — ndValeria] e dopo aver capito che cosa intendesse sono riuscita meglio nel mio ruolo. Mari è completamente diversa dagli altri personaggi, mi è stato subito palese. Anche io sono nata nel periodo Showa, dove la frase tipo era “stai tranquillo, non esagerare”. Mari è un personaggio molto diverso dai miei soliti: ha il vizio di usare “nya”, è energica e piena di fiducia in se stessa, manca di senso comune in quello che dice e ha quel non so che di carino tipico dei manga. Non sapevo fino a che punto avrei potuto spingermi, ma quando ho aperto il vaso non mi è sembrato di essermi mai allontanata da me stessa. Ho usato la mia voce naturale e sono riuscita a entrare nei suoi panni senza troppa fatica. Anche quel “nya”, sotto l’ombrello dello “Showa no Oyaji”, sono riuscita a renderlo senza problemi. Realizzare un personaggio con la mia voce mi ha fatto davvero tranquillizzare.

Q: Cosa ne pensi di Q dopo l’esperienza precedente?
A: In HA c’erano il “nya” e la canzoncina, che hanno avuto il loro impatto. In Q è continuata: non faccio che canticchiare e dire “nya”. Inoltre in questo episodio ci sono un sacco di nuovi personaggi, nuovi eventi e via dicendo, che fanno confondere gli spettatori, quindi per quanto riguarda Mari non ci sono grandi sorprese (forse).

Q: In questo senso, sembra che ci si sia abituati all’episodio precedente.
A: Quella sensazione di abitudine vale anche per me. All’inizio ero preoccupata, non sapevo se Mari sarebbe stata accolta, essendo entrata così all’improvviso nella squadra. Se guardo le produzioni recenti, vedendo Mari accanto agli altri personaggi sembra che ci sia sempre stata.  La sensazione che Mari – nonostante sia un personaggio del tutto nuovo – ci sia stata fin dall’inizio ce l’ho anch’io, e finisco per dimenticarmi che in realtà non è così! Questo mi è di grande soddisfazione. Anche in Q ci sono molti nuovi personaggi, ma proprio perché io sono arrivata un episodio prima mi sento un po’ la loro senpai.

Q: Dall’episodio precedente sono trascorsi 14 anni e ora Mari è in grado di combattere con Asuka in perfetta sincronia [scorrono le immagini di lei che fa cadere il fucile, lei che fa il fuoco di copertura in ritardo, lei che dice “è inutile colpirlo, tanto è tutto un nucleo”… — ndCaska]. Come lo spieghi?
A: A essere sincera, non ho capito moltissimo della storia in sé. Io comparivo perlopiù in scene d’azione, per cui non facevo che pensare a contro chi stessi combattendo, o a che distanza mi trovassi rispetto a qualcuno. Non conosco bene la storia o la sua struttura. Non interagisco molto con i nuovi personaggi, ma so che hanno un loro ruolo fondamentale nelle battaglie. Come al solito non mi sono preoccupata troppo e sono andata avanti per la mia strada.

Q: Canti ancora una canzone del periodo Showa, eh?
A: Anche quando Mari non è sullo schermo la si può sentire cantare, così sono state scelte 3-4 canzoni a capella e nostalgiche. È proprio un personaggio che non fa che canticchiare. Ho fatto del mio meglio per trasmettere quanto si diverta nel fare qualsiasi cosa.

“[Mari] fa esattamente quello che dice […] Tra quello che dice e quello che vuole fare c’è una perfetta armonia”

Q: Come si sono espressi gli altri, nel definire il tuo ruolo?
A: La cosa che mi è rimasta impressa è stata quella che mi ha detto il signor Anno all’inizio: “[Mari] fa esattamente quello che dice”. Non c’è da preoccuparsi che abbia una seconda faccia, ecco. Tra quello che dice e quello che vuole fare c’è una perfetta armonia. Certo, è un personaggio con un suo spessore, ma appunto non c’è da scervellarsi sulla possibilità che abbia un doppio fine, o una maschera sulla maschera: è una persona semplice. La prima volta che ho letto il copione e visto il personaggio, ho avuto l’impressione che fosse una persona dai molti volti, carina e forte al tempo stesso, ma senza davvero capire chi fosse davvero. Tuttavia nelle sue azioni non c’è mai un secondo fine, non sta a lagnarsi per un nonnulla, e non è neanche il tipo da ingannare gli altri. Rispetto agli altri personaggi è più semplice da comprendere, o perlomeno questo è quello che mi ha detto il signor Anno. Ecco perché ho pensato “quindi non devo preoccuparmi troppo!”. Bastava che seguissi quanto scritto sul copione e che fossi naturale. Ecco, questa volta mi sono calata in Mari senza pensarci troppo. Non mi faccio influenzare da quello che accade attorno a me e vado avanti a modo mio. Mari è un personaggio che conosce se stessa e si muove di conseguenza. Qualunque cosa accada è positiva, e ha una grande fiducia in sé. Dato che questa volta ci sono state molte scene di combattimento, ho fatto in modo che questa fiducia si sentisse, e [di dare l’impressione che] pilotare un Eva sia tutto sommato divertente.

Q: Dici che Mari non ha una seconda faccia, ma mostra spesso di avere una certa libertà che è solo sua.
A: Penso che prenda le cose con filosofia. Sembra che guardi tutto dall’alto, quasi in maniera obbiettiva. Ecco perché non capita spesso che la si veda parlare con Shinji o nei suoi stessi luoghi. E’ un personaggio che fa tante esperienze diverse, ecco forse spiegato il motivo di tanta libertà. Tuttavia, non ho proprio idea di come sia impostata la cosa.

Q: Hai qualche aspettativa su quello che accadrà d’ora in avanti?
A: Dato che [Mari] è un personaggio nuovo, vorrei che fosse sfruttata al massimo! In questo episodio forse si è un po’ capito da dove provenga [la Sakamoto usa una parola che può essere intesa sia come “luogo di nascita” che come “da dove discende”, nel senso di legami di sangue — ndValeria], ma dato che c’è stato molto riserbo vorrei saperne di più. Credo che la prossima volta molti misteri verranno risolti. Q arriva dopo tante battaglie, nel momento in cui si può finalmente dire “grazie a tutti per il lavoro svolto!”. Dato che è da tantissimo tempo che tutti vogliono saperne di più, si vorrebbe chiarire il tutto il prima possibile. Ogni volta che ricevo un copione sono anche io in questa situazione di non sapere, e per questo vorrei divertirmi il più possibile.

Q: Che impressione hai avuto di Q?
A: Con HA la sensazione era che Mari fosse stata già presente ai tempi della serie, e questo mi ha dato da pensare. Questa volta, con tutti quei personaggi nuovi, sono rimasta davvero colpita e mi sono detta “meglio aspettare di vedere l’opera completa”.

Q: C’è un punto chiave che tutti stavano aspettando. Non solo le canzoni del periodo Showa, ma anche la canzone a tema.
A: Io non conoscevo opere precenti alla mia nascita, come Hawk of the Grand Prix [un anime del 1977, conosciuto come Gran Prix e il campionissimo in Italia — ndValeria], ma mi è stato detto: “Passa dalla canzoncina al dialogo”. Non sta succedendo nulla di serio, o perlomeno mi è stato detto così; non mi sono sentita sottostimata, sono andata avanti sogghignando e cercando di essere il più attiva possibile. Mari è un personaggio schietto, diversa dagli altri, e forse è per questo che mi piace.

Q: Vorresti lascare un messaggio?
A: Per prima cosa ringrazio tutte le persone che hanno accolto Mari. Per me questa è stata un’esperienze del tutto nuova, che mi ha insegnato molto. Penso che Mari lascerà su di me una traccia importante. Come in tutte le cose nuove, c’è sempre un senso di estraneità. In HA quella sensazione era anche legata alla mia entrata in scena, ma nonostante questo sono stata accolta da tutti, e tutti assieme abbiamo fatto del nostro meglio: sono davvero felice. La sensazione che tutto sommato Mari ci sia stata fin dall’inizio è stato grazie al contributo di tutti. Al momento della proiezione di HA ero davvero in ansia, ma poi c’è stata una grande aspettativa verso la nuova opera, e tutti si sono dati un gran da fare per sostenere questo nuovo personaggio. Quindi spero che sarete con me fino alla fine, per capire il motivo per cui Mari è stata introdotta in Evangelion.

Maaya Sakamoto è una doppiatrice e cantante pop di enorme popolarità, in Giappone, al punto che la sua stessa presenza in 2.0 è stato un selling point per il film e in particolare per il personaggio di Mari. Si è fatta conoscere dal grande pubblico con il ruolo di Hitomi Kanzaki in I cieli di Escaflone, anime del quale ha cantato anche la opening e che ha segnato l’inizio di un lungo sodalizio con la grande compositrice Yoko Kanno.
Altri ruoli per cui è famosa sono quello di Ciel Phantomhive di Kuroshitsuji, Harui Fujioka di Ouran Host Club, Reika Mishima di RahXphon (che ricordiamo essere un rip-offone di Evangelion — anche se non ai livelli di Aquarion), Crona di Soul Eater, Tomoyo di Tsubasa Reservoir Chronicles e Lal’c di Punta al Top 2! Diebuster, che citiamo con particolare amore perché è una bella creatura di casa Gainax. Ha inoltre doppiato molti videogiochi, come per esempio Final Fantasy XIII (Lightining) e film e serie occidentali, come Dottor Who (dove prestava la voce al personaggio di Rose Tyler). È sposata con il doppiatore Kenichi Suzumura, col quale ha più volte condiviso il set; in particolare ci piace ricordare che sono stati rispettivamente Aeris e Zack negli (opinabili) spin-off di Final Fantasy VII.

Categorie Rebuild of Evangelion, RoE: Materiali

16 commenti

  • grande Maaya ho consumato dei suoi dischi, bravissima e versatile. Mari viene dal passato, dai ormai è chiaro.

  • “Papà del periodo Showa, ovvero il tipico genitore giapponese degli anni settanta/ottanta…La sensazione era che Mari fosse stata già presente ai tempi della serie.”

    Dai, si è capito che Mari è Soryu Kyoko Zeppelin con le trecce.

  • Shinji Kakaroth on 30 Aprile 2013 at 10:48 am said:

    Reply

    Mhm… francamente non trovo plausibile che sia la mamma di Asuka…
    Da come poi in Q chiami “Gendo-kun”, è come se stesse affermando di averlo conosciuto in passato e che quindi i due fossero non solo colleghi, ma anche coetanei.
    Personalmente ritengo possibile si tratti della scienziata che per prima ha scoperto la sostanza dell’LCL, bloccando la sua crescita a livello genetico. Magari l’ha scoperto cercando un modo di bloccare i processi di alcune malattie al suo tempo ancora incurabili. Comunque in questo ha un’affinità con Asuka, che a 13 anni aveva 2 lauree.

    Se fosse la madre di Asuka, quest’ultima non la riconoscerebbe dall’aspetto o comunque da come parla e dai modi di fare?

    Le uniche due ipotesi plausubili sono:
    -Mari è una dei fondatori della Nerv/IPEA, coetanea di Yui (Lo sai che il tuo originale era una persona molto più socievole?) e Gendo (Gendo-kun), ed ha bloccato la sua crescita tanto tempo fa.
    -Mari viene da un universo alternativo e sa già più o meno tutto perché ha già vissuto qualcosa di simile.

    • CaskaLangley on 30 Aprile 2013 at 11:17 am said:

      Reply

      Anch’io ci andrei cauta, non credo che Mari sia la madre di Asuka, anche perché mi sembra veramente troppo semplice. E’ sicuro che tra le due c’è un legame, ma che sia un legame famigliare così ovvio (madre-sorella) mi sembra improbabile, a meno chiaramente di una serie di varianti iper-complicate e imprevedibili.

    • Non vedo come Asuka possa riconoscere sua madre se i ricordi che ha di lei risalgono a quando era molto piccola…
      Come dire che Shinji dovrebbe riconoscere Yui in Rei dal suo modo di comportarsi.

      Detto ciò, dubito sia la madre di Asuka, visto che ha il corpo di una quattordicenne…
      off topic: credo che Asuka abbia solo una laurea (più che sufficiente direi…)

      • Shinji Kakaroth on 3 Maggio 2013 at 2:48 pm said:

        Reply

        Nella serie animata Asuka si ricorda bene di sua madre, anche se era molto piccola, sarà per i traumi infantili. Nel Rebuild non ci è fatto sapere che situazione familiare abbia Asuka. Possiamo immaginare che la storia sia andata come nella serie originale, ovvero che a 4-5 anni si sia impiccata, ma non ne possiamo essere sicuri.
        Come non possiamo essere sicuri che la signora Zeppelin sia ancora in vita o sia stata fusa con lo 02, oppure che Asuka a questo giro non sia nata e cresciuta in provetta, sfruttando semplicemente un utero in prestito.

        • Giudicando dal carattere di Shikinami, sono abbastanza sicuro che non abbia avuto un trauma “grave” quanto quello di Soryu (se l’ha avuto l’ha gestito molto meglio).
          Quella della provetta viene dal manga vero? Tendo a considerare il manga come canon a parte, ad essere onesti… Troppo diverso dalla serie.

          • CaskaLangley on 5 Maggio 2013 at 5:24 pm said:

            Noi non lo consideriamo quasi neanche un manga, fai tu X’D Comunque su Shikinami ancora non si sa niente di niente, speriamo per qualche sorpresa in :||

          • FXD 2700 on 20 Marzo 2016 at 5:30 pm said:

            Non capisco cosa ci vediate tutti di male nel manga di Sadamoto. A me è piaciuto tanto quanto la serie, è un’eresia? 🙁

  • RAgazzi io sto traducendo i sottotitoli per il 3.33 e sono quasi pronti! Se mi date un aiuto con un nome mi fareste un gran favore: come tradurreste “Adam Vessel” ?

    • CaskaLangley on 1 Maggio 2013 at 10:48 am said:

      Reply

      Da quale traduzione stai a tua volta traducendo :D? Comunque ci stiamo pensando anche noi a come si potrebbe tradurlo per bene, quel termine…

      • Sto traducendo quella dell’aegisub.org. Certo che è una faticaccia ricordarsi i termini usati in Italia! “Contenitore” di Adam che poi è la traduzione più letterale e corretta suona di uno schifo infernale!

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