The End of Evangelion: analisi completa [1/?]

“Neon Genesis Evangelion
Edizione cinematografica”

The End of Evangelion: introduzione

Una cosa che ho imparato dalle storie – e in particolare dalle storie straordinarie come quella di Evangelion – è che in fondo capire non è sempre così importante. Certo, detto su un sito come questo non è credibile, e quindi mi spiego; quello che intendo dire è che ci sono opere la cui bellezza sta anche nell’incomprensibile, in quel guizzo che – proprio come l’animo delle persone, direbbero i nostri personaggi – sfugge sempre prima di afferrarlo. L’intimità più profonda della storia, la definirei. Quest’intimità, quando l’opera è onesta, è un intreccio di molte cose: immaginari, influenze, idee, suggestioni, colpi di genio, errori…insomma, è imperfetta. Ma io sono una che preferisce l’imperfezione, quando è figlia dell’urgenza di creare e comunicare, alla perfezione sterile di un compitino ben svolto e già digerito.

Quello che spesso mi sfugge, di alcuni fan di Evangelion, è la volontà di piegare i dettagli chiaramente emotivi dell’opera a procedimenti logici scattosi e inadatti. Passi per alcuni aspetti della trama, che in fin dei conti si presta grazie alla sua componente sci-fi, ma affrontare con il bisturi il grande dramma umano che va in scena in Evangelion è una bestialità. E questo vale anche per qualsiasi altra opera di simile sensibilità e spessore. Bisognerebbe, a volte, lasciare il volante, affidarsi alle mani di chi ci racconta la storia e riscoprire, insomma, il piacere di non capire del tutto. Un piacere che, se vi interessa Evangelion, è meglio vi facciate andare a genio subito, altrimenti tanto vale che vi dia il benvenuto nell’esperienza più frustrante della vostra vita.

Una tentazione che accomuna molti è quella di liquidare il non-chiaro come senza senso. Chi ama la poesia, o i pittori surrealisti, o anche solo il cantautorato sa di cosa parlo. È una forma di pigrizia, questa, che non posso giudicare: io ne ho una tale e quale per i numeri.
Non-chiaro non vuol dire senza senso, ma non mentirò: a volte è così. Allora cosa fa la differenza? Suppongo che sia soggettivo, e che ognuno abbia i suoi metodi per stabilirlo, adesso che ci penso io ne ho tre.
Uno è ovvio, la fiducia. Se un autore non mi ha delusa fino a quel momento, mi sembra infantile lasciarlo solo perché all’improvviso mi arruffa le penne.
Il secondo è la coerenza. The End of Evangelion è complesso, ma è anche limpido, perché è coerente. Non c’è niente, in questo film, che non fosse già stato anticipato nella serie, o che non sia la naturale evoluzione del degenero avviato già dal ciclo del Fourth Children. Niente di quello che vediamo in The End of Evangelion è nuovo: è solo Evangelion che ci esplode in faccia.
Il terzo, che ho scoperto grazie alla trovata di guardare Eyes Wide Shut a dodici anni, è la fascinazione. Voglio che qualcosa mi affascini. Voglio percepire, come guardando in un pozzo, una profondità che mi attrae, nonostante (o proprio perché) io non riesca a distinguerne il fondo. Non capisco, ma voglio capire. E anche se non capisco adesso, capirò un domani.

Il trucco per capire The End of Evangelion è quello di non cercare a tutti i costi di capire. Dovete guardarlo nell’insieme, lasciarvi suggestionare, e solo allora inizieranno a comparire i pattern.
Quella che vi proponiamo in queste pagine non è “la spiegazione di The End of Evangelion: è soltanto un raccontare alcuni di quei pattern. È un modo in cui speriamo di farvi notare aspetti che forse non avevate considerato, di chiarirne altri più oscuri, o dare un’interpretazione a quelli molto oscuri. Ma soprattutto è un modo come un altro per parlare di questa cosa che amiamo, perché quant’è bello parlare quello che amiamo?
Parafrasando (con la giusta cautela) Benigni, che si riferiva alla Divina Commedia, Evangelion non è facile, ma sia benedetta la difficoltà di Evangelion. Ringrazio lo sforzo che mi fa fare, perché mi fa bene.

Spero di trasmettervi, con questa analisi, anche lo spirito di questo sito, che è sì il piacere di fermare un fotogramma trenta volte per seguire con il dito le immagini quasi trasparenti sullo sfondo, visibili solo cambiando luminosità allo schermo, ma anche quello di arrivare sempre al punto che oh, non lo so che vuol dire, ma chi se ne frega, guarda quant’è bello dio mio.

PRIMA PARTE: AIR

Episodio 25: “Air”.

Air, vale a dire la prima parte del film, è tutto sommeto lineare; per questo motivo andrò rapidamente, soffermandomi sugli aspetti particolari o i dettagli, e magari per fare il punto della situazione. Sarà molto diverso quando arriveremo ad A te, il mio animo sincero in cui vi tedierò passo per passo, e questo perché lo adoro. Intendo, più di quanto adori normalmente Eva. So che sembra impossibile, ma tant’è.
Una cosa da sapere è che Air fu scritto per essere l’episodio 25 della serie (nella schermata è presentato come “25” e non “25′ “), ma fu ovviamente impossibile realizzarlo. È per questo motivo che troviamo evidenti corrispondenze con Un mondo che finisce / Do you love me? sia nella sceneggiatura che nell’atmosfera della seconda parte, Love is destructive.
Un’altra nota va fatta sul titolo, che è criptico. In che senso “Air”? Me lo sono sempre chiesta, e come sempre in questi casi le risposte possibili sono molte. La più ovvia è che si riferisca all’aria in senso musicale. Questo fa venire in mente anche il Rebuild, che si scompone nelle quattro parti di una melodia. Sono comunque adatte anche altre interpretazioni, per esempio “air” inteso come “esporre” “rendere noto”, visto che finalmente vengono fornite – più o meno – delle spiegazioni.

MAINTITLE (prologo)

Le rovine

Incredibile a dirsi, visto il tono del film, ma si inizia ridendo. Se avete visto The End of Evangelion abbastanza spesso e con abbastanza attenzione – nel senso che eravate perlomeno rivolti verso lo schermo – avrete notato che è pieno di vagine. Vagine giganti, vagine sulle mani, vagine sulla fronte, vagine che inghiottono il mondo…il messaggio è chiaro: l’uomo nasce da una vagina e deve tornare a una vagina. È il motivo per cui Kaworu si è fatto uccidere cedendo il passo a Rei, in fondo. Sappiamo che The End of Evangelion ruota ossessivamente attorno al sesso: più freudiano di così. Tanto per annunciarlo ecco cosa vediamo all’inizio, tra le rovine della città che sorgeva sotto Neo Tokyo-3:

La tag-line del film.

Lift e io abbiamo messo in pausa apposta per morire dal ridere e poi dare il cinque a Tsurumaki – che, ricordiamolo, è il braccio destro di Anno nonché il principale regista di Air.

L’ospedale

Nella prima scena incontriamo subito le grandi co-protagoniste del film: le tette di Asuka. Torneranno a farci “ciao” in modo parecchio esplicito altre quattro volte.
Questa è la scena che resta più impressa di tutti i 150 minuti seguenti. È difficile dimenticarla, anche se non si è appassionati di Evangelion e si è visto The End per curiosità o per caso. Il motivo è molto semplice, questo è Anno che ci dice “ehi ragazzi, ben tornati a casa, mi siete mancati, adesso lasciate che vi spacchi le ossa con questa mazza chiodata e poi pisci sulle vostre ferite”. E noi: “sì, maestro, è un piacere, maestro”.

Shinji fa visita ad Asuka nella stanza ospedaliera 303.

SHINJI: “Aiutami, Asuka, chiamami stupido come facevi sempre. Ti prego!”

Ho letto spessissimo, in questi anni, la domanda “perché?”, “per quale motivo Shinji lo fa?”. La risposta è implicita nella domanda: perché sì. Perché non c’è un perché.
Cosa ci comunica a pelle la scena? Direi disgusto. O disagio, o incredulità, o tristezza. O tutte queste cose insieme. Questa sensazione è già da sola la risposta.
Detto questo, a me la scena non è mai sembrata misteriosa. Avrei voluto che lo fosse, così non avrei avuto l’istinto di pucciare nel gabinetto la testa del mio personaggio preferito.
È chiaro come il sole che la serie mettesse in contrapposizione Asuka e Rei. Essendo agli antipodi e complementari, coprivano da sole lo spettro del femminile, tanto che Anno ha dovuto ammettere che nel creare Mari, nel Rebuild, la difficoltà è stata ideare una ragazza che non fosse solo “quello che non erano o Asuka o Rei”. Dove Rei era l’astrazione, l’etereo, il silenzio, Asuka era il concreto, la carne, il rumore. Asuka è il motivo per cui Shinji ha cominciato a sospettare che il suo pene non servisse solo per pisciare. Di tutte le complesse interpretazioni fatte di Eva, l’unica lampante è quella che riveste Asuka e Rei dei ruoli di Eros e Thanatos, tant’è che:

“[Eros] tende a creare organizzazioni della realtà sempre più complesse o armonizzate, [mentre] Thanatos tende a far tornare il vivente a una forma d’esistenza inorganica. Queste sono pulsioni. Eros rappresenta per Freud la pulsione alla vita, mentre Thanatos quella alla distruzione.”

Shinji, in equilibrio precario tra queste due forze da 24 episodi, in The End of Evangelion cade. La dicotomia si trasforma in conflitto. Quando Shinji cerca di svegliare Asuka, in ospedale, quello che sta cercando è un motivo per vivere. Lei non glielo dà, allora lui se lo prende.
Questa scena mette a nudo Shinji al suo peggio. Vuole che Asuka lo aiuti, che abbia considerazione dei suoi sentimenti, ma lui non ne ha dei suoi, e non ne ha nemmeno di se stesso (parleranno proprio di questo in A te, il mio animo sincero). Asuka era la sua fonte di forza. Ora che lei si è esaurita, masturbandosi Shinji ne drena quel che rimane, e da qui in poi sprofonda nell’abulia. La vergogna per questo gesto scatena un senso di colpa pari addirittura a quello per aver ucciso Kaworu, infatti Shinji accosterà le due cose parlando con Misato, durante la scena dell’ascensore in Love is destructive.

SHINJI: “Ho fatto cose terribili ad Asuka…sono arrivato persino a uccidere Kaworu. In me non alberga un briciolo di altruismo o di lealtà, riesco solo a ferire gli altri. È meglio che non faccia niente!”

Confronto tra l’episodio 1 ed “Air”.

Come qualcuno avrà notato, l’inquadratura sulla mano di Shinji è quasi identica a quella dell’episodio 1, quando soccorre Rei dalla caduta del soffitto.  Visto che la metafora ci sta prendendo a palate, diciamolo: Shinji ha “ucciso” Asuka (nel senso che ha ucciso la sua dignità, l’ha trasformata in un corpo anziché in una persona, l’ha svuotata) e nel corso del film lo farà altre due volte (e proverà a farlo una terza). Shinji, come aveva già capito nell’episodio 16, non può lavare l’odore del sangue.

A proposito:

“Che mani sono queste qui? Ah!, esse mi strappano gli occhi! Tutto l’oceano del grande Nettuno potrà lavar via, interamente, questo sangue dalla mia mano? No, piuttosto, questa mano tingerà d’incarnato i mari innumerevoli, facendo del verde un unico rosso!”
[MacBet, Atto II – scena II]

Anno. Oh, Anno.
Andiamo avanti.

È evidente il richiamo all’episodio 9, in cui Shinji cerca di baciare Asuka che sta dormendo. C’è la volontà di sporcare il ricordo di un momento dolce, uno dei pochi ingenui della serie, in cui ci ricordiamo che i protagonisti hanno quattordici anni. È triste vedere quanto la situazione sia degenerata, e ancora più triste è sapere che Shinji si ostina a dimostrare la sua attrazione per Asuka esclusivamente quando lei è incosciente. “Triste” perché noi sappiamo che era un’attrazione reciproca. Per Shinji, troppo vigliacco (ma in parte giustificato: dire che Asuka dava segnali contrastanti è un eufemismo), è stato più semplice masturbarsi sul suo corpo inerte che non sfiorarla mentre si baciavano. Questo si può leggere anche come un “sto guardando te” di Anno agli otaku (ma non solo), che preferiscono restare in casa ad ammazzarsi di seghe sulle ragazze degli anime (ma anche semplicemente una fantomatica “ragazza perfetta”) piuttosto che affrontarne una reale.

The End of Evangelion apre col botto, perché questa scena è pazzesca. È disturbante, ti spiazza, e non c’è niente fuori posto. Anche la scelta della luce fredda grigio-azzurra, che dà un senso di estraniamento, quasi di sogno appena prima che diventi un incubo, è perfetta.

Concludo con tre note.
1) Benché la si descriva spesso come “in coma”, Asuka in realtà è sedata, o al massimo in coma farmacologico. Questo spiega perché sia cosciente sia nell’episodio 24 che durante l’attacco delle Nazioni Unite al quartier generale della Nerv.
2)Shinji, il così detto “ingenuo”, ha avuto il sangue freddo per andare a chiudere la porta a chiave, prima di fare i suoi comodi. Inoltre, a giudicare da un’inquadratura successiva, ha anche (probabilmente) rivestito Asuka. Per essere un atto irrazionale, è stato molto razionale.
3) Questo distruggerà la drammaticità, però ormai l’ho notata e cannot be unseen. Nell’episodio 24, quando Kaworu attiva l’Eva 02, Misato si chiede se non sia Asuka. Hyuga conferma la sua presenza nella stanza 303, tramite una telecamera.
Mi hai sentita, Shinji? C’era una telecamera.
Ringrazia che il mondo sia finito prima che qualcuno controllasse i nastri.

HARBINGER OF TRAGEDY

“Harbinger of tragedy” è il titolo della soundtrack che sottolinea i momenti d’azione più drammatici, in Evangelion, e dà il nome anche al capitolo del film in cui comincia l’attacco delle Nazioni Unite all’HQ della Nerv. La scelta è senza dubbio azzeccata.

Gli operatori

Gli operatori discutono del loro destino, che alla Nerv equivale a parlare del tempo.

Nel quartier generale continua lo stato d’allerta di primo grado (avviato nell’episodio 24), così gli operatori – bloccati sul ponte di comando – parlano tra loro. Aoba dimostra di conoscere il Progetto per il Perfezionamento e afferma che ormai non possono fare altro che resistere in attesa che cominci. È molto chiaro, però, che nessuno dei tre abbia davvero idea di che cosa significhi. Maya, per esempio, si preoccupa della fine che faranno gli Eva, mentre Aoba ipotizza che l’HQ verrà smantellato. Sarebbero dubbi irrilevanti, per persone consapevoli di stare diventando brodo primordiale. In effetti, perché nascondere la natura del Progetto a Misato, ma poi rivelarla ai tre operatori? A parte per andare incontro alle limitate capacità cognitive di Misato, intendo.

Gendo, Fuyutsuki e la Seele

Torniamo a Misato. È proprio lei che, grazie ai chip che le ha lasciato Kaji, ci svela finalmente che cos’è il Progetto per il Perfezionamento: il suo scopo è quello di far progredire artificialmente l’uomo, di per sé bloccato al massimo della sua evoluzione.
Dove sta il contrasto tra Gendo e la Seele, allora?
Probabilmente nel fatto che la Seele consideri concluso il lungo esperimento dell’umanità, e con il Third Impact vorrebbe calare il sipario. Il Perfezionamento, per loro, è quasi un premio, la pace che precede il ritorno a Lilith e quindi alla non-esistenza, ossia alla morte che ci ricongiunge a Dio. Gendo, al contrario, vuole che il Perfezionamento rimanga lo stato definitivo, e che le coscienze continuino a esistere, fuse, attraverso l’Eva 01, in una condizione di beatitudine eterna.
Questa differenze è messa finalmente in luce nell’ultimo confronto tra Gendo, Fuyutsuki e la Seele. 

Gendo e Fuyutsuki chiudono il ping pong coi vecchi della Seele.

FUYUTSUKI: “L’esistenza dell’umanità si giustifica nella creazione degli Eva.”
GENDO: “Ora il suo destino è progredire verso un mondo nuovo. Ed è per questo che esistono gli Eva.”
SEELE: “Però non è opportuno abbandonare la forma umana per salire sull’arca che porta il nome di Eva.” […] “La via della distruzione coincide con l’alba della nuova vita. È nella morte che il dio, l’uomo e gli esseri viventi tutti si fonderanno in uno.”
GENDO: “La morte non genera nulla.”
SEELE: “Tu parli di una morte che non ci appartiene.”
[La Seele sparisce]
FUYUTSUKI: “L’uomo onora la propria esistenza solo nell’atto di desiderare la vita. Questo era il volere di Yui nel giorno in cui scelse di salire a bordo dell’Eva.”

Non ho niente da dire, lasciatemi solo sospirare per la bellezza di questo dialogo. È così ben fatto (e ben doppiato, in versione originale e nella nostra) che potrebbero non dire niente: suona lo stesso che è un piacere.

Il mattino dell’attacco

Gli occhiali rotti di Gendo e l’S-DAT scarico.

Volevo che vi soffermaste sul bell’accostamento proposto in questa breve scena. Nel momento in cui il loro destino sta per compiersi, sia Rei che Shinji si trovano privi del simbolo della loro esistenza; Rei III per scelta (ha in fine rotto gli occhiali, come aveva già provato a fare nell’episodio 23), Shinji per apatia. In questo senso i due sono opposti: Rei agisce, Shinji non agisce, Rei decide, Shinji non vuole decidere.

Il computer di Misato. (clicca per ingrandire)

Misato scopre i segreti dietro al Second Impact, e in puro stile Evangelion si guarda bene dal condividerli ad alta voce con lo spettatore. Più o meno tutti hanno tentato la furbata di mettere in pausa per leggere lo schermo, ma questo non riporta altro che la storia dello studio Gainax mescolata ad alcune parole chiave dell’universo di Eva. In compenso, però, conosciamo l’ora in cui l’invasione è iniziata: le 5:59 di mattina. Poi per forza che uno accetta il Perfezionamento.

I Magi System si coalizzano per ottenere il Magi Original.

FUYUTSUKI: “Prendere i Magi equivale a prendere l’intero quartier generale.”

Finalmente vediamo tutte le versioni esistenti del Magi System, quindi vale la pena ricapitolarle. Due sono locate in Giappone, una a Neo Tokyo-3 e l’altra a Matsuhiro. Altre due sono in Germania, il paese partner del Giappone nella fondazione della Nerv, a Berlino e ad Amburgo. Un’altra è in Cina, a Beijing (il nome ufficiale di Pechino), e l’ultima in Massachussets; è divertente che non sia stata specificata la città, ma possiamo immaginare che sia Cambridge, sede del MIT.
Le U.N., come notano anche gli operatori, agiscono in modo da non danneggiare il Magi Original. Potrebbe essere perché i Magi non sono aggiornati in tempo reale tra loro, e non mi stupirebbe se Ritsuko avesse fatto in modo di celare solo in questa versione dei dati preziosi. Un’altra possibilità è che soltanto dall’Original si riesca a sintetizzare il pensiero di Naoko, e quindi a copiare un sistema funzionante.

Ritsuko

Ritsuko viene richiamata dalla detenzione.

RITSUKO: “Vedo che non si fa scrupoli a servirsi delle persone che ha scartato. Un vero egoista fino alla fine.”

Per bloccare l’invasione informatica Gendo fa chiamare Ritsuko, confinata dall’episodio 23. Questa piccola scena è straordinaria, ma il merito non è tanto della regia (per quanto la scelta di non inquadrare mai la donna in viso, concentrandosi invece sulla postura e sull’ambiente spoglio e oscuro, sia rimarchevole) quanto del personaggi stesso. Ritsuko è la prova concreta della qualità di scrittura di questa serie. In 26 episodi non una sola delle sue animazioni è andata sprecata, ogni battuta così come ogni silenzio avevano un senso. Ritsuko, con il pragmatismo che d’altra parte la caratterizza, non ha mai fatto niente oltre l’indispensabile, ma questo indispensabile ha la precisione di un metronomo. Il risultato è un personaggio senza sbavature, che si mostra in fine nuda nella sua austera disperazione. Nel momento in cui si alza flemmatica dal letto, Ritsuko pronuncia soltanto due frasi, che complice l’interpretazione della doppiatrice (tanto la Yamaguchi quanto la nostra bravissima Liliana Sorrentino) ci fanno venire i brividi. Restituire con pochi gesti e parole la totalità di un personaggio è un miracolo possibile solo se questo è davvero riuscito; i personaggi di Eva, in particolare, sono talmente riusciti da reggere addirittura l’intero Rebuild senza che su di loro venga detta nemmeno una nuova sillaba. The End è l’apice, di questo. Fidatevi dei personaggi: se li lasciate parlare senza interromperli, capirete.

Misato e l’assalto

Ritsuko si rivolge al Magi System.

RITSUKO: “Forse sto commettendo una sciocchezza. Del resto è la natura umana che induce gli uomini e le donne ad agire senza logica. Non ho forse ragione, mamma?”

Ritsuko attiva l’algoritmo di protezione 666 sul Magi Original, che entra in uno stato di totale isolamento con l’esterno di 62 ore. All’insaputa di Gendo ha programmato anche l’ordine di autodistruzione dell’HQ, che intende innescare una volta nel Terminal Dogma, appena prima che lui possa avviare il Perfezionamento. La scelta del tempismo non è casuale: Ritsuko è disposta a rinunciare alla pace eterna pur di impedire all’uomo che l’ha tradita di coronare il suo piano e rivedere così la donna che ama realmente. In un certo senso, la sua idea è proprio quella di strapparlo a Yui (e quindi a Rei), come sua madre non era riuscita a fare. Forse è anche per questo che si aspetta la sua approvazione. Noi sappiamo bene che le cose non andranno proprio così. Intanto, come già nell’episodio 13, è ancora una volta Casper (l’essere femminile di Naoko) ad aver retto fino all’ultimo l’attacco e quindi a respingerlo.

FUYUTSUKI: “E così, Ikari, alla fine il nemico ultimo dell’uomo è l’uomo stesso.”

Non potendo più avere la meglio sul Magi System, la Seele avvia la guerra. Le N.U. invadono l’HQ in una serie di scene crudissime, il cui effetto è moltiplicato dal legame che, nostro malgrado, abbiamo sviluppato con il posto. Capiamo anche quanto questo finale fosse già scritto; lo stesso black out dell’episodio 11 aveva come scopo quello di studiare la struttura della base in vista di questo giorno. Come dicevo all’inizio, niente in questo film è per caso. Hyuga e Aoba lo confermano, parlando di come i fondi siano già stati tagliati da tempo, e l’HQ non abbia mai potuto contare su un adeguato sistema di difesa. Trattandosi del branch fondamentale della Nerv, l’unica spiegazione è che questo fosse intenzionale. 

Misato si rende conto del pericolo che corre Shinji.

Dall’inizio del film Misato ha dimostrato un progressivo sangue freddo, che come sapete manterrà fino alla fine. L’abbiamo conosciuta come stratega intuitiva e avventata, e come donna incapace spesso di accettare la realtà, che gioca a fare la ragazzina perché in fuga da se stessa e dallo scorrere del tempo. Ebbene, Misato ha finalmente smesso di fuggire. La ritroviamo cresciuta, indurita, ancora a pezzi, ma in piedi. E tutta via è una crescita amara, la sua, perché avvenuta all’improvviso e per un trauma – quello della morte di Kaji, l’uomo che aveva appena accettato di amare, e che fino all’ultimo ha respinto per ostinazione – che le ha causato uno strappo insanabile; Misato è sì cresciuta, ma ha perso una enorme parte di sé, forse la migliore. Il suo unico vacillo, da qui alla sua morte, sarà quello mostrato in questa scena, vale a dire nel momento in cui si accorge che Shinji è in balia delle U.N. Misato per un momento cede, ritorna la donna che nell’episodio 20 ha urlato “A cosa serve la scienza se non può salvare una singola persona?! Ridatemi Shinji!”. Si potrebbe parlare a lungo del rapporto tra questi due personaggi, indubbiamente uno dei più importanti della serie, e avrò occasione di farlo anche giunti alla scena dell’ascensore in Love is destructive. Per ora è bello vedere come, nonostante dall’episodio 21 il loro rapporto si fosse guastato, Misato ha ancora così caro Shinji da compiere una pazzia: lasciare il ponte di comando nel bel mezzo di una situazione d’emergenza pur di andare ad aiutarlo. E questo non perché alla Nerv serve un pilota, ma perché gli vuole bene. Simple as that. E Hyuga, che la conosce, se lo aspettava: quando lei dice “scusa, ma lascio il controllo a te” risponde solo “ok”.

Due note:
1) Lo schermo sul quale compare Shinji mostra che sono le 7:23. Dall’inizio dell’invasione informatica è passata meno di un’ora e mezza.
2) Quando si vede Rei galleggiare nell’LCL potete notare che, sul pavimento, c’è la sua divisa scolastica. Il fatto che lei, in questo caos, si sia addirittura presa il tempo di piegare i vestiti mi fa molto ridere, e si tratta ovviamente di un tocco di classe. Rei non ha fretta, non ha paura, non ha nemmeno più il disordine che caratterizzava la sua casa: Rei è già oltre.

Gendo e Fuyutsuki si separano.

GENDO: “Professor Fuyutsuki, affido a lei il comando.”
FUYUTSUKI: “D’accordo, Ikari. Porta i miei saluti a Yui.”

Come Misato, anche Gendo cede il comando per raggiungere a qualcuno.
Prima ho parlato di come un ottimo lavoro di scrittura si ripaghi con la possibilità di tingere con poche pennellate scene di profonda intensità. Ebbene, pensavo proprio a scene come questa, una delle mie preferite del film. Mentre A te, il mio animo sincero mostrerà le viscere dei personaggi, raccontandoli attraverso la visione traboccante e surreale di Hideaki Anno, Air è un lavoro pulito, nel quale Kazuya Tsurumaki osserva dall’esterno e raccoglie, con puntualità e discrezione, i dettagli.
E proprio di questo è fatto il rapporto tra Gendo e Fuyutsuki, di dettagli. Eppure è forse il più profondo della serie.
Nel momento in cui Gendo abbandona la sua postazione, è come al solito composto. Eppure questo è il momento che stava aspettando, l’unico motivo per cui ha continuato ad esistere. Fuyutsuki lo sa, non ha bisogno che lui lo dimostri. La sua comprensione di Gendo è assoluta, e questo perché a differenza di Ritsuko (e in un certo senso anche di Shinji) ha rispettato il suo bisogno di soffrire. Persino nell’attimo definitivo le sue parole non sono invadenti: “Porta i miei saluti a Yui”. La donna di cui entrambi erano innamorati, e dalla quale solo Gendo sta tornando. Un uomo disperato e un altro pieno di rimpianti, che per quattordici anni hanno preso le stesse dure decisioni e portato la stessa enorme croce. Si separano così, senza neanche guardarsi. Loro sanno. E quello che volevano farci sapere, lo sappiamo.

PRIMA PARTE: AIR – FINE

Per chiudere la prima parte di Air, soltanto due note:

1) L’adattamento italiano, altrimenti ottimo, qui prende una cantonata. La frase di Aoba, “quelli sono dei terroristi”, è stata tradotta come “ah, è solo un gruppetto di terroristi!” che ha un significato del tutto diverso. Così sembra quasi che Aoba, l’eroe, non capisca perché ci sia tanto rumore per nulla. Noi, però, questo errore lo amiamo. Ci fa davvero morire dal ridere.
2) Nei tempi che furono qualcuno ipotizzò senza motivo che Aoba fosse innamorato di Maya, e per non fare la figura di quelli che non se ne erano accorti in molti sono andati avanti a ripeterlo. La scena in cui Aoba esorta Maya a sparare, tra l’altro con comprensibile esasperazione, è per alcuni la prova dei suoi sentimenti. Perdonatemi se oso dire che mi sembra una supposizione idiota. Non so se voglio vivere in un mondo in cui il solo motivo per salvare la vita a un’amica debba essere che la voglio scopare. E soprattutto non mi va di vivere in un mondo in cui un uomo e una donna che lavorano insieme per forza si amano, mentre Maya per Ritsuko prova soltanto “una grande ammirazione”.

Finisce così l’analisi di Air, che proseguirà con la seconda parte, Love is destructive. Scopriremo che raramente un titolo è stato così ben scelto. Se vi è venuta voglia, intanto, di tirare fuori il dvd di The End of Evangelion, beh…fatelo subito, e non ritiratelo mai più.

Categorie Neon Genesis Evangelion, NGE: Analisi

64 commenti

  • Headbutt19 on 31 Gennaio 2013 at 11:28 am said:

    Reply

    Ottima analisi grazie mille! Non vedo l’ora delle prossime!
    Molto bello il passaggio in cui associ Eros e Tanathos ad Asuka e Rei, il parallelismo tra le due scene con la mano si Shinji sporca di sangue nella prima e di sperma nella seconda mi era completamente sfuggito ( e avevo anche scordato la presenza della telecamera nella stanza di ospedale aahahahahahah sgamato Shinji! ).
    D’accordissimo anche con la tua introduzione, in particolare quando parli della coerenza di questo film con il resto della serie, e sul fatto che tutto ciò che accade sia stato già precedentemente annunciato nei primi 24 episodi.
    Complimenti e ancora grazie 😉

  • FazzoMetal on 31 Gennaio 2013 at 11:34 am said:

    Reply

    Sebbene in sessione d’esame di ingegneria, mi prendo sempre il tempo di leggere gli articoli di questo blog. Anche quest’ultimo è stato fantastico… Da tempo sentivo il bisogno di qualcuno che potesse proporre analisi così meticolose, tanto attente e così ben formulate. E’ impressionante come negli articoli di questo sito sia condensato tutto così bene, partendo da mere considerazioni sulla trama di Evangelion per arrivare alla sfera sentimentale. Complimenti davvero!!!

  • Oltre ai complimenti che sono d’obbligo per questa analisi così dettagliata e profonda della prima parte di EoE,voglio “approfittare” della vostra conoscenza enciclopedica della serie per porvi un paio di domande a cui non ho trovato risposta. Fuyutsuki: dove sta il motivo del suo legame con Gendo? E quale è il suo scopo, la sua ambizione personale? Spiego meglio il motivo delle mie perplessità. Per tutta la serie il caro Kozo ci viene mostrato come personaggio marginale, non fa mai nulla di importante tranne nel’episodio 21 che ci mostra con i suoi occhi il passato della Nerv. Ebbene dall’odiare Gendo diventa suo collega e “amico”(se così si può definire) e sembra supportare tutte le sue scelte ma mai ci viene spiegato lui cosa voglia realmente. Sembra quasi che non abbia altro desiderio se non quello di far rincontrare Gendo e Yui, mentre per sè stesso non ci dice mai cosa voglia o dove voglia arrivare.

    • CaskaLangley on 31 Gennaio 2013 at 12:37 pm said:

      Reply

      Ciao Zodd, grazie dei complimenti 🙂 Ti sei risposto da solo: Fuyutsuki non vuole niente per se stesso, probabilmente perché non crede di meritarlo. Si è trovato sempre più vicino a Gendo a causa di Yui, ha iniziato prima a digerirlo, poi ad apprezzarlo, e in fine dimentichi che sono stati uniti dal dolore profondissimo per la perdita di Yui, che entrambi amavano. Fuyutsuki non è sicuro come Gendo, ha una moralità più forte, eppure non ha potuto fare altro che stare al suo fianco sapendo che razionalmente ha preso le uniche decisioni possibili, sebbene sappia quanto sono ingiuste. Si sono trovati in qualche modo a essere l’uno l’unica persona che possa comprendere l’altro, perché sono sulla stessa barca, perché portano insieme l’eredità dei desideri di Yui, perché a questo punto non possono tornare indietro, solo andare avanti. Fuyutsuki si sente in colpa, ed espia questa colpa vivendo nell’ombra di Gendo. Ma è anche l’unico che sappia quanto davvero lui sia disperato. Credo che capire quando intensamente e onestamente Gendo amasse Yui sia stato quello che l’ha convinto a fidarsene, in fine. E Gendo, beh, lui Fuyutsuki l’ha scelto, l’ha sempre stimato, è consapevole del fatto che lui è la parte che gli manca. Inoltre, l’aveva scelto Yui. E questo per Gendo era più che abbastanza.

      • Preso dalla curiosità(era da un pezzo che non rivedevo EoE) sono andato a soffermarmi nel momento in cui tutti i sopravvissuti della Nerv stanno per disciogliersi in LCL ed hanno una visione della persona a loro più cara, ed effettivamente non ricordavo che Fuyutsuki vedesse proprio Yui(anche se ho notato che mentre Aoba sta per morire gli compaiono numerose Rei…che fosse attratto da lei? o semplicemente dovevano colmare il buco nella sua caratterizzazione enfatizzando il senso di disperazione con questa scena?). Altra scena non compresa appieno è quando viene il momento di Gendo che si ritrova a parlare del suo fallimento come padre con Yui..ma lui non si discioglie in LCL ma viene mangiato letteralmente da uno 01 decisamente animalesco, e ne rimane solamente la parte inferiore troncata di netto sullo sfondo della scena.Che quindi lui non abbia fatto parte del perfezionamento perchè non meritevole?

        • CaskaLangley on 31 Gennaio 2013 at 1:20 pm said:

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          Mah, un po’ macchinosa, specialmente l’idea di Aoba (se fosse stato attratto da Rei, avrebbe visto una Rei: Aoba semplicemente non voleva morire e Rei ha dovuto andare a prenderlo con la forza). Comunque di queste cose parlerò nel resto dell’analisi 🙂

  • Bellissima e scritta da dio! Non posso far altro che quotare in toto l’introduzione che ricalca alla perfezione lo spirito con il quale io stesso affronto la serie. Quel non capito, non detto, quel guizzo schizzofrenico incomprensibile riesce a tratteggiare l’animo umano come poche altre opere sono riuscite a fare. Lo spettatore che riesce a spegnere il cervello e lasciarsi trasportare solo da quello che vede e sente scoprirà una voce antichissima rispondere al richiamo di evangelion senza capirne realmente il motivo, ed è meraviglioso trovarsi a rabbrividire e piangere durante la visione senza capirne realmente il perchè.

  • I miei più sinceri complimenti, sei riuscita a scrivere nell’introduzione, la sensazione che ho sempre provato per Eva, ma non sono mai riuscito ad esprimere.

  • Ammetto che, tanti anni fa, quando MTV ripropose la serie di Eva, provai a guardarlo, ma dopo un paio di puntate lo lascia perdere, perché faticavo a seguirlo, e nemmeno mi piaceva. Qualche mese fa, invece, mi convinsi a dargli una seconda possibilità e lo guardai tutto. Continuava a non piacermi. Poi ne parlai con un’amica, che lo aveva visto ai tempi della prima messa in onda italiana, e mi sgridò, arrabbiatissima, dicendomi che avevo l’atteggiamento sbagliato. Dovevo, secondo lei, guardare con il cuore, e non con la mente: provare, non capire. Quando guardai EoE mi imposi di fare come diceva lei, ed effettivamente funzionò! 🙂 E’ stato grazie a questo film e al suo suggerimento che sono riuscita ad apprezzare l’importanza di questa opera, e sono davvero felice che stiate facendo questa serie di post.

  • Neon Genesis Evangelion, e qui in partiolare EOE, è BELLO. E la bellezza è qualcosa di oggettivo, proprio perchè cattura a livello intuitivo l’uomo in quanto tale; la comprensione concettuale viene dopo, semmai (se colpisce anche a livello razionale, come nel caso mio e di molti altri, ben venga, naturalmente!). Naturalmente, poi, può piacere o non piacere, ma appunto “piacevole” e “bello” sono due cose separate…il piacevole è soggettivo.
    Grazie grazie grazie per questa analisi stupenda e dettagliata, aspetto il resto con Inno alla Gioia in sottofondo…anche se in questo contesto sarebbe più indicato un bel Requiem. XD

  • Novanta minuti di applausi [cit.]
    No, seriamente, non avevo mai letto una descrizione così precisa ed accurata della famosa scena dell’ospedale. Molti ci girano intorno tirando fuori le ipotesi più assurde (forse perché il tema imbarazza molti), invece tu sei stata semplice e diretta 🙂
    (la chicca della telecamera è stata la ciliegina sulla torta; avevo notato la scena, nella serie, in cui viene fatta presente, però non ho mai collegato finora LOL xD)
    Non vedo l’ora di leggere la seconda parte! 😀 Farete un’analisi scena-per-scena anche dei film del rebuild? (qualcosa avete già fatto, lo so, intendo proprio un dossier in più parti come questo)

    • CaskaLangley on 31 Gennaio 2013 at 10:38 pm said:

      Reply

      Grazie! Il problema è che nel Rebuild non c’è molto da analizzare, da questo punto di vista è lineare XD

  • Analisi molto bella e piacevole!
    Spero di non dover aspettare troppo per leggere la parte successiva: sono già impaziente!

  • Ottima analisi! Completa, interessante e veramente veramente ben scritta! Complimenti!
    In particolare bellissimo il parallelismo di Asuka e Rei con Eros e Thanatos e la citazione di Macbeth, che calza a pennello con l’evoluzione “in rosso” di NGE XD ancora complimenti!
    Una sola domanda: a quale traduzione/doppiaggio vi siete rifatti? Perchè il mio dvd di EoE, nella scena in cui Fuyutsuki, Gendo e la Seele hanno amorevoli scambi di opinioni recita in maniera leggermente diversa:
    Gendo: La morte non può generare nulla.
    Seele: La morte è ciò che avrete.
    Fuyutsuki: Gli uomini esistono in virtù del loro desiderio di vivere. Ed è per questo che lei scelse di rimanere dentro l’Eva.

      • Quel post mi era sfuggito, grazie! Non avevo idea che avessero fatto un doppiaggio nuovo e migliorato (in effetti misato mi era sempre sembrata un colpo al cuore, nel doppiaggio vecchio XD), lo comprerò appena lo trovo o-o

  • Hikari Horaki on 31 Gennaio 2013 at 8:30 pm said:

    Reply

    Condivido praticamente tutto e l’articolo è molto appassionato e appassionante, non ho capito solo cosa intendi quando dici “Asuka era la sua fonte di forza” nell’analisi della scena dell’ospedale. Intendi Asuka in quanto rappresentante dell’elemento vitale in Eva rispetto a Rei/Morte? Perchè in generale mi è sempre sembrato che nella serie Shinji fosse fisicamente attratto da Asuka, ma emotivamente da chiunque gli desse attenzione (e questo lo dico da adoratrice di AsukaXShinji, intendiamoci!) e in base a quelle attenzioni e a quanto le sue aspettattive fossero soddisfatte o meno si sentisse “bene” o “depresso”… In pratica condivido quanto Asuka gli rinfaccia nel secondo tempo del film dopo l’ennessima richiesta d’aiuto di Shinji! XD

    Tornando a cose più “divertenti”: “Nell’episodio 24, quando Kaworu attiva l’Eva 02, Misato si chiede se non sia Asuka. Hyuga conferma la sua presenza nella stanza 303, tramite una telecamera.
    Mi hai sentita, Shinji? C’era una telecamera.
    Ringrazia che il mondo sia finito prima che qualcuno controllasse i nastri.”, ecco io l’ho pensato dalla prima volta che ho visto il film che c’era la questione della telecamera e ammetto anche di aver pensato con orrore che qualcuno dovesse pure aver visto tutto senza intervenire, visto che era proprio una telecamera per sorvegliare la stanza, quindi c’è qualcuno più maniaco di Shinji XD (o sono maniaca io ad aver pensato una cosa del genere! Non ho mai pensato invece che un addetto alla sicurezza giapponese si fosse assentato dal posto di lavoro, non è nella loro mentalità credo, e l’attacco non era ancora cominciato).

    • CaskaLangley on 31 Gennaio 2013 at 10:41 pm said:

      Reply

      Mh, non stiamo o dicendo la stessa cosa, su Asuka XD? Non capisco la differenza. Comunque io credo che in generale, anche col suo atteggiamento sprezzante, Asuka riuscisse davvero a spronare Shinji. Il problema casomai era quando non riusciva a fermarsi, ma questo forse faceva più male a lei che a lui.

      • Intendevo dire che secondo me Shinji non considera Asuka la sua “fonte di energia” o almeno non la predilige rispetto ad altri neol corso della serie. Credo che Asuka sia molto più legata a Shinji di quanto non sia legato lui a lei: è vero che in qualche modo Shinji usa le persone mentre mi sembra che Asuka sia più genuina, anche quando ha reazioni violente pur di non ammettere i suoi sentimenti, che vede come un segno di debolezza. Ci sono momenti nella serie in cui Asuka non esiste per Shinji e lui torna da lei nel finale per il semplice fatto che gli altri o sono morti o ormai lo spaventano (come Rei e Misato). Diciamo che Asuka è l’unico appiglio che gli rimane perchè in fondo, dal punto di vista di Shinji, era il male minore. Non ha scelto lei e non la ama perchè non ama se stesso, però ha bisogno di lei non in quanto Asuka, ma in quanto ultima persona rimasta con cui aveva un minimo di rapporto. Per intenderci, se fosse rimasto in vita Kaworu, Shinji non si sarebbe mai presentato in ospedale da Asuka. Se poi vogliamo parlare del fronte non emotivo, ma fisico, è ovvio che l’attenzione di Shinji è sempre stata solo su Asuka da quel punto di vista, ma questa è parte diversa della storia.

        • CaskaLangley on 1 Febbraio 2013 at 4:20 pm said:

          Reply

          Ah, ok! Certo, hai assolutamente ragione 🙂 di certo Shinji non sta cercando Asuka “perché la ama”, anche perché è piuttosto chiaro che Shinji non riesce ad amare nessuno, nemmeno se stesso, e in questo senso il suo legame con Kaworu era così forte solo perché Kaworu gli si dava completamente, senza esigenze, e questa per lui era l’unica egoistica soluzione possibile. Quello che intendevo, però, è che Asuka è una “fonte” nell’economia della storia, nel contesto e nell’insieme. Inoltre in realtà Shinji ha concretamente tratto enorme giovamento dalla presenza di Asuka, da quel punto di vista, la rottura tra loro c’è stata dall’episodio 15, quando in effetti Asuka si comporta in modo davvero troppo traumatizzante per chiunque XD” Quanto all’attrazione fisica sono sempre d’accordo, tuttavia non sono così netta nel separarla in toto da un’attrazione emotiva, in fin dei conti per fortuna gli esseri umani non funzionano a compartimenti stagni non collegati tra loro XD (tant’è che anche Rei è molto bella, ma Shinji non manifesta attrazione sessuale per lei nemmeno nel Rebuild, in cui sono emotivamente più vicini) Dal book di D&R vediamo che Shinji la percepisce come come “Ragazza. Straordinaria. Indecifrabile. Sesso.” quindi è una concomitanza di sensazioni comunque “vitali”, e questo credo sia il punto.

          • Mamma mia, a rileggere le vostre discussioni mi sembra di essere tornato ai tempi di ngeforum…
            “È ancora il Terzo. Tu non cambi mai.” (cit.)

          • A parte il momento amarcord, il vostro dibattito è decisamente interessante, ed ecco i miei 2 cent…

            Fin dall’inizio di Eva Shinji cerca tra coloro che gli stano attorno un appiglio per dare un senso alla propria esistenza e continuare a vivere: Gendo, Rei, Misato, Asuka, Kaworu, di nuovo Asuka, ma non lo trova in nessuno, e non può trovarlo: disprezzando se stesso, Shinji non è in grado di amare nessuno, nè è in grado di sentire l’amore che gli altri eventualmente provano per lui. Shinji è irrecuperabile, per lui non c’è alcuna possibilità di miglioramento o di crescita. Penso che la forza vitale che sembra aver ritrovato pilotando l’unità 01 e ponendo le basi di una relazione con Asuka sia solo una suggestione autoindotta, poichè sta negando per l’ennesima volta il fatto che per lui non c’è felicità, nè mai ci sarà.
            Se nel finale televisivo ho trovato un barlume di speranza per Shinji, il finale di EoE, per quanto aperto, non mi ha mai fatto presagire nulla di buono; Shinji ripristina il mondo, chi ha la volontà di sopravvivere torna in vita, ma ho sempre avuto la sensazione che per lui non ci sarà mai alcuna speranza: Shinji è un debole che è fuggito da una dolorosa realtà, di fronte ad un’egoistica illusione di felicità sceglie di continuare a vivere. Quando si trova di fronte ad Asuka cede nuovamente alla paranoia e cerca di ucciderla, ma basta una sua carezza per farlo desistere. Shinji è un debole, troppo debole per scegliere di uccidere, troppo debole per suicidarsi. Il mondo rinascerà e Shinji rimarrà bloccato nella sua inerzia, come all’inizio di Evangelion, se non addirittura in uno stato peggiore. Per quanto aperto, non credo possa esserci un finale più tragico e senza speranza di questo.
            D’altronde la de-costruzione da parte di Shinji per il suo smodato egoismo e desiderio di felicità a scapito del resto del mondo è il leit-motiv anche di Evangelion: 2.0 e 3.0. Pur di recuperare l’oggetto dei suoi desideri, e non per un amore puro nei confronti di Rei o per un atto eroico, Shinji è prossimo a causare il Third Impact. Pur di cercare di rimediare ai propri errori, non per genuina comprensione di aver sbagliato, ma solo per essere accettato da Misato, Asuka e compagnia cantante, Shinji adopera le lance, nonostante Kaworu gli ripeta che sta DIABOLICAMENTE perserverando nell’errore. Risultato? Ennesima fine del mondo.
            Cambia l’oggetto del desiderio (prima Asuka, poi Rei), ma Shinji è sempre lo stesso, come profeticamente deduce Kaworu. Per lui non c’è alcuna possibilità di redenzione, solo una spirale discendende di autocommiserazione, disprezzo, errore dopo errore, fuga dal mondo, solitudine, cristallizzazione. Mi viene da pensare al Lucifero della Divina Commedia.

            Vedremo se il Final cambierà le carte in tavola…

          • CaskaLangley on 1 Febbraio 2013 at 9:48 pm said:

            Condivido in toto, chiaramente il problema di Shinji è questo, oscilla tra l’asservimento e l’assoluto egocentrismo in maniera inconciliabile con la vita reale. Passa direttamente da “sono una merda” a “LASCIATEMI STARE SONO INDISPENSABILE SI FA COME DICO IO” e poi di nuovo da capo senza soluzione di continuità. Advance per esempio dava un’idea fuorviante: inizialmente sembrava che fosse diventato figo e deciso e bla bla, visto che salva Rei, ma in realtà se si era un po’ sensibili già alla terza o quarta visione ci si rendeva conto che qualcosa in lui non andava, è che quel “non m’importa cosa sarà del mondo” non era una cosa pucci e romantica, ma il segno che stava lasciando andare tutto e buttando ogni straccio di crescita nel bidone. Io credo che Shinji possa essere felice, per il semplice fatto che non esiste che un ragazzino di quattordici anni venga condannato a priori, non ha senso. Però è lui ad autocondannarsi.

          • FrozenBrain on 1 Febbraio 2013 at 10:48 pm said:

            Azzeccatissima quest’analisi di Shinji che avete fatto. Tant’è che in Q mentre guarda le stelle con Kaworu Shinji afferma che l’universo con il suo essere immutabile lo calma. E Kaworu risponde “invece di cercare il cambiamento tu preferisci un mondo vuoto e brutale”.
            Insomma sembra quasi che questo mondo post time-skip sia in realtà stato voluto (anche se a livello inconscio) da Shinji. Come avete detto voi, disprezzando se stesso Shinji non può amare gli altri e quindi preferisce un mondo dove sono gli altri ad odiarlo.

  • Davvero mille complimenti, splendido post (che ho divorato fra l’altro)
    Una domanda, che effettivamente non c’entra molto magari, però volevo porla.
    Ho sempre fatto un po di faticaa distinguere i titoli.
    Mi spiego:
    Nel dvd di EoE ci si riferisce ai due “episodi” con: Air / Love is Destructive e Per te, tutto il mio essere / ONE MORE FINAL: I need you.

    E già qui avevo confusione xD nel senso: la barra (/) sta a dividere due titoli diversi? Nel senso, ogni episodio è a sua volta diviso in due parti?

    Ma la cosa che mi confonde è che nel dvd dove hanno unito death&rebirth con EoE il titolo cambia e diventa: Air/A te il mio animo sincero.
    Non so ma questa suddivisione e/o cambiamento mi ha sempre confusa! Qualcuno sa farmi chiarezza?

    • CaskaLangley on 31 Gennaio 2013 at 10:44 pm said:

      Reply

      Grazie a te 🙂
      E sì, dunque, i titoli sono due perché sono quelli della parte A e B, come negli episodi della serie. Semplicemente, fungono da eyecatch per gli spazi pubblicitari della messa in onda televisiva.
      Quanto al cambiamento di titolo è semplicemente una diversa interpretazione, quello che tu citi per primi appartiene alla (brutta) edizione Yamato, il secondo a quella Dynit.E’ solo questione di adattamento, considera che io mi sto abituando solo adesso a chiamarlo “a te”, ma avendolo sempre visto in originale subbato ero abituata a chiamare Kokoro (la seconda parte dell’End, appunto) “My purest heart for you”, che era la traduzione dei fan all’epoca dell’uscita e tutt’ora la mia preferita.

      • ok fin qui ho capito. Però continua a non tornarmi che nella prima versione c’erano due titoli (Air/love is destructive e per te il mio animo sincero/ONE MORE FINAL: i need you) mentre nella seconda versione abbiamo solo un titolo (Air/A te il mio animo sincero) @_@

        • CaskaLangley on 1 Febbraio 2013 at 11:13 am said:

          Reply

          Calma, ti stai confondendo per niente X’D è molto semplice: ogni episodio è diviso in due parti, e la seconda ha il titolo in inglese. Per Air e A te è la stessa cosa, hanno una seconda parte con un altro titolo, ma è appunto una seconda parte. E’ come per gli episodi normali: dire “L’attacco dell’angelo/ANGEL ATTACK” è la stessa cosa che dire “L’attacco dell’angelo” e basta. Semplicemente, chi ha curato l’edizione del dvd non avrà avuto voglia di scrivere entrambi i titoli di entrambe gli episodi dell’End sulla confezione o sul dvd XD

          • Ahhhhhh XDD Ok , ora ho finalmente tutto chiaro e posso dormire tranquilla!! ç-ç
            Ultima cosa, che è più un consiglio, visto che volevo ordinare online il dvd (dato che per ora tutti i soldi li ho sempre spesi in modellini al comics XD e per laa serie in dvd) la versione che mi consiglieresti è quella della Dynit giusto? (scusa ancora il tartassamento di domande xD)

  • FrozenBrain on 31 Gennaio 2013 at 11:28 pm said:

    Reply

    Quanto hai (avete) ragione quando dici che la bellezza sta anche nell’incomprensibile. Uno dei motivi per cui mi piace Eva così tanto è proprio la sua osticità. Questo anime richiede una visione attiva da parte dello spettatore; sei costretto a seguire con la massima attenzione sia le immagini che i dialoghi e una volta terminato devi continuare a ragionarci per tentare di capirci qualcosa.

    Oh, e visto che si parla anche di Magi, una volta o l’altra dovrete palesare chi di voi del dummy system è la donna, chi la madre e chi lo scienziato 🙂

  • Allora, intanto io vi amo follemente per questo sito, ogni giorno controllo se mettete nuovi articoli (si, tipo pazza seriale, lol) perchè notate sempre cose particolari che magari sfuggono/ci si sente troppo pazzi per farle (tipo il fermo immagine sul pc che usa Misato…anche io avevo pensato di stoppare e provare a leggere, ma leggere quelle scrittine piccole e confuse mi ha demoralizzato XD). Una cosa però è inesatta: Maya ha già quel cuscino gattoso nell’episodio 20 della serie, lo si vede nella scena in cui parlano della necessità di cambiare base operativa! Perciò credo sia proprio suo, e lo vedo più come un tentativo di emulare Ritsuko nella sua passione per i gatti (si, anche io shippo questa fantastica lesbo-coppia <3 ciccine loro <3)…o magari proprio una passione che hanno in comune!

    Pignoleria a parte, non vedo l'ora di leggere i prossimi articoli, soprattutto questi su EoE <3

  • Adoro questo sito sul serio <3 riuscite a cogliere perfettamente gli aspetti fondamentali, più profondi e belli di evangelion…e io adoro EoE…e mi è venuta una gran voglia di rivederlo, anche se l'ho visto da poco, ma aspetto di leggere le altre parti dell'articolo prima di farlo 🙂

  • wow, che bello! un analisi di EoE! °w° ero davvero curiosissima di sapere cosa ne pensavate in dettaglio voi tre Magi.
    me lo sono rivisto giusto una settimana fa e per tutto il tempo ho, come al solito, avuto un gran batticuore. quel film riesce a emozionarmi nel profondo, soprattutto ora che (rispetto alle prime, alla primissima visione soprattutto) mi è più famigliare e comprensibile. ho detto più e non completamente perchè concordo sul tuo discorso di “non-comprensibile non vuol dire “senza-senso”. trovo che il non riuscire a capire appieno Eva sia uno dei suoi più grandi fascini (e credo che Anno-sama ripeterà la stessa cosa con Final dei Rebuild).
    qualche commentino random:
    -è vero, il film è proprio pieno di vagine .___. dopo l’uscita dell’ultima edizione, dove finalmente ho potuto codere delle traduzioni delle varie scritte random) anche io mi ero accorta che la cosa della “clinica ginecologica” non poteva che essere un preludio al tutto.
    -la scena iniziale è tremenda (anche se tremenda non nel senso orribile. semplicemente ti spiazza. approvo tutto ciò che hai detto su Anno, la mazza chiodata e il grazie, maestro. xD). motivo per cui non farò mai vedere EoE a mia madre, che ho indotto nel fandom di Eva e che adora Shinji perchè è sfigato.
    -ahahah! pure io mi sono fatta le pare mentali sulle telecamere nella stanza 303! oddio! o Shinji le ha coperte (ma dubito, dai… a malapena credo sia stato in grado di far scattare la serratura), oppure quelli della sicurezza si sono fatti due grandi risate (che, povero, gli manca solo questo =3= ). oppure l’Impact gli ha salvato le chiappe.
    -Ritsuko mi ha sempre fatto una gran pena in questo film. Gendo e soprattutto Fuyutsuki una gran tristezza, in questo loro continuo soffrire in silenzio senza cercare consolazioni… “Love is destructive” è davvero un titolo che spazia e coinvolge tutti i personaggi.
    -l’errore di traduzione italiano non trovo sia un grosso problema. ok, forse sminuisce un po’ la situazione catastrofica ma è in un punto accettabile secondo me u.u
    -oh! io avevo letto che Aoba provava qualcosa per Maya, ma nonostante tutte le volte che ho visto serie e EoE non sono mai riuscita a capire DOVE e COME! ok che non sempre (ok, quasi mai) ti sbattono la situazione chiara così com’è, ma con loro due si andava veramente ai limiti della demenza.

    ottima la prima parte di analisi °w°
    quella che attendo con più frenesia è, ovviamente, quella riguardante il perfezionamento. sono molto curiosa sui due-quasi 3 punti dove, come hai detto, Shinji ha “ucciso” Asuka. a me ne viene in mente solo uno. mmmm…. ok, forse due (dove tenta di strangolarma prima del perfezionamento in quel flashback/metafora mentale; e alla fine di tutto sulla spiaggia.)
    a presto! ^3^

    • CaskaLangley on 2 Febbraio 2013 at 10:37 pm said:

      Reply

      Grazie del commento lunghissimo, cara, è stato bello leggerlo (com’è sempre leggervi, in generale). L’idea di SHinji che va a coprire le telecamere mi ha uccisa X’D Shinji, il masturbatore seriale. E a proposito di uccisioni, la seconda è proprio in Love is destructive.

  • Ottima analisi come sempre =)
    Sul fatto che Eva sia bello perchè affascina, trasmette emozioni senza bisogno di essere davvero capito, non posso che essere perfettamente d’accordo.
    Ancora ricordo quando la prima volta che vidi la serie tv in onda su mtv, avrò avuto 13 anni, la cosa che più mi affascinò fossero proprio le emozioni dei personaggi i loro problemi esistenziali, e soprattutto la storia d’amore tra Shinji e Asuka. Della storia vera e propria non è che capissi molto, complice la cadenza settimanale, e tra rotoli del mar morto, strani esseri che non si capiva da dove venissero e impact misteriosi alla fine mi sa che rinuncia pure a capirci qualcosa. ma in fondo non mi interessava neanche capirci. Probabilmente causa adolescenza ero molto più interessata al dramma dei personaggi che ai risvolti politici fantascientifici.
    E il finale mi lasciò sì perplessa, ma in fondo non mi dispiacque troppo (la verità è che ero ancora scioccata da quello che era successo a Kaworu e che a me del perfezionamento di shinji non fregava un tubo, io volevo sapere come stava Asuka xD).
    Riguardando quasi dopo 10 anni la serie, e cercando di vederla con occhio critico, per vedere se mi riusciva capire qualcosa anche della trama, mi sono accorta che avevo perso tanto in immedesimazione, che le sfumature psicologiche dei personaggi mi erano più difficili da capire. Mi è toccato leggere un sacco di approfondimenti e rivedere le scene in fermo immagine per capire cose, che la prima volta che avevo visto la serie mi erano sembrate naturali.
    Mi sa che mi sono dilungata troppo e che il mio discorso con l’eoe alla fine non c’entra molto, ma vabbè, il succo è che tutt’oggi tra le mie varie rivisioni della serie, considero la prima la migliore. E ogni volta che lo riguardo cerco sempre di rimmedesimarmi in quella ragazzina di 13 anni che seppur inconsciamente tanto è rimasta fascianata da eva.

    • CaskaLangley on 2 Febbraio 2013 at 10:39 pm said:

      Reply

      A volte crescendo, anche quando non si vuole, si rischia di mettere davanti il cervello rispetto al cuore, nell’assorbire le storie. Da adolescente una cosa come Eva ti travolge pienamente. La cosa molto bella, però, è come per esempio, crescendo, pur continuando ad amare i ragazzi ho iniziato a sentire profondamente i personaggi adulti, che sebbene mi siano sempre piaciuti mi erano per ovvi motivi più distanti.

      • sì hai ragione. anch’io mi sono accorta di riuscire a comprendere molto più rispetto a quando ero piccola i sentimenti dei personaggi adulti.
        Eva in fondo è un’opera con così tante chiavi di lettura e punti di vista, che si può apprezzare ad ogni età, e che anzi, va rivista in ogni età per apprezzarla appieno.

  • Un’analisi eccezionale, c’è poco da dire. Ti ringrazio per aver sottolineato i punti che si prestano maggiormente ad una lettura che va oltre l’immagine o il parlato.
    Effettivamente i testi e la regia sono studiati in maniera ineccepibile per raccontare quanto più possibile una storia a tratti criptica. Era da tanto che non vedevo questo film, ma rivederlo dopo aver approfondito i vari aspetti di Eva con il vostro sito, me l’ha fatto sembrare incredibilmente lineare e concreto: tutto è al posto giusto.
    Vediamo come sviscererai la prossima parte!

    ps. povero stronzo Shinji: chiude la porta, la riveste, ma mica ci pensa che Hyuga lo sta guardando.

  • mancio01 on 5 Febbraio 2013 at 3:50 am said:

    Reply

    Ma ricordando l’inquadratura di asuka nella 303 quando la cercano per vedere dove sta penso che il nostro caro segaiolo non sia visibile……e poi quei tre al centro di comando stanno chiacchierando così amorevolmente del più e del meno che filarsi Asuka non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello.

    Cmq i miei sentimenti dopo la scena sono stati sia di orrore, sia di sparare in testa a Shinji (cosa in cui poi anche le teste di cuoio falliranno).

  • Ciao a tutti, appena scoperto questo sito.

    I miei complimenti vivissimi a CaskaLangley, le tue analisi sono a dir poco affascinanti.
    Ho amato e amo ancora la serie, e in particolar modo The End, al punto che ricordo a memoria quasi ogni fotogramma.
    Realizzai anche un AMV tanti tanti anni fa, nel 2006, posto il link… spero non sembri spam, confido che qualcuno apprezzerà 😛 -> http://www.clodo.it/forsaken.php

    Grazie, grazie ancora CaskaLangley, continua così!

    Ciao!

  • Bellissima analisi.
    Complimenti CaskaLangley.
    Aspetto con ansia la seconda parte.

    Comunque io, paradossalmente, preferirò sempre gli episodi 25 e 26.
    Benchè siano due bottle episodes fatti con 4 soldi.
    Benchè possano essere un’allucinazione partorita dalla personalità schizzoide di Shinji.
    Benchè seguano i dettami del teatro epico ed espressionista.
    Portano alla conclusione lo sviluppo dei personaggi e in modo positivo.
    Sono un lieto fine, per quanto possa essere lieta la fine di Eva.

  • Barnaba on 30 Marzo 2013 at 11:42 pm said:

    Reply

    Mi sono appena reso conto che Asuka ha capelli rossi e occhi azzurri, Rei viceversa. Probabilmente già tutti l’avevano osservato, ma per me è stata una rivelazione! I due personaggi sono proprio due contrari, yin e yang anche fisicamente.

  • Celsius on 21 Aprile 2013 at 3:23 am said:

    Reply

    “Che mani sono queste qui? Ah!, esse mi strappano gli occhi! Tutto l’oceano del grande Nettuno potrà lavar via, interamente, questo sangue dalla mia mano? No, piuttosto, questa mano tingerà d’incarnato i mari innumerevoli, facendo del verde un unico rosso!”
    [MacBet, Atto II – scena II]

    Qualcuno ha fatto caso che le navi della flotta del Pacifico (quella che porta lo 02 e Adam in Giappone, ndr) hanno dei nomi che richiamano opere scespiriane (mi vengono in mente la “Otello”, la “Titus Andronicus” e la “Cymbeline”)?

    E già che si sono, che l’ammiraglia si chiama “Over the Rainbow”? —> vedi il tema dell’arcobaleno in Rebuild

  • Sono davvero poco abituata a ragionare su un anime, probabilmente perché non ne avevo mai visto uno così denso di significati… non immagino quanti mesi, anni di visioni e revisioni ci siano voluti per comprendere -e qui non posso neanche dire ‘appieno’, perché Evangelion è un mistero continuo- tutti i ragionamenti, sentimenti, riferimenti varissimi. Sono davvero sorpresa, se questa non è passione non so cosa lo sia XD

    Ad ogni modo, è un’analisi incredibile, accurata, dettagliata… scandaglia ogni singolo particolare, ogni piccola particella che piano piano sembra raggiungere la propria posizione.
    Ho letto e realizzato molte cose cui non ero arrivata prima (un po’, appunto, perché non sono abituata a concentrarmi quando vedo anime, un po’ perché è la mia prima visione di Evangelion). E’ già un piacere leggere la Caska, figuriamoci quando scrive in maniera così specifica e profonda… aspetto con ansia la prossima parte, davvero.

  • Che versione del film avete visionato ? Molti dei dialoghi riportati non coincidono con la versione che io ho visto (milioni) di volte. Per il resto ottimo articolo :)) Nonostante conosca il film a memoria è stato cmq godibile. Bravi !

    • CaskaLangley on 5 Giugno 2013 at 1:36 pm said:

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      La versione rifatta da Dynit, successiva a quella Yamato che invece era fatta un po’ a cazzo di cane.

  • I vestiti ripiegati di Rei a me hanno sempre fatto molta impressione… Hai presente quelle scene di suicidio, programmate, pulite, in cui il suicida si veste di tutto punto magari prima di compiere il gesto? Ecco, a me quei vestiti poggiati lì con tanto ordine mi portano istintivamente a sovrapporre la scena di Rei nell’LCl a un suicidio.

  • Volevo solo far notare come Ritsuko copra parte del nome “Casper”, lasciando in vista “Cas-“, che suggerisce la traslitterazione di “madre”(casa).

  • HumanEvolution on 20 Agosto 2013 at 9:32 pm said:

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    Salve a tutti vorrei sapere se qualcuno di voi conosce il titolo del tema musicale(si tratta di sola musica)che accompagna i momenti di riflessione spesso legata agli incontri con gli angeli o del second impact per intendersi quella di quando l’EVA 01 diventa cosciente dopo aver assorbito l’elemento S2,grazie!!!

    • CaskaLangley on 3 Ottobre 2013 at 11:40 am said:

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      C’è la seconda parte dell’analisi, ma non ancora l’analisi di “A te, il mio animo sincero”.

  • Tutto molto chiaro e molto dettagliato, complimenti! Il mio grande dubbio riguardo alla serie è la vera differenza tra ciò che voleva gendo e ciò che voleva la seele. Cosa avrebbe provocato davvero il piano di gendo? Cosa sarebbe successo a lui, allo 01, e al resto dell’umanità? Grazie in anticipo 😉

  • Complimenti per l ottima analisi!
    Volevo solo chiedere una cosa, una volta lessi da qualche parte che Asuka alla fine di EoE è incinta di Shinji, esistono prove a sostegno di tale teoria?
    (Lo chiedo perchè io sono sicuro che il figlio di un Eva che non è altro abbia stuprato Asuka…)

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